Il grande cinema contemporaneo di Fellini al Caffè Cinema Lanteri. Martedì 8 Aprile il prossimo appuntamento

PISA – L’associazione culturale Vinylik in collaborazione con il Cinema Caffe’ Lanteri e ARSPAT organizza ad Aprile un grande evento omaggio a Federico Fellini unanimemente considerato il piu’ grande regista italiano di tutti i tempi. Saranno tre le opere del compianto regista riproposte, che coprono diversi momenti della sua filmografia. Questo pomeriggio ha preso il via 8 1/2 per gli anni 60, la sperimentazione narrativa e l’affermazione internazionale. Prossimo appuntamento al Caffè Cinema Lanteri l’8 Aprile

Tra sette giorni sempre al Lanteri “Roma” per gli anni 70 , il ritratto della capitale con tutte le sue contraddizioni,e infine la settimana successiva “Ginger e Fred per gli anni 80, la decadenza del cinema e la critica sociale. Tutte le proiezioni saranno ad ingresso libero e verranno introdotte da docenti e critici di cinema.

Una gremitissima platea del Cinema Caffè Lanteri ha segnato quindi il successo di tale iniziativa. A suggellare l’omaggio al “maestro” dopo la proiezione del film, e’ stata inaugurata una mostra di pittura intitola “Fellini 8 1/2 e altri sogni” con le opere dell’artista David Parenti. L’esposizione rimarrà visibile fino al 19 Aprile. Le intenzioni degli organizzatori di tale proiezione, era quella di usare una pellicola originale 35 mm dell’epoca, cosa purtroppo all’ultimo momento sostituita da una rara edizione francese digitale. Questo per la fragilita’ e il cattivo stato della pellicola inizialmente scelta.

RECENSIONE DI OTTO E 1/2 Federico Fellini 1966 di Luca Guiducci

Guido Snàporaz è un regista in crisi d’ispirazione, impersonato da Marcello Mastroianni, ancora una volta alter ego di Fellini, per un film in un certo senso autobiografico, scritto dal regista insieme a Flaiano, Pinelli e Rondi. Molti critici ritengono Otto e mezzo uno dei momenti più alti dell’arte felliniana, perché è la storia di un regista che racconta con sincerità la crisi di un uomo e di un autore. Fellini mette a nudo le sue difficoltà, rivela al pubblico la paura di deludere le aspettative, la fatica nel regolare i conti con fantasmi, ricordi e volti del passato, soprattutto di farli convivere con il presente.

Guido si divide tra una moglie borghese (Anouk Aimeé), che tradisce ma che non sa lasciare e una sensuale quanto leggera amante (Sandra Milo), raccontando la sua vita per mezzo di simboli onirici e surreali. Il regista fa muovere il suo personaggio in una stazione termale, ma tramite parti di flashback lo trasporta nella casa romagnola di quando era bambino, nel collegio cattolico che reprime la sua sessualità e la scoperta della prima donna. Un film che gira essenzialmente con il rapporto di odio ,amore che Guido ha con l’altro sesso. La pellicola quindi è un susseguirsi di ricordi, trasposizioni, incubi che sembrano strade senza uscita, sogni megalomani che racchiudono le donne della sua vita, voglia di purezza e di fuga. Un film che sicuramente proietta l’animo di chi lo vede a rivedersi in molti circostanze e situazioni e a chiedersi,porsi domande e a soffrire insieme al protagonista Guido.

Un’incredibile opera che racconta la confusione che spesso regna dentro di noi e all’incapacità umana nell’essere sincero, essere fedele. Emblematica nella chiave di lettura del film, e’ la domanda che pone la “donna ideale” al protagonista Guido: “lasceresti tutto? Ripartiresti da zero avendo trovato la donna che ti realizza? Alle giustificazioni di Guido per il non saper scegliere la risposta della donna “utopistica” e’ sempre la solita “non sai voler bene” e forse qui si condensa tutta l’essenza e amarezza del film, che si conclude in un finale di libera interpretazione ma che consiglio a tutti per poter cercare di dare la propria interpretazione.

Appuntamento quindi per martedì 8 Aprile per la proiezione di “Roma”di Federico Fellini (1972), con introduzione alla proiezione del professor Maurizio Ambrosini.

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