Il New York Times “snobba” l’olio italiano con una vignetta. Rossi: “Venite a vedere come si fa il nostro olio”

PISA – Una vignetta del New York Times mette in guardia i consumatori statunitensi: “Il 69% dell’olio con marchio italiano è contraffatto e prodotto con olive non italiane”.

Per rappresentare l’Italia, in una vignetta, l’autore ha scelto la Torre di Pisa che poi diventa un minareto, per dire che le olive spacciate come italiane arrivano da Marocco e Tunisia. Secondo il quotidiano statunitense, a Napoli arrivano carichi di oli di vario genere da altri paesi che poi vengono etichettati come italiani.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: «Invitiamo l’autore del fumetto sul New York Times online a venire in Toscana, a vederla e a vedere come si fa il nostro olio. L’olio toscano è garantito da una Igp, ossia un’indicazione geografica protetta, che è una denominazione di qualità dell’Unione Europea”.

La denominazione di origine più importante della Toscana è “l’olio extravergine di oliva Igp Toscano” (circa 35 mila quintali/annata 2012), seguita dalla “Dop Chianti Classico” con circa 2 mila quintali, dalla Dop “Terre di Siena”, la Dop Lucca e la Dop Seggiano, registrata di recente. Vi sono poi dai 7 ai 10 mila quintali, a seconda delle annate, di olio certificato “biologico”. «Sia la Igp, indicazione geografica protetta, che le Dop, denominazione geografica protetta – spiega l’assessore regionale Salvadori – indicano qualità certificata e origine certa, sono concesse dall’Unione Europea dopo un lungo e rigoroso percorso e danno la garanzia assoluta del fatto che si tratta di oli prodotti in Toscana, con olive toscane e con procedimenti garantiti. Discorso analogo per il biologico”.

“Il 70% dell’olio toscano Igp è esportato proprio negli Usa – continua il presidente Rossi che avverte i consumatori – La qualità però deve avere un giusto prezzo, se un olio costa pochi dollari o pochi euro deve mettere in sospetto. La Toscana è in prima fila nella lotta contro le falsificazioni, che danneggiano in primo luogo i produttori seri”, conclude Salvadori.

Fonte: Regione Toscana

L’IMMAGINE SOTTO E’ TRATTA DA WWW.EUNEWS.IT

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