Il nuovo decreto legge approvato a tarda notte

PISA – Si è concluso a tarda notte con un si Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del Ministro della Salute Roberto Speranza, che ha approvato un decreto-legge Rilancio che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19,

Il decreto elimina dal 18 maggio ogni limitazione agli spostamenti all’interno del territorio regionale. Ancora vietati i trasferimenti nelle altre regioni fino al 2 giugno compreso.

Nello specifico, a partire da lunedì quindi prossimo le persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggette ad alcuna limitazione, anche se Stato o Regioni potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

Fino al 2 giugno restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. 

Il testo del nuovo decreto del presidente del Consiglio fissa le regole per riaprire dal 18 maggio bar, ristoranti, negozi, centri commerciali ed elimina le restrizioni alla circolazione delle persone: Da lunedì sarà possibile inoltre rivedere gli amici e non portare con sé l’autocertificazione. Anche qui, nello specifico, a partire dal 18 maggio, «le attività economiche, produttive e sociali» potranno riaprire, dovendo “svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi adottati dalle regioni o dalla conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali». Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida determinerà «la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza” e una sanzione “da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo”.

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