Il nuovo sportello per la tossicodipendenza al Binario Zero a San Rossore

PISA – Una grave piaga della nostra società, ovvero quella delle dipendenze – si trattino le stesse dall’uso di droghe o smisurato di alcool, al pari del vizio del gioco – ha bisogno, per cercare di essere, se non sconfitta, quantomeno il più possibile limitata, di sostegno ed aiuto verso i soggetti più fragili.

di Giovanni Manenti

Pisa si dota di un ulteriore punto d’incontro, attraverso uno sportello di ascolto, orientamento ed accompagnamento, costituito dal nuovo servizio dell’Associazione “Il Ponte” (attiva da oltre 30 anni ed in stretto contatto con la Comunità di San Patrignano) posto all’interno di “Binario Zero”, lo spazio polivalente che la Cooperativa Sociale Arnera gestisce per conto della Società della Salute Pisana nell’area della Stazione di San Rossore.

Ed è appunto dalla stessa Società della Salute, la quale ha partecipato all’iniziativa con un contributo di diecimila euro, che traspare attraverso le parole della Presidente Gianna Gambaccini: “Si tratta di un progetto che l’amministrazione comunale ha fortemente voluto portare avanti e che, pur con tutte le difficoltà caratterizzate dal lungo periodo di emergenza sanitaria, ha finalmente raggiunto il proprio obiettivo, grazie anche al duro ed impegnativo lavoro svolto dagli Uffici in tal senso, circostanza che non può che rendermi particolarmente felice in quanto si concretizza un impegno assunto da me personalmente e che offre la possibilità di avere uno sportello a disposizione dei soggetti affetti da varie tipologie di dipendenze, così come dei loro familiari. Questa iniziativa, conclude la Presidente, ha altresì una valenza di tipo sociale, vale a dire un centro di ascolto, di accoglienza e successivo invio ai vari livelli a seconda delle problematiche singolarmente riscontrate, ivi comprese quelle sanitarie che fanno capo al Dr. Lamanna e che mi auguro possa contribuire a risolvere un problema quale quello delle dipendenze che attanaglia la nostra Società e da cui Pisa non è certamente esclusa e spesso si tratta di persone che hanno intrapreso dei percorsi in ambito sanitario e socio-sanitario, ma che talora si trovano comunque in difficoltà nel riprendere una strada e/o ritrovare una continuità di contatti e, pertanto, questo sportello vuole essere di supporto anche in questo caso“. 

Un’idea, quella dell’apertura di un nuovo centro d’ascolto, portata avanti grazie anche alla volontà di Corrado Galluzzi, fondatore dell’Associazione “Il Ponte”: “Si tratta di un servizio che trae origine da un avviso della Società della Salute inerente all’apertura di un nuovo punto d’incontro a beneficio di coloro che sono colpiti da varie forme di dipendenza, sia quelle da sostanze al pari di quelle da gioco, ed è rivolto non solo ai singoli soggetti ma anche alle loro famiglie, oltre a sviluppare un’azione di prevenzione ed informazione verso i vari livelli di Scuole nel territorio pisano, senza trascurare altresì le Associazioni Sportive, in quanto Enti di aggregazione giovanile.
Abbiamo scelto la Stazione di San Rossore – conclude Galluzzi, su indicazione della Società della Salute, in quanto esiste una struttura già avviata da tempo e che non fa che essere implementata con questo nuovo tipo di servizio – che ricordo essere completamente gratuito – al quale si dedicano sei volontari, mentre per tutti coloro che volessero contattarci, c’è la possibilità di venire a trovarci in loco due giorni la settimana, vale a dire il lunedì mattina dalle 9:30 alle 11:30 ed il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18, oltre a poterci reperire telefonicamente ai numeri 329-6777959 e 338-8686424“.

Una iniziativa che riceve il plauso da parte del Dr. Francesco Lamanna, Responsabile del SerD Zona Pisana: “Le dipendenze in generale e la tossicodipendenza in particolare sono purtroppo, degli argomenti negletti e destinati a passare in second’ordine rispetto ad altre patologie sanitarie ed è proprio questa scarsa conoscenza forse anche alla base dell’espansione di questi fenomeni ed ecco quindi che vi sia la possibilità, al di là del Servizio pubblico, di usufruire di strutture sociali che servano da ausilio al nostro tipo di intervento non può che essere visto come un qualcosa di positivo, in quanto svolgono un importante ruolo di raccolta e percezione del malessere collegato alla patologia della dipendenza, qualunque essa sia, e che,oltre al singolo soggetto, determina l’ineluttabile coinvolgimento del nucleo familiare che si vede costretto a soffrire in seconda battuta di quelli che sono i danni provocati.
E’ molto spesso accaduto in passato, conclude il Dr. Lamanna, così come spero avvenga anche in futuro, che siano proprio le associazioni a riferirci come si fossero da loro presentati i genitori di un soggetto problematico, esponendo quella che era la situazione e, di conseguenza, chiedere quali soluzioni si potessero trovare, il che sta a confortare l’importanza dell’apertura di punti di ascolto e di incontro come quello odierno, in quanto questa è sempre stata la mia filosofia, vale a dire una sinergia fra pubblico e privato, poiché maggiori sono le armi a disposizione per combattere e contrastare il fenomeno della dipendenza quale che sia, maggiori sono le possibilità di successo“.
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