Il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe: “Vittoria sofferta ma bella”

FROSINONE– In tribuna sedeva sulle stessa fila del collega del Pisa, Carlo Battini, ma distante almeno una quindicina di poltroncine. In comune la sofferenza e due esultanze. La terza ha visto il presidente del Frosinone Maurizio Stirpe mettere la freccia e conquistare la finalissima, quella che Battini un anno fa conquisto’ nella doppia sfida con il Perugia.

«E’ stata una vittoria sofferta ma bella – ha esordito Stirpe – decisa da una prodezza balistica di Paganini». Il ragazzo, prodotto del vivaio giallazzurro, è ancora una volta decisivo, dopo il gol che ha aperto la strada alla vittoria ai quarti di finale sulla Salernitana: «E’ una nostra arma vincente e sono contento che l’abbiamo noi». Contro i neroazzurri non è stata una partita in discesa. «Come tutte le partite dei playoff è stata una sfida giocata a scacchi in maniera quasi esasperata e ci dovremo abituare, nel doppio confronto con il Lecce sarà così. Siamo andati meritatamente in vantaggio, abbiamo avuto anche la possibilità di chiuderla ma non siamo stati fortunati». Il Frosinone sullo 0-0 ha gridato al rigore, un fallo di Rozzio su Curiale che avrebbe meritato la concessione del penalty: «Non me la sento di indicare l’arbitro come responsabile, lui ha chiesto aiuto all’assistente che non se l’è sentita probabilmente di segnealare il fallo del difensore. Sarebbe costato il rigore e l’espulsione. L’arbitro era lontano, probabilmente». Qualche minuto dopo il Pisa ha urlato per un presunto tocco di mano di Gori nell’arra giallazzurra: «E lì il direttore di gara probabilmente ha usato la misura della compensazione».

Il Frosinone non ha mai rischiato, però. E il pari – tocco di Curiale sulla punizione di Kosnic – è sembrata quasi una beffa: «In effetti non non avevamo mai rischiato nulla, fatta eccezione per un’altra punizione di Kosnic nel primo tempo e in due situazioni sempre nella prima frazione di gioco quando loro scendevamo in due e ci mettevano in difficoltà perché trovavano solo un difensore (Matteo Ciofani, ndr)». Ad inizio ripresa il Frosinone ha iniziato come dovrebbe una squadra che ha voglia di chiudere la partita: «C’è stata la grande parata di Provedel, poi abbiamo un po’ tirato il fiato, concedendo ai neroazzurri campo e tanti cross oltre al possesso palla. Il gol loro avrebbe potuto tagliarci le gambe, ho temuto di subire il contraccolpo psicologico». E invece la differenza l’ha fatta la condizione fisica: «Infatti l’ha fatta l’energia che abbiamo saputo sprigionare al momento opportuno. Il Pisa invece si è fermato, evidentemente non ne avevano più. E gli ultimi 15’ sono stati semplicemente tambureggianti. Il gol è stato un premio alla forza di una squadra che ha saputo meritare la finalissima». Siamo al capitolo degli elogi: «I giovani ci hanno ripagato di anni di sacrifici – continua Stirpe – il segreto dei nostri successi è la loro presenza. Di tutti. Hanno saputo rendersi utili quando sono stati chiamati e con gli altri hanno saputo soffrire. Vorrei però continuare ad elogiare il comportamento dei giovani, anche quelli acquisiti. Gran parte del nostro valore lo dobbiamo a loro». E così i giovani andrebbero citati tutti: da Paganini a chi come Frabotta oggi non trova spazio. E giovane è Gucher, anche se acquisito sei anni fa da una squadra giovanile austriaca. E giovane è Bertoncini che ha battuto anche la paura di aver chiuso il campionato in anticipo due mesi fa.

Adesso c’è il Lecce, capitolo finale: i salentini saranno senza Miccoli (squalificato), hanno 8 diffidati e dovranno valutare le condizioni del portiere Caglioni uscito prima della fine per un problema ad una coscia. Il Frosinone non sta meglio: «Abbiamo diversi problemi: a cominciare da Frara che aveva una noia all’adduttore e quando ha sentito tirare il muscolo ha preferito uscire, dovremo valutare con una ecografia la condizione di Russo e di Biasi anche se quest’ultimo potrebbe aver avuto dei crampi»

Adesso due partite ci sono all’orizzonte. Due settimane da… ricordare. «Dovremo giocare come con il Pisa all’andata, tentare di neutralizzarli a casa loro e magari cercare anche l’impresa per poi giocarci comunque tutto qui tra due settimane».

Stirpe da presidente una finale playoff l’ha già giocata. «Ma questo è un playoff che alla squadra che si è piazzata meglio non dà vantaggi se non quello di giocare il ritorno in casa. E allora dovremo giocarcela almeno in parità, in vista del ritorno. Facendo leva sul fattore-Comunale». Il Frosinone tambureggiante nel finale fa ben sperare: «Perché vincerà chi avrà la condizione fisica migliore ed oggi ha prevalso. Credo di poter consigliare alla squadra di insistere nella cura dei dettagli, di una corretta alimentazione e di una vita come sempre da eccellenti professionisti». Non c’è due senza tre? Dopo le polemiche di Perugia e Pisa, cosa arriverà da Lecce? Stirpe fa spallucce: «Non dobbiamo mai dare peso alle chiacchiere che considero da bar. Ne dobbiamo restare fuori, tutti. Giocatori, tecnici, dirigenti. Chiedo solo massima concentrazione».

Si ringrazia il quotidiano la Provincia di Frosinone

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