Il presidente del Napoli De Laurentiis torna sugli scontri di Napoli – Juve: “Con Tagliente nel 2012 non accadde niente e si fece un grande lavoro di intelligence”

PISA – Era il 24 maggio 2012 all’Olimpico di Roma si giocava Napoli – Juventus di Coppa Italia. Finì 2-0 per i partenopei. Nessun grave scontro segnalato, né fra ultrà azzurri e bianconeri, tantomeno ci furono contatti fra ultrà della Roma e le altre tifoserie. Eppure fra le tre fazioni i rapporti non sono certi idilliaci. All’epoca questore della capitale era Francesco Tagliente che arrivava dalla questura di Firenze attuale Prefetto di Pisa. Quella circostanza è stata ricordata oggi dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Roma , per ricevere la laurea ad honorem in Lettere consegnata al produttore cinematografico nella sede dell’Università Americana di Roma.

francesco tagliente prefetto

Sugli incidenti prima dell’ultima di Coppa Italia, con il ferimento di Ciro Esposito, e la sceneggiata di Genny a’ Carogna all’Olimpico, De Laurentiis ha spiegato: “Mi resta l’amarezza per questo ragazzo che lotta per la vita. Sono vicino ai suoi genitori non dovrebbero mai accadere queste cose. E l’amarezza che la prevenzione che si poteva attuare non è stata attuata come si sarebbe dovuto e come abbiamo attuata nell’anno in cui abbiamo giocato contro la Juventus. Ricordo che con il questore dell’epoca, Tagliente, si fece una grande operazione di intelligence poliziesca per evitare qualunque problema in un contesto dove non sono tanto e soltanto le due tifoserie che concorrono a questa tipologia di violenza ma quanto anche le tifoserie locali che non hanno mai nutrito una grande passione e rispetto per la tifoseria napoletana”. Tra l’altro Tagliente nel 2008 dette il primo Daspo a Gennaro De Tommaso, il capo ultrà napoletano, a causa di alcuni scontri in un’area di servizio lungo l’A1 a Montepulciano. All’epoca dei fatti come detto guidava la questura di Firenze. Tagliente comminò 5 anni di divieto, allora disse: «È un errore definire questi dei tifosi. È un’offesa ai veri tifosi, noi dobbiamo salvaguardare il calcio e il tifo. Questi sono teppisti e teppisti devono essere chiamati».

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