Il punto del periodo pandemico nella Aoup

PISA – Anche in Aoup si stanno riconvertendo le degenze di area medica e si stanno chiudendo progressivamente i reparti di terapia intensiva Covid, visto che la pressione dei ricoveri legati alla pandemia da Covid si è allentata (11 pazienti ricoverati, di cui 8 su letti ordinari e 3 su letti intensivi).

Nello specifico sono stati chiusi 34 posti letto di terapia intensiva Covid (riattivabili in caso di necessità) e entro il fine settimana si effettuerà la riconversione di ulteriori 22 posti letto Covid ordinari in altrettanti posti letto ordinari no-Covid a disposizione del Pronto soccorso, per un totale di 280 posti letto fra area medica e specialistica.

A differenza della prima ondata, in cui l’impatto della pandemia aveva comportato, per disposizioni nazionali, la sospensione di tutte le attività programmate (salvo quelle legate all’oncologia, alle patologie ad alta specialità non rinviabili e all’emergenza-urgenza) e una riduzione dei ricoveri urgenti come conseguenza di un importante calo degli accessi in Pronto soccorso, nella seconda e terza ondata in Aoup – come conseguenza anche della realizzazione di un Covid Hospital al Santa Chiara e della riconversione di strutture dedicate (bolla Covid edificio 31, Pneumologia e Malattie infettive edificio 13 e, man mano che servivano, altri reparti di area medica) – l’ospedale è riuscito a tenere in piedi una notevole attività programmata nonostante l’impegno rappresentato dall’emergenza Covid, che ha raggiunto il picco di occupazione di posti letto il 23 novembre scorso, con 208 pazienti ricoverati (172 in letti ordinari e 36 in letti di terapia intensiva).

La differenza sostanziale è stata nella capacità organizzativa – grazie all’esperienza maturata e all’impegno di tutti i professionisti – che ha consentito di riuscire a mantenere in parallelo anche le attività no Covid, sia di ricovero sia ambulatoriali, garantendo un’ampia capacità di ricovero per il Pronto soccorso e attivando per molti settori la telemedicina.

L’attività chirurgica ha registrato ad esempio, nel secondo semestre 2020, solo una flessione del 10% rispetto allo stesso periodo del 2019.

E nel corso dei primi 4 mesi del 2021 sono stati effettuati 13.448 ricoveri totali, di cui oltre il 50% chirurgici e, in particolare, 67 trapianti e 3.747 interventi oncologici.

Inoltre, per i primi 5 mesi del 2021, le attività di chirurgia oncologica soggette a monitoraggio ministeriale (mammella, colon, retto, utero, tiroide, polmone) in Aoup rientrano tutte nei 30 giorni di attesa previsti dal Ministero della Salute.

Anche l’attività ambulatoriale sta registrando una progressiva normalizzazione, tanto che nel mese di marzo 2021 ha superato i volumi del corrispondente mese 2019 (prima della pandemia) e prosegue con questa tendenza.

Quanto alla programmazione estiva, in linea con l’ordinanza n.94 del 2020, è prevista l’erogazione sia di interventi di chirurgia minore a basso impatto sui posti letto sia di interventi oncologici e di alta complessità.

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