Il risveglio del Litorale Pisano. Viaggio negli stabilimenti balneari che hanno appena riaperto i battenti

TIRRENIA – “E quindi uscimmo a riveder le stelle.” Chissà con quali parole il Sommo Poeta avrebbe chiuso la descrizione del periodo di quarantena che abbiamo vissuto nei mesi scorsi, e dal quale cominciamo in questi giorni a riaffacciarci alla vita. Anche il nostro litorale si risveglia da un brutto sogno. Lo fa lentamente, come chi ha preso una brutta sbornia la sera prima e ora si ritrova con una gran confusione nella testa e tanto bisogno di caffè.

di Massimiliano Morescalchi

Il caffè del litorale è la riapertura degli stabilimenti balneari, che tra l‘ultimo fine settimana di maggio e il ponte del 2 giugno spalancheranno le porte verso quel mare tanto agognato durante le lunghe ore dentro le case per l’emergenza sanitaria.

Ma quale estate dobbiamo aspettarci? Con quale spirito il popolo del litorale si riaffaccia sulle spiagge?

La gente ha tanta voglia di mare”, mi dice uno dei responsabili del Bagno Corallo. E questo è talmente vero che molti dei clienti abituali hanno chiesto ai proprietari degli stabilimenti di aprire con qualche giorno di anticipo.

Giovedì c’è stata la riunione al Bagno Vittoria di tutti i proprietari dei bagni iscritti a Confcommercio” mi rivela Vanesa, la direttrice del Bagno Fortuna (sì, con una S sola, perché viene dall’Argentina), “e abbiamo fatto il punto della situazione sulle misure di sicurezza da mettere in atto. Siamo pronti ad accogliere i nostri clienti!”

Ma siccome la Fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo, il giorno che alcuni stabilimenti avevano previsto di riaprire, sabato 30 maggio, il tempo non è un granché: al mattino un gran temporale e per tutto il giorno forte vento e nuvoloni che coprono il sole. Eppure qualche temerario c’è.

Passeggio sul viale del Tirreno e infilo l’entrata dei Bagni Calypso. Mi accoglie la famiglia Bianchi, che da anni gestisce lo stabilimento, dal capostipite Carlo Alberto ai figli Yuri e Valentina col marito Antonio e la giovanissima Benedetta.

Faccio due chiacchiere con Yuri, che è il tuttofare del Bagno.

Quali misure preventive avete adottato per mantenere la sicurezza dei vostri clienti? “Tanto per cominciare, abbiamo distanziato gli ombrelloni in modo da permettere a ogni famiglia di avere 20 mt quadrati a disposizione. Quindi fra un ombrellone e l’altro ci sono 4 o 5 metri. Poi abbiamo deciso di lavorare solo con gli abbonamenti stagionali, aprendo ai giornalieri solo la battigia e solo su prenotazione, che sarebbe gradita il giorno precedente”.

E per far mangiare i vostri clienti al Bagno? Ho visto che avete dovuto togliere i tavoli. “Non era possibile garantire la distanza di sicurezza nella zona dei tavoli, così abbiamo pensato di fornire ogni ombrellone di un piccolo tavolo e chi lo desidera può richiedere il cibo da asporto e consumarlo alla propria postazione in tutta sicurezza”.

Cosa ne pensi del provvedimento di riapertura tra le regioni previsto dal 3 giugno? “Non sono affatto d’accordo. Ogni regione ha attuato delle strategie per contenere il contagio e conosce le criticità del proprio territorio e tutti abbiamo fatto degli enormi sacrifici per preservare la salute nostra e degli altri. Riaprire tutto ora è troppo rischioso, ci sono regioni ancora colpite gravemente dall’epidemia”.


E le nostre spiagge sono molto ambite dalle persone di tutta Italia… Eccome! Qui ogni anno arrivano clienti da tutta Italia e anche da varie parti d’Europa. I nostri stabilimenti sono attrezzati con ogni comodità, la sabbia è rilassante e pratica per chi ha bambini piccoli”.

E anche quest’anno la FEE (Foundation for Environmental Education) ha assegnato al litorale le quattro bandiere blu tanto agognate, per le spiagge del Calambrone, di Tirrenia, Marina di Pisa e il Porto di Pisa.

Ma questa chiusura verso quelle regioni maggiormente colpite non porterà una grave perdita economica per gli stabilimenti balneari? “Questo è sicuro, e abbiamo riaperto consapevoli che quest’anno dovremo lavorare per non andare in perdita. Ma è una questione di rapporto con i clienti che da anni frequentano il nostro Bagno, non possiamo fargli mancare un servizio essenziale dopo tutto quello che abbiamo passato”.

Il senso di responsabilità nei confronti dei clienti abituali emerge in tutte le conversazioni fatte con i gestori degli stabilimenti del litorale. La stessa preoccupazione per i propri clienti emerge dalla conversazione fatta con Nico, il barista del Bagno Corallo, che ha festeggiato lo scorso anno i 70 anni dalla sua fondazione (il Bagno, non Nico…).

Sento l’orgoglio nella sua voce quando mi dice: “Il Bagno ha questo nome perché quello era il nome di mio nonno. Mia nonna era di Milano e lo seguì in quest’avventura per amore, anche quando mio nonno si ammalò e fu costretto su una sedia a rotelle. Lei lo spingeva anche su questa spiaggia, perché quello era amore vero, di quelli che non ci sono più!”

Già, dietro ogni bancone, ogni sdraio e ogni ombrellone sono nascosti pezzi di vita, frammenti di emozioni che riemergono se solo abbiamo la pazienza di cercarli.

Anche Fabio Ferrari, gestore del Camping Internazionale, mi dice una cosa simile sul rapporto con i clienti. “Il nostro lavoro si svolge per l’ 80% con una clientela fissa, che viene da noi anno dopo anno lasciando qua le proprie roulotte e i propri camper, proprio come una seconda casa. Non potevamo far mancare a questi clienti il loro punto di riferimento per l’estate”.

Si parla molto delle disdette delle prenotazioni che in tutta Italia i lavoratori del turismo hanno dovuto subire. Mi conferma questo trend negativo? “Sì, anche qui al Camping abbiamo avuto un 30% dei clienti abituali che hanno disdetto la propria prenotazione. Alcuni ci hanno parlato di problemi economici, altri di timore per i figli piccoli o per i genitori anziani. Sappiamo che quest’anno dovremo lavorare duro per non andare in rimessa. Lei pensi che ho dovuto assumere del personale in più perché controllino che nelle aree comuni non si creino assembramenti, eppure avremo molti clienti in meno. Ma sia noi che quei clienti abbiamo diritto alla nostra estate”.

Passeggio sul bagnasciuga con sensazioni contrastanti: da una parte la speranza che quest’estate sia davvero il risveglio da un brutto sogno, dall’altra l’inquietudine e il senso di disagio di vedere volti mascherati dietro i banconi dei bar o perfino tra gli ombrelloni. Un bambino esce dall’acqua e la mamma grida immediatamente “La mascherina!” e mi ricorda di quante volte mia madre urlava a me che uscivo dallo stesso mare, ma per ricordarmi di prendere l’asciugamano.

L’inquietudine viene spazzata via, però, da due incontri: due famiglie con bambini. Il primo incontro avviene sulla spiaggia dei bagni Calypso, dove una giovane mamma, Gloria, stringe a sé il figlioletto proteggendolo dal vento sotto gli occhi della nonna. Vengono da Vicopisano e ogni anno si regalano un’estate sulle spiagge del litorale.

Chiedo a Gloria com’è stato tornare a toccare la spiaggia e vedere il mare dopo tutti quei giorni di reclusione? “È stato come tornare a casa, anche se la sensazione è strana e non sappiamo bene cosa aspettarci da quest’estate”.

Chi non ha dubbi però è Lorenzo, che guarda il mare affascinato e gioca sulla sabbia. Mi dice con orgoglio di avere 3 anni, poi ci ripensa e mi dice “Il 31 luglio”, come se fosse infastidito dalla piccola involontaria bugia. Ha già fatto il bagno e non ha dubbi quando gli chiedo se non avesse avuto freddo. No! è stata la risposta. Lui sa bene cosa aspettarsi dall’estate: mare, sabbia, giochi, vita.

Continuo a passeggiare con la crescente voglia di un frittino di mare con l’olio buono e mi imbatto in Angelo e Agnes. Sono fratello e sorellina (9 e 2 anni…quasi), accompagnati da mamma Irene. Sono allegri e ridono con gli occhi anche se hanno la mascherina davanti alla bocca. Mi mostrano la felicità di stare sulla sabbia, saltano mentre li fotografo, danzano (“Io sono un danzatore” mi dice Angelo con orgoglio). Angelo mi descrive le sensazioni provate quando è tornato sulla spiaggia dopo la quarantena: “È stato bellissimo, appena arrivato sulla sabbia mi sono tolto le infradito e mi sono buttato! Mi è mancata tantissimo la sabbia! E anche danzare davanti al mare: il momento più bello è il tramonto, quando arriva quella luce rossa che dipinge di rosso tutto quello che c’è intorno…è bellissimo!

Intanto la sorellina lo guarda adorante e col sorriso sul volto. Sì, i bambini sanno cosa aspettarsi da quest’estate. Vogliono succhiare la vita con avide poppate, vogliono ridere, giocare, danzare, tuffarsi e impanarsi con la sabbia.

E noi non possiamo fare altro che guardarli e respirare un po’ di quella vita, sperando davvero che quest’estate allontani i brutti sogni. E che sia una buona estate per tutti.

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