Il ritorno di Piero Braglia: personaggio cui Pisa ed il Pisa devono molto

PISA – A volte la storia si ripete e questo nuovo capitolo parte col piede giusto. Piero Braglia infatti è stato  l’ultimo ad averci portato in B avendo vinto i play off nella stagione 2006-07 al termine di una stagione esaltante. bragliaUomo sanguigno, senza mezze misure fin dal ritiro di Pievepelago. Impossibile da razionalizzare, e andava soprattutto capito. La squadra l’ha scelta lui, voluta con molti dei suo veterani: Ferrigno, De Simone, Calori, Biancone, ma anche Zattarin e D’Anna giunto a gennaio. I nerazzurri partono un po’ in sordina con una serie di pareggi. La squadra è arcigna e non subisce gol, ma in compenso ne fa pochi. A fine ottobre arriva il primo successo stagionale ed il primo gol lontano dall’Arena. Grazie ad Eddy Baggio i nerazzurri espugnano lo Zini di Cremona. E piano piano la squadra sale fino alla vetta della classifica. Gli arbitri non aiutano il Pisa vittima a Grosseto di una colossale ingiustizia. Puggioni si becca due giornate di squalifica ma viene pure ceduto alla Reggina per ragioni di cassa. Braglia dichiara di averlo saputo alla fine e si rincorrono voci di dimissioni. Sul campo la squadra gira sorretta da Ferrigno in campo con le costole rotte, De Simone con il menisco lesionato e Biancone con una spalla mal messa. Si stringe i denti e si lotta. La squadra mantiene la barra dritta ed arriva all’ultima giornata a giocarsi la B diretta. Diecimila pisani seguono la squadra a Venezia, per una giornata indimenticabile dal punto di vista umano. Chi c’era non può rimuovere. Purtroppo la vittoria dei veneti sposta tutto ai play off. Nella prima sfida ancora contro il Venezia, il Pisa non ha difficoltà grazie al giovane Fabio Ceravolo valorizzato da Braglia e gettato nella mischia. La finale si annuncia dura con il Monza, ma con il ritorno già fissato per il 17 giugno all’Arena. All’andata un oceano rossocrociato invade il Brianteo ma i locali prevalgono immeritatamente per 1-0. Mister Braglia è costretto a guardare la gara dalla Gradinata a seguito della ennesima squalifica. Ed il 17 giugno giorno di San Ranieri si compie il miracolo. Arena stracolma, traboccante di felicità trascina il Pisa al 2-0. Un’annata impossibile da dimenticare che toglie i nerazzurri dall’inferno. In un anno si passa da Pizzighettone al Dall’Ara. In quella stagione anche polemiche a distanza con suoi colleghi come ad esempio Cuccureddu che guidava il Grosseto. Ebbe a dire Piero Braglia: “Io sono nato con la canottiera bucata non con la camicia come lui”. Poi a fine anno passò alla Lucchese ma i rapporti con Pisa sono sempre rimasti più che cordiali, anche perché nessuno ha dimenticato. E poi i suoi aneddoti apparentemente senza senso ma con un fondo di verità: “Il mio idolo è Oronzo Canà, giocherei sempre con il 5-5-5. Aristoteles ce l’abbiamo anche noi ed è Biancone, solo che a Padova non ha fatto gol perchè c’ha la saudade”. Era il riferimento alla sconfitta di Padova dove il Pisa giocò male e Braglia fu il principale accusato, dato che aveva schierato insieme i tre mediani De Simone, Passiglia e Braiati. Fu un ottimo espediente per sdrammatizzare dopo una sconfitta, per dare anche un segnale all’esterno di assoluta tranquillità. In quel film, mister Oronzo Canà aveva in panchina  anche tale Crisantemi ma sull’argomento Piero Braglia in un primo tempo  glissò: “Ce ne sono anche troppi in giro”. Poi nel corso della stagione attribuì il ruolo a Nicola Ciotola: “E’ il nostro Crisantemi, si piange addosso da solo. Non gioca perché quando gli chiedo come sta risponde insomma. Poi ha capito, ed ha iniziato a dire bene”.  Adesso si riparte con l’entusiasmo di tutti e con la capacità innata di Piero Braglia di guidare le squadre verso obiettivi importanti.

Foto Giacomo Vaiani per Pisanews

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