Il Saluto del Sindaco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

PISA – Ecco il saluto del Sindaco Marco Filippeschi al Presidente della Repubblics Sergio Mattarella in vista a Pisa per inaugurare l’anno accademico e gli Arsenali Repubblicani.

Signor Presidente, grazie per aver accettato di partecipare all’apertura degli Arsenali Repubblicani di Pisa, di aver voluto condividere con noi questo evento che lascerà il segno. La Sua visita è un riconoscimento alla nostra città che ci dà orgoglio e che ci stimola, in tempi ancora difficili, a non perdere il passo del cambiamento. Pisa è una città che ospita grandi istituzioni civili e militari, servizi per la collettività di carattere metropolitano, che ne fanno una “città speciale”, con una concentrazione di funzioni pregiate che ha pochi eguali. L’apertura dell’Anno Accademico della Scuola Normale Superiore ha ben descritto questa realtà. Pisa è una città conosciuta in ogni parte del mondo per la sua storia, che ha un simbolo di valore universale, il Campanile del Duomo di Pisa, della nostra Cattedrale: la Torre Pendente. In questi anni abbiamo fatto uno sforzo davvero importante per recuperare e valorizzare i beni culturali, per togliere all’incuria e al degrado testimonianze fondamentali, per estendere il patrimonio fruibile ben oltre a quello classificato nella lista mondiale dell’UNESCO del compendio di Piazza del Duomo. Abbiamo concorso ai bandi regionali per l’assegnazione dei fondi dell’Unione Europea con quattordici progetti, di cui dodici del Comune, uno della Provincia e uno della Usl. Progetti coordinati e descritti in un “master plan” elaborato dall’architetto David Chipperfield: un vero ridisegno della città che ha come perno la valorizzazione del patrimonio culturale e il recupero di molti ettari di verde, per riscoprire l’identità della nostra comunità, per educare i giovani alla bellezza, per far crescere un turismo di qualità e per migliorare la vita quotidiana di chi abita la nostra città.

Questo grande progetto d’insieme ha avuto un primo, decisivo successo. Circa 40 milioni di euro d’investimenti, di cui il 60 per cento – 24 milioni – sono risorse che dall’Unione Europea tornano a noi. Senza queste risorse le realizzazioni che oggi vediamo sarebbero rimaste un bel sogno. Portiamo a termine tutti i cantieri nei tempi previsti. Con un impegno encomiabile degli uffici comunali. Con oltre il 70 per cento dei lavori che ha impegnato aziende locali e toscane che hanno vinto gare molto selettive. La città dunque ha visto aperto un grande cantiere che, nella crisi, ha avuto un effetto anticiclico. Il nostro “master plan” è stato presentato a Roma, nella mostra delle realizzazioni più importanti promossa in occasione del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia. E il presidente Suo predecessore, Giorgio Napolitano, in quell’anno ci fece l’onore di partecipare all’inaugurazione del rifacimento del corso principale della città, cofinanziato con gli stessi fondi europei. L’invito che Le abbiamo rivolto ha in primo luogo il significato di marcare con la Sua presenza questo percorso impegnativo e di successo. Un esempio di come il rinnovamento delle città possa essere volano di crescita qualificata e innovativa. Che dice, in tempi in cui si mortificano le autonomie locali, come lo Stato debba essere vicino alle città, più fiducioso nelle capacità di autogoverno e di produrre buoni esempi. L’Arsenale Repubblicano da oggi sarà la testimonianza più visibile del carattere di Pisa dominatrice dei mari. Insieme alla Piazza del Duomo, alle Mura Altomedievali – che recuperiamo e rendiamo percorribili nello stesso “master plan” –, alle chiese medievali, queste navate e questi archi a sesto acuto, il bellissimo profilo che si staglia di fronte alle Mura, saranno un segno distintivo della città. E’ un recupero fatto con grande attenzione filologica, in collaborazione con la Soprintendenza, che mette in luce anche gli adattamenti che questo sito ha vissuto nella storia, dismessa la funzione d’arsenale: in particolare, la trasformazione in struttura “industriale” cittadina, per diverse produzioni. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a progettare e a realizzare il recupero. Ringrazio l’architetto Fabio Daole. Ringrazio l’azienda Lattanzi – che non è toscana, ma romana – e le sue maestranze per la sensibilità dimostrata in un lavoro delicato e difficile e per qualità delle opere eseguite. Da oggi avremo un bellissimo contenitore attrezzato per iniziative culturali, a partire dalla bella mostra ospitata nell’ambito del “Laboratorio per la qualità urbana”, della “Biennale dell’Architettura”. Ringrazio i promotori e tutti coloro che, anche portando contributi da altre città europee, hanno concorso a realizzarla. E ringrazio l’Università che ha voluto esporre i suoi progetti. Domani, anche a esito dei bandi pubblici che faremo per selezionare i gestori degli spazi e con la realizzazione del “Parco della Cittadella”, l’Arsenale Repubblicano, insieme alla Torre Guelfa ancora in corso di recupero, sarà anche dedicato a servizio dell’accoglienza dei turisti. Infatti, in quest’area d’importanza cruciale per la città, sono già cantieri aperti le realizzazioni della “Cittadella Galileiana”, uno “science center”, un luogo di divulgazione e di promozione delle scienze – in nome del grande pisano – e il Museo delle Navi Antiche di Pisa ritrovate negli scavi di San Rossore, che sorge negli Arsenali Medicei e è realizzato dal Ministero dei Beni Culturali. La rappresentazione di una scoperta archeologica considerata fra le più importanti degli ultimi decenni e un’esposizione che riguarderà la civiltà marittima mediterranea. Memori della nostra storia e consapevoli del presente, con l’intento di gettare un ponte ideale sull’altra sponda del Mediterraneo, un ponte di pace, di dialogo, di mutuo e fecondo riconoscimento delle differenze religiose e culturali, nel rispetto dei Diritti dell’Uomo, oggi intitoliamo l’area archeologica che abbiamo voluto visibile al professor Khaled al Asaad, l’archeologo siriano difensore di Palmira, patrimonio dell’Umanità, trucidato dall’Isis. C’inchiniamo alla sua memoria di uomo di cultura e di studi, lo sentiamo vicino per la città che siamo, lo onoriamo come esempio altissimo di sacrificio nella lotta doverosa contro la violenza cieca e l’intolleranza brutale, che lui ha ingaggiato con le sole armi dell’intelligenza e dell’intransigenza morale e civile. Ancora grazie Presidente per il grande regalo che ci ha fatto d’essere con noi.

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