Il Sindaco Filippeschi sulle dimissioni di Danti e sulla fusione

PISA – La nostra città si amministra dimostrando cultura di governo e capacità di confronto e di assunzione di responsabilità.

La città gode da lunghi anni di e capacità di fare e coerenza, con le componenti politiche che hanno sempre rispettato le regole che assicurano la stabilità, il ruolo dei sindaci e il compito del consiglio comunale. La scelta fatta a freddo, con motivazioni contraddittorie, con uno stile irriguardoso verso le altre forze che hanno condiviso un serio impegno di fronte alla città, appare come una sconfessione del patto saldato con gli elettori, una regressione di una componente della maggioranza e un disimpegno dalle responsabilità.

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L’ex assessore Danti e Sel hanno approvato con il voto in Consiglio comunale, l’11 dicembre scorso, il percorso di verifiche e garanzie sul progetto di fusione SAT-AdF, presentato dall’azionista di controllo delle due società, che il Sindaco Filippeschi ha gestito, informando e confrontandosi su ogni passaggio e condividendolo con gli altri soci pubblici di SAT – rappresentativi di tutte le realtà sociali ed economiche –, fino all’ultima seduta del Consiglio comunale del 5 febbraio. Nei due mesi intercorsi Sel non ha mai distinto la sua posizione e tantomeno Dario Danti ha riportato in nessuna sede proposte diverse da quelle avanzate dal Sindaco.

La scelta delle dimissioni di un assessore e la rottura del patto di maggioranza appaiono dunque infondate per qualsiasi ragione che appartenga al percorso comune fatto fino a due giorni fa e ad un mese di distanza dall’approvazione del Bilancio comunale.

Le motivazioni che sono state addotte appaiono quanto di più contraddittorio si possa leggere. Nulla si può obiettare e si obietta su un percorso e su scelte condivise e si dà un giudizio positivo sull’operato dell’amministrazione comunale. Dunque far discendere la rottura di un accordo programmatico, validato dagli elettori pisani da giudizi di ordine nazionale e regionale, su scelte che non sono di competenza del Comune e che non hanno visto altra responsabilità del Comune che quella di una distinzione o di un’opposizione, appare una forzatura davvero ingiustificabile e lesiva dell’autonomia della città. Una forzatura che indebolisce Pisa in un frangente delicato, di riassetto dei poteri locali e di realizzazione di progetti di valore decisivo per il futuro della città e della Toscana costiera.

Sel evidentemente ha scelto di rifluire su posizioni radicali e disinteressate al governo della città e d’imprigionarsi in una logica d’opposizione, invertendo un percorso positivo, che riconosciamo costruttivo e apportatore di ispirazioni e proposte, e l’ha fatto nel peggiore dei modi.

Un assessore ha scelto senza comunicare la sua scelta al Sindaco e ai colleghi, dopo una riunione di Giunta municipale che poteva essere la sede di una presa d’atto, e prima che gli organi del suo partito prendessero una decisione. Un partito ha deciso senza confronti con le altre componenti della coalizione e non partecipando alla riunione della maggioranza consiliare per motivare una scelta tanto pesante, nonostante l’appello da tutti rivolto per un confronto e un ripensamento.

La maggioranza conferma il suo lavoro per la realizzazione del Programma di Mandato, per il bene della città, il suo sostegno al Sindaco Marco Filippeschi e la volontà di sviluppare ogni scelta con spirito di dialogo e inclusivo verso tutte le forze politiche e con tutte le componenti attive della città.

La città, nella crisi economica e con i suoi progetti, ha più che mai bisogno d’essere governata con autorevolezza e nella stabilità.

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