Il Sindaco Michele Conti saluta gli atleti pisani in partenza per le Olimpiadi

PISA – L’evento “LO SPORT A PISA ED I SUOI ATLETI” svoltosi domenica 13 giugno al Giardino Scotto nell’ambito del “Pisa Scotto Festival“, con la presenza del Presidente del Pisa Giuseppe Corrado e del Consigliere Nazionale del CONI Salvatore Sanzo.

di Giovanni Manenti

È stata altresì l’occasione per il saluto, da parte del Sindaco Michele Conti e del Prorettore con delega allo Sport dell’Università di Pisa Marco Gesi, agli otto atleti pisani in partenza per le Olimpiadi di Tokyo, pur essendone presenti solo cinque: Martina Batini (Scherma, fioretto), Gabriele Cimini (Scherma, Spada), Sara Cirelli, Eva Ceccatelli e Giulia Bellandi (Sitting Volley).

Di questi erano assenti Anna Bongiorni (Atletica, 4×100), Sara Morganti (Equitazione, Dressage) e Vittoria Guazzini (Ciclismo) perché impegnate in alcune gare pre-olimpiche.

Ad ognuno di loro il Il Sindaco Michele Conti ha consegnato una beneaugurante bandiera rossocrociata con la speranza di poterla sventolare nella capitale giapponese: “Ringrazio un grande Campione come Salvatore Sanzo per le belle parole espresse in favore del lavoro svolto dalla nostra amministrazione nei riguardi dello sport pisano, anche se non abbiamo fatto nulla di eccezionale, ma solo cercato di mettere a punto ed a posto quegli impianti che necessitavano di interventi ed in parte ci siamo riusciti, come testimonia l’investimento di 1,5milioni di euro in questi primi tre anni proprio per dare delle risposte allo sport un tempo considerato minore e che invece non lo è come dimostra la presenza su questo palco di atleti che andranno a Tokyo, senza dimenticare altre valide realtà cittadine quali la Canoa ed il Canottaggio, così che l’attenzione verso le varie discipline non si è focalizzata sulla sola squadra di Calcio, pur non potendo che ringraziare il Presidente Corrado per quanto sta facendo per il bene del Pisa con la convinzione che potremo in futuro toglierci delle grandi soddisfazioni, come certifica anche l’idea innovativa relativa alla costruzione del Centro Sportivo, ulteriore attenzione verso le nuove generazioni“.

Attuale dirigente, ma con un illustre passato di grande atleta, Salvatore Sanzo si è così espresso circa le possibilità dei nostri schermidori in sede olimpica, non senza prima aver espresso toccanti parole nel ricordo di una grande persona quale il Maestro Antonio Di Ciolo, scomparso a fine settembre scorso: “È quasi inutile dover ribadire cosa abbia rappresentato Antonio, la definizione più corretta è quella di un punto di riferimento costante per la mia crescita, sia dal punto di vista sportivo che umano, avvenuta anche attraverso dei vivaci scontri dialettici come è giusto che sia allorché il tuo allenatore pretende il massimo in quanto consapevole delle tue potenzialità, e non è certo una battuta l’affermare che Antonio Di Ciolo sia stato un autentico genio della Scherma, talora incompreso in questa sua veste come accade per tutti i geni ed al quale mi legano un’infinità di aneddoti e ricordi che però desidero custodire nel mio cuore“.

Non provo nostalgia, prosegue Sanzo, nel vedere questi ragazzi partire per un’avventura che io ho avuto la fortuna di vivere in tre occasioni (Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008) ed è anzi un piacere in quanto conosco le emozioni ed i sentimenti che la caratterizzano, manca oramai poco ad un appuntamento che assume contorni anche un po’ particolari, dato lo slittamento di un anno a causa dell’emergenza sanitaria, così da rappresentare una sorta di ripartenza non solo per la città d8i Pisa bensì per il mondo intero, analogamente alla attuale disputa dei Campionati Europei di Calcio. La nostra Scherma conclude l’ex campione olimpico possiamo puntare su Martina Batini, fiorettista forte e di grande esperienza che sicuramente potrà dire la sua, fermo restando il fatto che le Olimpiadi rappresentano una gara particolare in quanto ci si gioca tutto in pochissimi secondi e con differenze minime per definire la zona medaglie, per cui ci auguriamo tutti che possa fare il massimo ed il fatto che i convocati per Tokyo non siano più giovanissimi testimonia come il ricambio generazionale sia avvenuto qualche anno fa, con della mia generazione ad essere ancora presente è il solo Aldo Montano, oltre ad Andrea Cassarà che, alla sua quinta Olimpiade era giovanissimo allorché conquistò l’Oro a squadre ad Atene 2004 assieme a me e Simone Vanni, e che sarà motivato oltre che dalla passione anche dall’ambizione di voler vincere la Medaglia d’Oro individuale che gli è sinora sfuggita, un obiettivo importante per porre fine ad una straordinaria carriera“.

Chiamata in causa, Martina Batini racconta così le sue emozioni per la sua prima esperienza olimpica: “Questo traguardo si sarebbe dovuto avverare a Rio de Janeiro 2016, ma purtroppo le regole allora in vigore da parte del CIO avevano abolito la prova a squadre del Fioretto femminile, con ciò riducendo la partecipazione alla gara individuale a due sole atlete per Nazione ed io ero la terza (si iscrissero Elisa Di Francisca ed Arianna Errigo), così che sono stata costretta a posticipare questa meravigliosa avventura di quattro anni, poi divenuti addirittura cinque e finalmente pare sia giunto il momento“. Il mio approccio alla scherma, prosegue Marina Batini, lo si deve al fatto che tale disciplina fosse praticata da mio padre, ma ovviamente una volta volta entrata a far parte dell’ambiente quei mostri sacri che rispondono al nome di Valentina Vezzali, Giovanna Trillini e le altre sono state un esempio da seguire e quando, da vederle in televisione, me le sono poi trovate davanti nello stesso Palazzetto e quindi nel ritiro della Nazionale, devo ammettere che è stata un’emozione grandissima che io sia al numero 21 del Ranking stagionale conclude la fiorettista pisana sicuramente non mi avvantaggia nella stesura del tabellone, pur se alcune atlete che mi precedono non prenderanno parte ai Giochi, ma questo in una gara come quella delle Olimpiadi non fa molta differenza poiché devi comunque sconfiggere ogni avversaria e ciò che risulterà determinante sarà la condizione, sia fisica che mentale, con cui si affronterà la prova in quel determinato giorno, mentre il fatto che anagraficamente siamo tutte e tre (le altre sono la Errigo ed Alice Volpi, ndr …) vicine o superata la soglia dei 30 anni è un qualcosa abbastanza comune nella Scherma, ed anche se la Errrgo è la più esperta essendo alla sua terza Olimpiade, sia io che Alice di gare ne abbiamo fatte per cui siamo ben consapevoli delle nostre possibilità e ce le giocheremo sino in fondo“.
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