Il Tributo a Pisa con le musiche di Kinzika al Pontile 102

PISA – Torna la grande musica al “Pontile 102” spazio all’aperto del in Via Gabriele D’Annunzio a Pisa, giovedì 26 agosto alle 21.30, con il Tributo a Pisa con musiche dell’opera pop Kinzika, la leggendaria eroina pisana in un’opera di musica leggera e “The Familiola’s Band”.

di Antonio Tognoli

Il gruppo è composto da Odoardo Fontani (Flauto e Voce), Asia Pardi (Voce), Carlo Raffaelli (Basso), Cecilia Fontani (Violino e Voce), Cinzia Mantellassi (Chitarra Acustica), Francesco Busoni (Pianoforte e Organo Hammond), Giuseppe Scapellato (Pianoforte e Voce), Marco Paolicchi (Voce). Martino Giorgi (Chitarra Elettrica e Voce), Maurizio Ravaioli (Batteria), Michele Bernardi (Percussioni e Voce).

Cecilia Fontani al violino

Ho scritto i testi e le musiche dell’Opera pop Kinzika, per un tributo a Pisa, la mia città natale. I testi delle canzoni ci riportano, sostanzialmente, al periodo di Pisa Repubblica Marinara e costituendo un’opera mista di fantasia e documentazione storica, mi piacerebbe potessero aiutarci a respirare un po’ il profumo del tempo che fu – afferma Odoardo Fontani l’anima del gruppo – A tal proposito cito con piacere, le parole dell’amico, poeta e scrittore, Alessandro Scarpellini che ha curato l’introduzione di un libretto relativo all’Opera e lo utilizza per presentare le canzoni, quando può seguire me ed i compagni d’avventura nei concerti live: “Pisa è una leggiadra giovincella, o giovane avvenente signora che ha capelli di fiume e occhi di mare. Rudolf Borchardt in – Pisa solitudine di un impero- la definiva il cuore pulsante di un mondo a venire, di un altro universo possibile e vede nella sua storia, fin dalle origini, lo svilupparsi di un tipo di impero diverso da quelli continentali, un impero di vele, opposto sia alla rissosa politica comunale e fiorentina, sia a Roma”. In tutta onestà Kinzica è anche un pretesto per ricercare le mie radici. Ciascuno di noi ha le proprie radici, quelle che legano ogni individuo ai valori trasmessi da generazioni, agli affetti più cari, alle gioie e ai dolori di quella comunità a cui ciascuno sente di appartenere. Nessuno è senza radici, perché la comunità di riferimento non è solo fatta di luoghi e persone, ma di sensazioni, situazioni, ricordi, sentimenti personali e particolari, insomma un “tutto” irripetibile e forse per questo indimenticabile. E io, che sono nato su un Lungarno pisano, quello Sonnino e porto il nome di mio nonno Odoardo, maestro d’ascia, come i suoi avi che affondano le radici nella tradizione repubblicana e marinara, come potrei non essere legato a Pisa e alla sua storia? In apertura ho parlato di questa “mia” opera, ma con gioia posso dire che oggi, non è più solo “mia”. Appartiene a tutti i musicisti che mi accompagnano di concerto in concerto. E’ un’ opera viva che si trasforma e cresce per merito della loro orchestrazione, arricchita da continue intuizioni e contributi personali”, conclude Odoardo Fontani.

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