Il Web 3.0 è alle porte e il regolamento privacy Ue si avvicina

PISA – Si è appena conclusa la 4° Edizione del Privacy Day Forum ma il Convegno annuale di Federprivacy dello scorso 9 maggio è tutt’altro che archiviato: la sua eco è proseguita nel vivace dibattito dei giorni successivi nei tweets, alimentata anche dalla recente pronuncia della Corte di Giustizia UE su Google e il cosiddetto “diritto all’oblio”.

Se l’avvocato Rosario Imperiali aveva aperto il Privacy Day richiamando la necessità di nuove regole e invocando “un nuovo patto che richiede una iniezione etica”, è stato l’ex garante Prof. Francesco Pizzetti a dare la scossa attraverso Twitter: “La decisione della Corte di Giustizia sui motori di ricerca, scioglie positivamente un nodo del Regolamento che ora è più vicino”.

La Corte di giustizia, decretando Google come responsabile a tutti gli effetti del trattamento dei dati personali che elabora e pubblica nei risultati di ricerca, concede ai cittadini il diritto di richiedere l’immediata cancellazione dei propri dati sui motori web. In un quadro più ampio, questa decisione rimuove di fatto un ostacolo importante che finora aveva rallentato il nuovo regolamento privacy europeo, ponendo circostanze favorevoli per la sua approvazione definitiva durante il semestre di presidenza italiana nella UE.

L’entrata in vigore della nuova normativa, in discussione a Bruxelles dal 2012, oltre a regole più attuali e in linea con i nuovi strumenti tecnologici, porterà a una crescente richiesta sul mercato di profili professionali come quello del “privacy officer”, figura ancora poco diffusa in Italia, ma considerata di fondamentale importanza negli Stati Uniti e in molti altri Paesi ”.

Al Privacy Day era stato proprio Pizzetti a trattare questa tematica davanti a una platea di oltre 500 addetti ai lavori:”Non si può pensare di diventare data protection officer con un corso di tre o quattro giorni”. In seguito all’approvazione del nuovo regolamento, verrà imposta alle amministrazioni pubbliche e alle grosse Aziende private, la responsabilità di tutti i dati trattati e l’introduzione del privacy officer, sarà considerata sempre più strategica per l’attuazione corretta delle nuovi leggi e per una maggiore competitività.

Nel rincorrersi dei “cinguettii” anche Nicola Bernardi Presidente di Federprivacy e organizzatore dell’evento introduce il concetto di privacy officer etico, “non freddo applicatore della legge, ma rivolto anche al diritto sancito dall’art.12 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.

Secondo la ricerca del professor Alessandro Acquisti, in videoconferenza dalla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, la realtà aumentata, combinata tra strumenti innovativi come i google glass e tecnologie di riconoscimento facciale, prefigurino dietro l’angolo “una vera guerra per la difesa della privacy”, che richiederà la professionalità di veri specialisti della materia.”

I risultati degli studi del Professor Acquisti condotti negli Stati Uniti saranno approfonditi in occasione di una lectio magistralis dal vivo, il prossimo 20 giugno, presso il CNR di Pisa.

Quello delle nuove tecnologie è un problema che impegna non poco l’Authority per la privacy che, nel tutelare i diritti dei cittadini, è chiamata ad operare un bilanciamento senza alcuna esitazione anche quando la lente è puntata sui colossi del web. “Abbiamo cercato di aprire una finestra di dialogo” ha dichiarato la prof.ssa Lucia Califano, Membro del Garante: “Ciò non ci ha impedito, recentemente, di sanzionare Google per 1 milione di euro in relazione al servizio Street View”.

Ma il futuro, con la sua promessa di strumenti tecnologici sempre più avanzati, porterà anche notevoli vantaggi per aziende e cittadini: “L’utilità, anche ai fini investigativi derivanti dall’utilizzo della videosorveglianza, e’ sotto gli occhi di tutti”, ha rimarcato il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente, che lo scorso anno ha avviato il progetto integrato sull’anagrafe. “Ne è un esempio – ha proseguito il Prefetto – quanto si è verificato recentemente proprio nella nostra città, in occasione dell’aggressione mortale a un cittadino bengalese. Per la rapida soluzione di questo caso sono state fondamentali la capacità investigativa degli operatori di polizia combinata alla disponibilità delle telecamere, messe a disposizione delle Forze di Polizia”

L’era del web 3.0 è sempre più vicina, o forse è già iniziata a nostra insaputa, sta di fatto che il Privacy Day Forum di quest’anno ha evidenziato come il progresso tecnologico sia portatore di molti vantaggi, ma anche di tanti pericoli dove la sfera privata del cittadino sembra destinata ad essere azzerata in nome del profitto o della sicurezza. Sono necessarie più che mai nuove regole in materia di data protection e per questo c’è molta attesa per l’approvazione della nuova normativa europea sulla privacy, in discussione nel secondo semestre del 2014.

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