“IMAGE.IN”, l’Alfea presenta un progetto internazionale per i giovani rifugiati

PISA – Presentato martedì 30 gennaio il progetto di rilevante importanza in quanto a carattere europeo, denominato “IMAGE.IN“, di cui è capofila la “Alfea Cinematografica“.

di Giovanni Manenti

Il progetto si estrinseca in una serie di Workshop creativi dell’audiovisivo come nuovo approccio all’integrazione culturale dei giovani rifugiati al fine di prevenire l’intolleranza e l’estremismo violento dei giovani nei confronti dei rifugiati e per sviluppare un nuovo approccio alla loro integrazione nel territorio di accoglienza. L’obiettivo specifico è quello di sviluppare ed analizzare un approccio innovativo di integrazione, che fornisca un’interazione attiva delle comunità di accoglienza per costruire un progetto comune.

“I partner del progetto – dice Franco Alvaro – sono la Commissione Europea che è il finanziatore di maggioranza, poi c’è la Capofila che è l’Alfea cinematografica e quindi i beneficiari del progetto sono i ragazzi che dovranno mettere assieme le loro idee per poi produrre un film che la Alfea ha l’ambizione di presentare a livello internazionale. Questi cinque workshop sono dislocati in tutta Europa. Pisa rappresenta l’Italia e gli altri partner sono in programma a Bruxelles, Praga, Lorca e Liverpool dove i giovani avranno il coordinamento di un team di professionisti del settore.

“Quello che ci interessa – dice Alberto Gabbrielli – è l’uso delle arti per mettere assieme dei migranti giunti in Europa con altri giovani di vari Paesi per cercare di creare un rapporto di integrazione, creando un modello che ci auguriamo possa essere esportato in ulteriori occasioni. Il progetto coinvolge oltre 150 giovani di età compresa tra i 15 ed i 25 anni e si concluderà a novembre 2019, mentre per quanto attiene alle modalità di attuazione e relative tematiche non siamo ancora in grado di poter dare una risposta definitiva in quanto, per ciò che riguarda il Workshop che avrà luogo nella nostra città, dobbiamo ancora confrontarci con il partner istituzionale che è l’Università di Pisa. Dal nostro punto di vista come “Alfea Cinematografica”, abbiamo il vantaggio di aver già partecipato in passato ad iniziative analoghe, con due progetto, “OperaQ” e “Nicer” conclusi positivamente, di cui il primo dedicato allo scambio intergenerazionale ed interculturale, con la messa in scena di una commedia musicale ispirata a West Side Story, mentre il secondo era rivolto ai migranti richiedenti asilo, con laboratori teatrali che hanno favorito la loro inclusione nelle Società dei Paesi di accoglienza. Inoltre, è in fase di attuazione il progetto “EnFem” per donne migranti, mentre è appena iniziato “LAB31″, dedicato ai migranti minori non accompagnati, che si occupa del diritto al gioco, come previsto dall’art. 31 della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. In sostanza, possiamo concludere come l’utilizzo del suono e dell’immagine come mezzi di espressione e comprensione, sia fondamentale per condividere spazi comuni, fisici e mentali per combattere la paura e la diffidenza dell’altro, coinvolgendo giovani di culture diverse che possano raccontare le loro esperienze attraverso la produzione di video e documentari da esportare anche al di fuori dei Paesi interessati al progetto, così che le loro testimonianze di vita possano raggiungere il maggior numero di persone al mondo”.

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