In 1.500 allo sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil per dire no alla legge di stabilità

PISA – In circa 1500 hanno sfilato oggi a Pisa per dire no alla legge di stabilità presentata dal Governo nel corso della manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil.

Studenti universitari ed ex lavoratori si sono uniti a pensionati e a dipendenti pubblici e privati: fischietti, campanacci per mucche, tante bandiere e striscioni. Quelli dei lavoratori del calzaturificio Lorbac di Castelfranco di Sotto, ”senza stipendio da 4 mesi grazie ai titolari che hanno deciso di chiudere senza ricorrere agli ammortizzatori sociali”, del consiglio di fabbrica dei Cantieri navali, dei dipendenti di Continental, Saint Gobain, Metro, Obi e dell’Inps che hanno denunciato ”lo sfascio in cui versa l’istituto”.

Il corteo ha attraversato senza disordini le principali vie del centro cittadini e si è concluso sotto la prefettura. ”Da anni – ha detto Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil – non registravo un’adesione così popolare allo sciopero. E’ il segno di un malumore crescente anche sul territorio”. E Claudio Garzotto, segretario dei metalmeccanici della Cisl ha aggiunto: ”In provincia di Pisa solo due aziende metalmeccaniche navigano in buone acque: la Smith International di Volterra, che produce trivelle per la ricerca del petrolio e la Dab Pumps di Bientina, che produce circolatori e pompe in linea. Tutte le altre hanno fatto ricorso ai contratti di solidarietà o alla cassa integrazione”. Nicola Marongiu della Cgil nazionale ha sollecitato nel suo intervento ”misure per diminuire le tasse sui lavoratori e sui pensionati, risorse per rivalutare le pensioni, iniziative per affrontare i nodi irrisolti nella pubblica amministrazione e dare efficienza alla spesa pubblica”.

Fonte: ANSA

20131113-161352.jpg

You may also like

By