In ricordo della firma delle leggi razziali. A San Rossore sorgerà un nuovo centro di studi

PISA – Si è celebrata a San Rossore la cerimonia in ricordo della firma delle leggi razziali, avvenuta presso la Villa Reale, sede di vacanza dell’allora Re d’Italia, a San Rossore. Era il 5 settembre 1938: dal 2011, il Sindaco Filippeschi ha voluto istituire la giornata di ricordo per non dimenticare uno degli orrori più grandi dell’umanità.

Non un semplice rituale, quello che si è ripetuto, ma un momento di raccoglimento e di riflessione per far sì che il ricordo e la memoria restino sempre nella mente, sia di chi, come qualcuno dei presenti, hanno vissuto direttamente quelle atrocità, sia di quelle persone che lo hanno conosciuto attraverso i libri di storia.

In ricordo delle leggi razziali (foto Matteo Del Rosso – pisainformaflash)

Un albero come simbolo del ricordo: un leccio piantato in occasione della ricorrenza per custodire la memoria e credere nel futuro di quella “nuova vita”, un barlume di speranza per il futuro dell’umanità.

«I ricordi tragici che accompagnano il periodo che va dalla firma delle leggi razziali fino all’abominio della Shoah non devono essere deprezzati da una gestione fragile della storia e della memoria. – ha dichiarato il Sindaco Marco Filippeschi – La città di Pisa si è sentita testimone perchè proprio dove sorgeva la Villa Reale a San Rossore, venivano firmate quelle leggi dall’allora Re d’Italia. Pisa, città di cultura e di studi non può non ricordare quel tragico momento. Nella prima settimana di ottobre vivremo un altro momento importante, accogliendo le sorelle Tatiana ed Andra Bucci, internate all’età di 4 e 6 anni nel campo di Auschwitz».

Il Sindaco ha risposto favorevolmente alla proposta del professor Michele Battini, del Centro Interdipartimentale dell’università di Pisa, che vorrebbe creare a Pisa, e in modo particolare proprio a San Rossore, un centro studi legato alla conoscenza della storia e alla sua divulgazione scientifica, finanziato e supportato dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione.

«Bisogna dare più spessore all’attività di ricerca storica, accumulare ricerca, saperi e conoscenze e trasmetterle ai giovani. Pisa vuole porsi come centro propulsore per la memoria: tolleranza, pace, impegno e contrasto al razzismo sono i principi su cui vogliamo fondare questo progetto. – ha affermato il Primo Cittadino – Un lavoro di divulgazione all’interno delle scuole, progetti che abbiano come obiettivo iniziative non effimere: con questo spirito rivolgiamo il ricordo ai fatti che hanno segnato un tornante decisivo per la storia».

Sono intervenuti, oltre all’Assessore Maria Luisa Chiofalo, al Presidente del Consiglio Cmunale Ranieri Del Torto e alla Presidente del Consiglio Provinciale Consuelo Arrighi, i presidenti o i delegati delle associazioni: Guido Cava, (Presidente Comunità Ebraica), Massimo Fornaciari, (ANED), Sergio Castelli (ANPIA), Silvia, in rappresentanza di Giorgio Vecchiani (ANPI), Giacomo Guccinelli (Arcigay Pink Riot) e Clara Wachsberger (Associazione Figli della Shoah) e, su richiesta di quest’ultima, il professor Bruno Di Porto ha raccontato un aneddoto legato alla sua esperienza di sopravvissuto.

Fonte: pisainformaflash.it

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