InabileCircus al Teatro Nuovo di Pisa

PISA – E’ giunto a Pisa il circo delle inabilità complessive. Il 23, 24 e 25 maggio al Cinema Teatro Nuovo di Pisa, ore 21, va in scena in prima assoluta “InabileCircus” ultima produzione del Laboratorio Permanente del Teatro dell’Assedio.

Una società deforme non può che generare figli inabili. “InabileCircus” spettacolo dalle tinte grottesche ma anche dramma straniante in cui la comicità, nella sua forma più spietata, si impone come strumento di rivalutazione della realtà. Un circo pieno di follia, cattivo, divertente e per dissacratori, una “lavatrice” teatrale di corpi, canti, parole, musiche, coreografie ed effetti che lava e colora gli umori di qualunque spettatore.

Venghino Signore e Signori! Il Circo è arrivato in città e gli animali da esibire al pubblico ludibrio sono gli uomini stessi in un carosello di attrazioni singolari ed improbabili che coinvolgeranno gli spettatori e cattureranno l’attenzione di ciascuno attraverso l’originale stilema artistico di Michelangelo Ricci. Stilema che promette di narrare storie solo a patto di instaurare un rapporto spett-attoriale autentico, divertito e partecipato.

Il Circo mostra i mostri, portatori “innocenti” di un’anomalia invalidante, attraverso i quali mette a nudo l’inaccettabile ed inopportuna deformità dell’io e dell’altro, laddove il riso suscitato non risiede nel diverso da noi quanto nell’identico a noi, sino ad arrivare al concetto di tempo, conteggiato per la produzione delle merci e divenuto esso stesso una merce consumabile. Cartina al tornasole di ineguaglianze ancora irrisolte, lo spettacolo tratta della vita inabile ma anche della storia inabile, ovvero di quanto sta nell’impedimento alla liberazione, e smaschera il confine osmotico tra amore e possesso, cultura e normazione, sesso e oggettificazione dell’altro, lavoro e sfruttamento in un serraglio di figure grottesche e numeri eccezionali dell’umana inabile umanità.

L’InabileCircus è un’affresco della nostra società troppo normale e completamente omologata, in cui è il narcisismo a lubrificare gli ingranaggi tanto da renderci dei fenomeni da baraccone, “scherzi della natura” ma anche “scherzi della storia”, incapaci di fare, di amare, di comunicare con l’altro se non tramite i riflessi distorti dello specchio proprio di questa società dello spettacolo. La realtà è così rappresentata per ciò che è, teatro di scenari ai confini della razionalità, attraverso una parodia dei nostri tempi in cui il grottesco diviene mezzo utile e necessario perché <<se non si fa ridere l’orrore di questo mondo, c’è il rischio di farne parte>>.

Scrittura musica e regia di Michelangelo Ricci.

In scena in questa nuova impresa: Maurizio Muzzi, Maria Grazia Fiore, Giusi Salvia, Giuseppe Scavone, Soledad Flemma, Paolo Olita, Alessandro Paolini, Fabio Buonocore, Raffaello Pegna, Daniele Garau, Ida M. Ricci, Marta Sarta, Marco Campori, Nicolas Polidori, Filippo Bonchi, Luisa Favilli, Melania Casini, Eugenio Paracucchi, Francesco Sollima, Belsito Igor, Luciano Gabriele, Sergio Castiglia, Sara Mattei, agli ottoni il maestro Marco Fagioli

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