Inaugurata a Palazzo Lanfranchi la mostra “Il tempo e le opere”

PISA – Inaugurata venerdì 22 dicembre al Museo della Grafica presso Palazzo Lanfranchi in Lungarno Galilei a Pisa la mostra “Il tempo e le opere“, a cura di Massimo Melotti.

di Giovanni Manenti 

Organizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa ed Università di Pisa), con il patrocinio della Regione Toscana e della Scuola Normale Superiore la mostra intendere presentare artisti e tendenze dell’arte contemporanea che hanno approfondito la loro ricerca sul tema del tempo. Il percorso espositivo è arricchito dal suggestivo dialogo con alcune opere grafiche delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa, oggi conservate presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi.

“Questa mostra – afferma Melotti – che nasce in un’ottica del tempo ospitato da uno spazio storico verso la contemporanea ed il futuro e ci concentriamo non tanto sul tempo universale ma relativo, vale a dire del tempo dell’uomo. Da questa base abbiamo impostato una mostra che in ogni sala affronta una tematica. L’autore Roman Opalka affronta il tema del tempo come sfida, attraverso il progetto permanente avviato nel 1965 sino alla sua morte. In una seconda sala abbiamo opere grafiche di Giorgio Morandi, che è riuscito ad entrare nel tempo attraverso il passaggio dal classico e dall’impressionismo sino al cubismo. La terza sala ospita opera di Maria Teresa Sartori attraverso un video in Sol maggiore/Sol minore che manifesta nella sua complessità il senso di disagio che il fluire del tempo comporta. La quarta sala vede Andrea Santarlasci creare un insieme di più tempi che caratterizzano la nostra vita contemporanea. La quinta sala Fabio Mauri inserisce entro uno schermo televisivo un lamento per poi apparire in prima persona per significare tutto ciò che può avvenire all’interno di uno schermo televisivo, tratto da una trasmissione Rai degli anni ’60 per poi poter visitare un’opera dal titolo “senza tempo”, con L’autore che impersonifica la crisi delle ideologie del secondo dopoguerra. Abbiamo poi una sala dedicata a Lucio Fontana, il quale è stato protagonista di una vera e propria rivoluzione nell’arte del suo tempo.

Al piano superiore troviamo Giorgio Cugno che affronta il tema della globalizzazione attraverso un lavoro chiamato Caucacola, ideato e prodotti nel 2014 in Colombia, cui segue un’opera di Jasmine Metwaly, artista impegnata anche come attivista politica la quale ha realizzato un video dal titolo “From behind the Monument”. Per concludere, opere di Claudio Costa sul tema “work in regress” che ha come tema centrale l’origine”.

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