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Nostra inchiesta

 

Promesse tante, ma la situazione della palazzina che ospitò Marconi è vergognosa. Cinquanta anni di niente che inchiodano tutte le istituzioni al loro lassismo

 

di Simone Martini

 

 

PISA - Era il 6 marzo del 2006 quando andammo a visitare lo storico luogo dove Guglielmo Marconi creò la radio. Oggi come allora è la tristezza è il primo sentimento che proviamo. Nulla è cambiato, erano state fatte promesse, date delle garanzie ma niente è avvenuto. Anzi, la situazione è pure peggiorata. Se due anni fa, sia pure a fatica si riusciva ad entrare nella struttura, adesso è impossibile a causa di una specie di boscaglia. I piccioni ed i topi (dalle dimensioni un po’ inquietanti) sono i dominatori. L’edificio principale è in completa rovina. Il tetto è ormai crollato ed all’interno dell’edificio sono ben visibili i resti dei solai e le travi portanti. All’interno si intravede che c’è un po’ di tutto. Occorre fare molta attenzione per non incappare in lavatrici, reti di letti ed addirittura una bombola del gas. Quest’ultima rappresenta un evidente rischio, un potenziale pericolo. Addirittura in un’ala della costruzione qualcuno ha pensato bene di installare una specie di cantina. Insomma una situazione precaria che richiederebbe un intervento di recupero per preservare la memoria di un luogo che definire storico è riduttivo. A poche centinaia di metri dalla prima palazzina, sorge il centro radio che dal 1952 fu utilizzato dalla Rai per impiantare due trasmettitori ad onde medie per servire la zona di Pisa. Anche questo edificio appare in stato di abbandono. “L'Italia – si legge nel quaderno marconiano edito dai Lions di Pisa circa quattro anni fa - è un paese singolare. Non ama i suoi tesori. Non riesce a valorizzarli. Li getta via, mentre potrebbe farne fonte di ricchezza culturale ed economica”. Frase sibillina quanto mai vera.

Chi era Marconi. Il grande scienziato nacque a Bologna nel 1874 e morì a Roma nel 1937. Nel 1909 gli era stato riconosciuto il premio Nobel per la fisica. La nascita della radio la si deve a lui. I primi tempi per lui furono molto duri, tanto che dovette emigrare in Inghilterra dove fu tra i fondatori della Bbc. Tuttavia l’emittente inglese nel 1935, all’indomani della guerra d’Abissinia, lo bandì dalle trasmissioni. Comunque in Gran Bretagna ci sono lapidi e stele che ricordano l’attività marconiana.

Marconi a Coltano. Il centro radio di Coltano è stato utilizzato per la prima volta da Guglielmo Marconi nel 1903 per i primi collegamenti a lunga distanza con una stazione radio a scintilla. Il terreno, dell’estensione di circa 78 ettari, fu ceduto dal Re Vittorio Emanuele III, dal momento che il luogo scelto faceva parte della tenuta di proprietà della casa di Savoia. La zona acquitrinosa si prestava bene alla propagazione dei segnali. Nel corso degli anni furono molte le costruzioni sorte sul poggio di Corniolo a Coltano. Ma la cosiddetta palazzina Marconi fu la prima. Al suo interno si trovano tutte le strutture di comando delle oltre sedici antenne che arrivavano all’altezza di 75 metri. Marconi si era ispirato alla celebre torre parigina. All‘epoca chiunque, da Pisa, avesse guardato verso sud avrebbe scorto un singolare panorama. Di quelle antenne, oggi restano solo alcuni basamenti in cemento. Il grande scienziato procedeva con esperimenti continui, dal momento che il suo credo era: “Non faccio teorie, in questo campo solo le esperienze fatte arditamente su vasta scala potranno metterci sulla retta via. Io seguirò il metodo del nostro grande Galileo: provare e riprovare”. Addirittura fu realizzata una grande antenna, nel 1920, a tenda di ben 240 metri di lato, che poggiava su piloni alti addirittura 250 metri. Un impianto quindi all’avanguardia, tanto che nel 1910 venne inviato il primo segnale a Massaua nell’allora colonia italiana dell’Eritrea e l’anno successivo il segnale giunse in Canada. La stazione fu ufficialmente inaugurata dal sovrano nel 1991. Dal 1919 al 1924 la Regia Marina ampliò la stazione con la costruzione di un nuovo centro trasmittente dotato di altre antenne e di un centro di ricezione localizzato nella zona di Migliarino. Dopo un periodo di gestione privata, da parte della società Italia Radio, il centro di Coltano dal 1930 venne gestito direttamente dal Ministero delle Poste e Telegrafi e diventò uno dei più importati centri radio marittimi e radiotelefonici europei.

L’inizio della fine. Nel 1940, alla vigilia dell’entrata italiana in guerra, il centro radio effettuò traffico telegrafico e telefonico sia con navi che con altre stazioni terresti in tutto il pianeta. Durante il secondo conflitto mondiale, la località fu sottoposta a duri bombardamenti vista la sua strategicità. La palazzina rimase praticamente integra, ma le antenne furono distrutte. Da allora (forse anche per inconfessati ed assurdi motivi politici) nessuno se ne è più occupato e l’edificio resta muto ed inerme testimone dell’incuria degli uomini e della scarsa sensibilità di essi.



 

 

 

LE PAROLE DELLA PRINCIPESSA ELETTRA MARCONI


 

            

 

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