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Inchiesta
La figlia del grande scienziato: "E' una vergogna. A Coltano c'era la stazione radio più potente d'Europa"
di Simone Martini
PISA - Sempre due anni fa, riuscimmo a parlare con la diretta discendente del grande Marconi, che ll 15 giugno 1927 aveva sposato Maria Cristina Bezzi-Scali. La loro figlia fu chiamata Maria Elettra Elena Anna Marconi. Il nome Elettra fu scelto in onore del panfilo sul quale il grande scienziato compì alcuni dei suoi esperimenti. Purtroppo anche il panfilo Elettra è andato perduto, dato che fu sembrato all’indomani della seconda guerra mondiale. La principessa Elettra Marconi oggi vive a Roma ma ha sempre seguito la situazione di Coltano ed ecco cosa disse due anni fa: “E’ una vergogna – sono le prime parole della principessa Marconi – perché a Coltano c’era la stazione radio più importante e potente d’Europa”. L’unica figlia, vivente, di Guglielmo Marconi è molto amareggiata, quando gli raccontiamo che nulla è cambiato e nulla è stato fatto. “Mi avevano fatto tante promesse. Due anni fa partecipai ad un convegno con il ministro Gasparri che personalmente si impegnò. Io ero e sono pronta a tutto, mi sono sempre battuta e non posso far altro – prosegue ancora la principessa Marconi – che appoggiare ogni iniziativa”. Ha mai visto il laboratorio di Coltano? “No, perché da come mi è stato descritto in realtà non ho mai potuto vederlo. Me lo hanno nascosto, mi portavano a vedere tutt’altro. Mi hanno fatto vedere una casa con una scala alta dove c’erano dei lavori. Mi dissero anche che non si poteva visitare perché era compreso in una zona militare”. Ci può raccontare qualche aneddoto su Coltano? “Tempo fa ebbi modo di conoscere un ex soldato statunitense che, al tempo della guerra stava con il suo reparto a Coltano. Mi raccontava gli aneddoti di Tombolo. Il laboratorio di mio padre faceva parte della loro zona, ma lo rispettarono sempre. Adesso mi chiedeva in che stato era. E’ rimasto deluso quando ha saputo la realtà. Inoltre ho degli amici che spesso capitano all’ippodromo di San Rossore e vorrebbero visitare il laboratorio. Non sanno però come si possa arrivarci dato che non esiste nessun tipo di indicazione”. Cosa pensa di fare?
“Questa è la mia battaglia
– conclude la principessa Elettra Marconi - per onorare mio padre. L’idea di
costruire la stazione radio, nacque dopo una visita di mio padre al Re Vittorio
Emanuele III a San Rossore. Il Re cedette il terreno e nel 1911 tutto era
pronto. Era la stazione più potente ed importante del mondo, sarebbe giusto un
riconoscimento. Pensando anche al ruolo che ebbe mio padre nella storia della
radio. Pochi anni dopo grazie a lui nacque la radio vaticana”.
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