Incuria nelle zone interne del litorale pisano. Le foto

TIRRENIA – Fare un giro nelle strade interne del litorale ti dà la stessa sensazione che provi in quelle case che appaiono linde finché non guardi sotto il tappeto e trovi la sporcizia nascosta proprio lì.

di Massimiliano Morescalchi

Rifiuti abbandonati nelle strade interne di Tirrenia

In questi anni si è parlato spesso di riqualificazione del territorio del litorale pisano. Fervono i lavori per abbellire e rendere appetibile ai turisti la nostra riviera: a Marina di Pisa, dove sta per terminare l’opera di modernizzazione di piazza Baleari, a Tirrenia dove si sta provvedendo ad abbellire la piazza con il piantamento di alberi che porteranno ombra e decorazione. C’è solo da sperare che nessun turista sbagli strada e si accorga di ciò che si nasconde nell’interno.

In seguito ad alcune segnalazioni dei lettori, ci siamo recati in quelle zone per un reportage fotografico che ne mostrasse lo stato di degrado. Siamo partiti dalla zona chiamata “Le mucchine”, al Calambrone, percorrendo la via Porcari che termina all’ingresso dell’area protetta del WWF. Lungo quella strada di campagna abbiamo trovato alcune zone con sacchi dell’immondizia abbandonati, plastica, cassette dello sciacquone ormai inutilizzabili, perfino un cumulo di macerie scaricate abusivamente davanti alla pineta. Troviamo un signore che frequenta il posto per fare lunghe passeggiate col suo pastore tedesco. Ci dice che quello dell’immondizia non è l’unico problema.

“In fondo alla strada, alla sbarra dove comincia l’area del WWF”, ci racconta preferendo rimanere anonimo, “c’è da tempo uno smercio di droga. Ho già fatto alcune segnalazioni ai Carabinieri, ma per il momento la situazione non è cambiata.”

Anche per le strade residenziali interne di Tirrenia troviamo rifiuti non degradabili abbandonati un po’ ovunque: mascherine, pannolini per bambini (usati), pacchetti vuoti di sigarette, giornaletti, lattine di birra, bottiglie di plastica etc etc.

A Marina di Pisa la situazione non è diversa. Nella parte interna della cittadina c’è una grossa pineta e le stradine interne terminano spesso dove cominciano i percorsi individuati per l’evacuazione in caso di terremoto. Anche in queste strade vediamo e fotografiamo spazzatura di ogni genere e materiale.

Vogliamo ricordare che tutti questi rifiuti sono composti da materiale non biodegradabile, ovvero prodotti che i microrganismi non sono capaci di degradare. Per questo tipo di rifiuti la degradazione avviene prevalentemente per via fisica, attraverso i raggi solari o per abrasione, ma questo accade in tempi lunghissimi.

Giusto per fare degli esempi, per un mozzicone di sigaretta ci vogliono cinque anni, così come per una gomma da masticare; per l’alluminio occorrono dai 100 ai 500 anni; per la plastica (bottiglie, bicchieri, buste…) dai 100 ai 1000 anni a seconda della grandezza del rifiuto; per un contenitore di polistirolo 1000 anni; una bottiglia di vetro 4000 anni!

Questo significa che i nostri rifiuti inquineranno l’ambiente di centinaia di generazioni future. Siamo convinti che una vera riqualificazione del nostro litorale comprenda un’attenzione diversa per gli spazi interni, e non solo sul viale del mare. E non soltanto da parte delle autorità preposte all’ordine, è una responsabilità che investe tutti coloro che sul litorale vivono, fosse anche soltanto per il periodo estivo. 

Invitiamo tutti i lettori a segnalarci casi di degrado, di abbandono o di incuria che dovessero riscontrare in modo che possiamo continuare a testimoniare e a calamitare l’attenzione sul problema.

“La libertà senza civiltà, non è vera libertà.” (Nelson Mandela)

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