Industria pisana: si riaffaccia il segno più

PISA – E’ un quadro positivo, ma con molte criticità ed incognite, quello che emerge dall’indagine condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa sulle unità locali manifatturiere pisane con oltre 10 addetti nel terzo trimestre dell’anno.

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Se infatti il dato sulla produzione stimata nel terzo trimestre (+2,3% tendenziale) conferma il segno più registrato nel secondo (+0,8%) è però altrettanto vero che molti altri indicatori evidenziano il permanere di uno stato di forte difficoltà. Se a questo si aggiunge che il mercato interno non sembra in grado di uscire dalle secche della recessione e la domanda estera mostra evidenti segnali di rallentamento, appare piuttosto improbabile che l’attività manifatturiera pisana possa segnare, almeno a breve, una “vera” svolta.

Passando agli altri indicatori, il fatturato cede un altro 2,3% e pure la componente estera di questa variabile, dopo un secondo trimestre particolarmente positivo, torna “sotto zero” (-0,7%). Anche gli ordini, indice della domanda che dovrà essere soddisfatta dall’industria pisana, rimangono al palo:

-3,2%. Unica componente che, quantomeno, dimostra una certa capacità di tenuta è quella degli ordini esteri, in crescita però molto contenuta appena il +0,5 per cento.
Considerando l’elevata pressione competitiva e la flessione dei prezzi delle materie prime – questi ultimi parzialmente controbilanciati da un euro che continua ad indebolirsi – i prezzi ex-fabrica dell’industria pisana mettono a segno il terzo segno “meno” consecutivo (-0,7% nel terzo trimestre 2014).

Anche dal fronte occupazionale vengono segnali che gettano acqua sul fuoco dell’ottimismo. Il numero di lavoratori dell’industria pisana, nel trimestre luglio-settembre, segna infatti una contrazione (-0,5%) ed anche le ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate superano il milione e seicentomila ore: il livello più elevato degli ultimi tre anni.

LA DIMENSIONE AZIENDALE. Tra le diverse categorie dimensionali d’impresa è la piccola industria (da 10 a 49 addetti) a segnare i risultati peggiori. Non solo arretrano fatturato e ordinativi (in entrambe i casi -3,1%) ma addirittura la produzione (-3,1%). La crescita produttiva registrata a livello complessivo è quindi riconducibile alle sole unità produttive più strutturate (oltre 49 addetti). In questo ambito, infatti, la produzione segna un vero e proprio balzo in avanti (+8,2%). Purtroppo gli altri indicatori, se si eccettua quello relativo agli ordini esteri (+3,5%), segnano contrazioni anche piuttosto rilevanti: -1,3% il fatturato e -3,5% gli ordinativi complessivi.

I SETTORI. Tra i diversi settori, la crescita produttiva è circoscritta alla sola meccanica allargata e, in modo minore, al sistema casa. Si tratta, nello specifico, dell’elettronica-mezzi di trasporto (+8,2%), della metalmeccanica (+7,2%), dei minerali non metalliferi (+3,2%) ed del legno-mobili (+0,5%). Perdono invece terreno la chimica-farmaceutica-gomma-plastica (-6,2%) ma anche due comparti di assoluto rilievo per la provincia di Pisa quali il pelli-cuoio (-3,7%) e le calzature (-0,4%). Insomma, anche a livello settoriale rimangono più i dubbi che certezze.

LE ASPETTATIVE. Nonostante le criticità emerse nel corso dell’indagine, continua il lento miglioramento del clima di fiducia degli imprenditori industriali che, per l’ultimo scorcio del 2014, segna un saldo di -1 punti percentuali. Siamo quindi ancora in una situazione nella quale i pessimisti prevalgono sugli ottimisti. Il recupero, considerando le componenti elementari dell’indicatore sintetico, interessa soprattutto le aspettative relative alla domanda estera che passa da un saldo di +2 ad uno di +5. Tuttavia, pur rimanendo negativo, anche il dato sull’occupazione migliora: da -5 a -3. Stabili invece le attese relative all’evoluzione della produzione (saldo a 0) e quelle sulla domanda interna (saldo ancorato a -5).

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE PIERFRANCESCO PACINI. I dati dell’indagine congiunturale sul sistema industriale pisano, pur mostrando un qualche spiraglio di luce, confermano una situazione che continua a rimanere estremamente difficile ed incerta. A fronte del ritorno del segno più per la produzione, rimangono infatti negativi i dati relativi al fatturato e agli ordinativi. Inoltre, molti spezzoni rilevanti dell’industria pisana, come il cuoio, mostrano crescenti difficoltà legate soprattutto alla crisi del mercato russo. Consapevoli delle difficoltà affrontate dal nostro sistema industriale, così come dei timidi segnali positivi provenienti dagli ordinativi esteri, la Camera di Commercio conferma l’impegno ad accompagnare le nostre imprese sui mercati internazionali. Nel bilancio appena approvato, ben 800mila euro sono infatti destinati a rafforzare la presenza sui mercati internazionali e la promozione del Made in Italy

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