Intervista esclusiva a Pisanews.net all’ex nerazzurro Giuseppe Volpecina

PISA – E’ stato un grande terzino ai tempi della serie A e della serie B a Pisa, Giuseppe Volpecina, regalando grandi prestazioni in maglia nerazzurra nella magica era targata Romeo Anconetani.

Un grande uomo, prima che un grande calciatore con cui abbiamo avuto il piacere di parlare Chi scrive era ed è  molto legato a lui da una grande amicizia e quindi e’ stato un piacere poterlo intervistare per condividere con tutti i tifosi le sue risposte e le sue riflessioni.

Giuseppe Volpecina ex terzino del magico Pisa targato Romeo Anconetani

La scheda. Giuseppe Volpecina è nato a San Clemente, frazione del Comune di Caserta, alto 1,79 per kg.76. Ha militato nel Pisa ai tempi d’oro della serie B e della serie A. Ha conquistato la massima serie con il Pisa Sc nella stagione 1984/85 dove colleziono’ 36 presenze e 2 reti e poi ha giocato nel Pisa in A nel 1985/86 con 30 presenze ed un gol. Volpecina inizio’la carriera nelle giovanili del Napoli, poi per lui quattro anni nel Palermo in B. Proprio nei suoi anni in Sicilia fu portato a Pisa da Romeo Anconetani. Dopo la parentesi all’ombra della Torre approdo’ di nuovo al Napoli, dove vinse uno scudetto con Maradona. Volpecina poi si accasò a Verona e Firenze per terminare la carriera di giocatore nella Casertana, squadra della sua citta’.

Peppe inanzitutto come stai?

Bene, tutto a posto e questo e’ cio’ che conta“.

Attualmente di cosa ti occupi?

Mi occupo di calcio giovanile, sono direttore responsabile di scuola calcio, ho diretto per molto tempo la scuola calcio “Keller” di Napoli, portandola a livello elevato raggiungendo circa 1.000 iscritti e che ha dei bellissimi impianti. Il Presidente di questa scuola vive a Roma, quindi ero io delegato e mi occupavo di tutto. Una scuola calcio con molta qualita’ visto che abbiamo dato ragazzi a squadre come Milan, Juve, Genoa e Napoli. Poi sono andato a Caserta e volevo fare nella mia citta’ l’ottimo lavoro fatto a Napoli. Avevo portato ragazzi motivati ed anche mio figlio Michele come istrurttore, ma ho trovato approssimazione e non c’è la giusta mentalita’, tanto che mi sono dimesso“.

Parliamo di Pisa. Che ricordi hai?

Dal punto di vista personale, ottimi ricordi. Il mio primogenito Michele è nato a Pisa. E’ una bellissima citta’ ricca di storia arte e cultura, con una buona qualita’ della vita ed appena posso ogni tanto mi e’ capitato di passare da li’. Ho vistotra l’altro una citta ‘in sviluppo e trasformata in meglio. Calcisticamente vinsi un campionato di B e poi giocai col Pisa in A, Peccato per quella retrocessione. L’anno dopo andai al Napoli dove vinsi lo scudetto con Maradona

A proposito di Napoli. Che ricordi hai di quel successo al S. Paolo con gol di Bergreen dove tu riuscisti ad anullare Maradona?

Ricordo che feci una partita magnifica. Inizialmente Maradona era marcato da Caneo, poi il Mimter vide qualche difficolta’ e cambio’ la marcatura su Diego mettendo me sul Pibe de Oro che in quella partita non era tanto in giornata. In quella partita lo marcai ad uomo, stavo bene e lo anticipavo sempre“.

Ed il tuo rapporto con Romeo?

Anconetani era unico, un grande intenditore di calcio. Appena arrivai a Pisa, alcuni giorni dopo andai in sede ed in quella circostanza il Presidente mi fece vedere degli appunti che aveva preso su di me fino a quando militavo nel Napoli a 18 anni. Poi per accordi fra la societa’ partenopea ed il Palermo andai a quest’ultima, ma dopo giunsi a Pisa, ma Romeo mi seguiva gia’ da 6 anni“.

Con quali giocatori di quei tempi sei rimasto in contatto?

Mi son visto con Progna circa un anno fa anche lui ha una scuola calcio poi al Genoa ho incontrato Bruno Caneo, come secondo di Gasperini e poi Michele Armenise, che collabora con Stefano Colantuono, altro ex nerazzurro. Gli altri li ho sentii un po’ meno col tempo con diversa gente si perdono i contatti“.

Stai seguendo il Pisa attuale?

Sto seguendo molto poco il campionato di Lega Pro  perche’ col settore giovanile sono impegnato 7 giorni su 7 pero’ vedendo la classifica è in zona playoff quindi i giochi sono aperti per puntare alla promozione. Mio figlio Michele, nato a Pisa ha giocato tre anni nella Cavese con Favasuli ed ha sfiorato la promozione in B, poi ebbe un infortunio serio ed ha smesso. Ora si e’ laureato in economia e commercio e sta prendendo la specializzazione“.

Che differenza noti fra il calcio degli anni 80 e quello attuale?

Allora era un calcio piu tecnico, oggi e’ piu fisico. Ora con le tv si conoscono un po tutti i giocatori e cio’ e’ tutto piu’ monotono, viene studiato di piu tutto, pero’ vedo certi svarioni in difesa ed in verità faccio fatica oggi a vedere giocatori del calibro di Bruno Conti, Careca, Gullit o Baggio. Diciamo che l’ultimo veramente forte del calibro di quelli appena citati è Totti“.

Vuoi fare un saluto ai tifosi pisani?

Certo, li saluto con grande affetto. Quando ero a Pisa mi hanno sempre applaudito ed incoraggiato. Raccomando loro di stare vicino alla squadra per centrare l’obiettivo della serie B perche’ Pisa lo merita alla grande“.

 

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