Intitolazione all’Arch. Gaetano Nencini della rotatoria di Via Stampace

PISA – La figura dell’Arch. Gaetano Nencini, scomparso nel 1987 all’età di 65 anni, è stata ricordata questa mattina a futura memoria attraverso l’intitolazione allo stesso della rotatoria tra via Stampace e via di Porta a Mare, alla presenza,oltre che dei familiari, della Vice Sindaco Raffaella Bonsangue, nonché degli Assessori all’Urbanistica Massimo Dringoli ed ai Lavori Pubblici Raffaele Latrofa.

di Giovanni Manenti


Nato nel 1922 a Cascina e laureatosi nel 1950 presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, Gaetano Nencini ha saputo coniugare l’attività lavorativa di Libero Professionista – in cui ha saputo eccellere regalando alla città autentici gioielli quali il restauro del Monastero di San Benedetto e del Museo delle Sinopie – a quella didattica, culminata con la nomina nel 1985 a Professore di ruolo alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa presso il corso di composizione Architettonica, per un’eredità che, alla prematura scomparsa, è stata raccolta dal figlio Luca, anch’egli Architetto, al pari del proprio figlio Gianluca.

Una decisione, quella di intitolare detta rotatoria all’Arch. Gaetano Nencini, che è stata così commentata dalla vice Sindaco Raffaella Bonsangue: “Si tratta di un percorso che la nostra Amministrazione sta compiendo, vale a dire quello di associare spazi cittadini ai nomi di personaggi che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio culturale, scientifico, tecnico ed economico della nostra comunità ed in questa ottica la toponomastica rappresenta uno strumento importante poiché consente a chi amministra di etichettare, ovviamente in modo elegante e per quanto possibile, luoghi della città alla sua storia“.

In particolare, per ciò che concerne l’Arch. Nencini” – conclude l’Avv. Bonsangue – “al medesimo non possono che essere riconosciuti evidenti meriti sia accademici che quale Libero Professionista per quelli che sono stati gli importanti progetti da lui realizzati, così che ci è sembrato un atto quantomai dovuto non solo nei confronti dello stesso Architetto, ma anche della sua Famiglia e di tutta la comunità cittadina che ha potuto beneficiare di tale patrimonio, a testimonianza della sua declinazione di una visione della città“.

Ovviamente felici, nonché orgogliosi di questa iniziativa, i familiari, a cominciare dal figlio Luca che ne ha portato avanti l’attività professionale e che tiene a sottolineare come: “questo riconoscimento di nostro padre rappresenti un valore quanto mai importante per la nostra Famiglia, in quanto oltre ad essere motivo di orgoglio ci permette di verificare quanto fosse apprezzato, oltre che come uomo e Professionista, anche nella veste di Docente Universitario e la sua prematura scomparsa avvenuta 34 anni fa ci ha lasciato principalmente un ricordo di totale amore per la sua persona, del suo modo di essere e di quello che a me ed a mia sorella ci ha insegnato“.

Non posso pertanto esimermi“, conclude Luca Nencini, “dal rivolgere un sentito ringraziamento al Comune di Pisa, alle Autorità ed in particolare all’amico Massimo Dringoli al quale abbiamo lasciato il compito di commemorare la figura di nostro padre, oltre a tutti coloro che sono intervenuti questa mattina a presenziare alla scopertura della targa, nonché al quotidiano “La Nazione” per lo splendido articolo pubblicato nell’edizione odierna, così come è per me un particolare vanto l’aver portato avanti l’attività di mio padre da quel lontano 1987, a cui dal 2013 si è affiancato mio figlio Gianluca assieme al quale abbiamo aperto anche una nuova Sede fuori Pisa“.

Chiamato in causa, l’Architetto di terza generazione Gianluca Nencini: “Purtroppo, essendo nato nel 1989, non ho mai avuto la fortuna di conoscere mio nonno, però ho avuto modo, grazie ai racconti di mio padre e di tutti coloro che lo hanno conosciuto, di percepire quantomeno quello che poteva essere come uomo ed il fatto di essere nipote di un personaggio così importante per la città di Pisa rappresenta, oltre ad una certa pressione che indubbiamente si sente a questi livelli, uno stimolo a far bene nella nostra opera di Architetti sia pur in un’ottica futura per tenerne alto il buon nome, visto che bene o male, tra me e mio padre, in fondo ai progetti vi è pur sempre la firma di un Nencini”.

Come anticipato, a ricordarne la figura ha provveduto l’Assessore all’Urbanistica Massimo Dringoli: “Tocca a me tracciare un degno ricordo dell’amico Gaetano Nencini, del quale sono stato prima allievo e quindi collega nell’attività professionale, così da aver avuto modo di conoscerlo bene, il che mi permette di dire che una cerimonia come questa non deve correre il rischio di cadere nella retorica, una cosa che assolutamente detestava, atteggiamento peraltro quanto mai logico visto come  lui abbia contribuito più di ogni altro a diffondere gli ideali del movimento moderno attraverso le sue opere che avevano innanzitutto come base la libertà dalle accademie e dai condizionamenti economici in riferimento a quella che era la committenza dell’epoca, contro la quale si è spesso scontrato, in modo che la sua opera risulta ancor più meritoria come testimoniano le meravigliose opere che ci ha lasciato in eredità“.

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