Intramontabile Shakespeare: per fare teatro da oggi a domenica al Verdi “Il Mercante di Venezia”

PISA – Come tutti i capolavori di Shakespeare, Il Mercante di Venezia è paradigmatico di quanto, pur a distanza di molti secoli, il suo autore non smetta di parlare all’oggi, ponendo problematiche che non cessano di essere di sconvolgente attualità. teatro-verdiLo scontro etico, sociale e culturale su cui s’impernia quest’opera, il potere del denaro, i valori della lealtà e della giustizia, sono tutti temi di notevole valore pedagogico, e non è quindi un caso che il Laboratorio di Fare Teatro rivolto agli adolescenti abbia ancora una volta affrontato Shakespeare, e di Shakespeare proprio questo dramma, sul quale i giovani partecipanti, guidati da Luca Biagiotti e Cristina Lazzari, hanno lavorato approfonditamente in questi mesi. I risultati di questo lungo lavoro vengono ora proposti al pubblico: da oggi (mercoledì 14 maggio) fino a domenica 18 maggio, nella Sala “Titta Ruffo” del Teatro Verdi, con quattro matinée scuole (mercoledì, giovedì e sabato alle ore 11, venerdì alle ore 11.30), nonché una pomeridiana (giovedì alle 16.30) e tre serali (mercoledì, sabato e domenica ore 21) per tutti. Ambientata nella Venezia del 1600, Il Mercante di Venezia (The Merchant of Venice) prende il via con la richiesta del nobile Bassano all’amico Antonio, ricco mercante, di un ingente prestito per corteggiare degnamente Porzia, ereditiera di Belmonte. Antonio, che ha investito tutte le sue risorse in traffici marittimi, ricorre all’usuraio Shylock che, a garanzia dell’eventuale mancata restituzione, alla scadenza pretende da lui una libbra di carne del suo corpo. Da qui si incrociano le vicende di tutti i personaggi, tra matrimoni, amori, disgrazie, fino alla iattura maggiore: le navi di Antonio han fatto naufragio, e Shylok quindi porta il debitore al cospetto del Doge pretendendo quanto pattuito. Sarà Porzia, travestita da avvocato, a perorare a causa di Antonio e a salvarne la sorte. Problematico e complesso, Il Mercante di Venezia: a una lettura superficiale, infatti, il rischio più grosso è di cadere nell’antisemitismo (di cui quest’opera è stata spesso accusata), vedendo in Shylock quello stereotipo razzista, il peggiore, che ha sempre fomentato artatamente la discriminazione ebraica. In realtà a perdere, nella vicenda narrata, sono tutti gli ‘stranieri’ . È contro di loro che la classe dominante, quella dei mercanti, in una città pur tollerante e ospitale qual è all’epoca la Serenissima, è pronta a far scudo, in questo sorretta dall’aristocrazia che con le sue leggi protegge chi arricchisce la città con gli affari. Perde Shylock così come perdono i pretendenti stranieri di Porzia, sui quali non a caso trionfa un veneziano. Annota opportunamente Luca Biagiotti «Quale tipo di comunità sta raccontando Shakespeare? Una comunità che ha difficoltà ad ammettere la differenza e nella quale la differenza la fa chi possiede e manovra tutti i cavilli della legge. Una comunità che rischia di diventare molto simile alla nostra, quando Bassanio, durante il processo istruito per dirimere la questione della libbra di carne, chiede a gran voce al Doge una legge ad personam per salvare Antonio.» È una comunità, che allora come oggi, avrebbe tuttavia in sé gli anticorpi per combattere la malattia del rancore e del voler avere ragione a tutti i costi. «Una comunità  – prosegue Biagiotti – che è ancora capace di ridere di se stessa e che ha fra i suoi componenti degli esseri umani per i quali avere ragione non è il bene supremo e che, come dice Porzia, ‘non sono ancora così vecchi da smettere di imparare’.» Umorismo e apprendimento, saper ridere di se e apertura alla conoscenza di contro all’odio e al male: questa la partita che ci ha consegnato William Shakespeare. Gli interpreti, che si alternano nei vari ruoli, sono (in ordine alfabetico Giulia Arena, Antonio Armenante, Benedetta Artigiani, Margherita Bartolozzi, Edoardo Biancalana, Juan Diego Bianchi, Ludovica Brocchi, Sara Carmignani, Flavia Comi, Maria Elena Consorti, Isabella Covelli, Luca Di Natale, Giulia Di Sacco, Elisabetta Favilli, Sara Loprieno, Francesca Maci, Francesca Matteucci, Leonardo Nenna, Eloisa Parton, Virginia Perutelli, Dorotea Pezzano, Massimo Risi, Chiara Saviozzi, Mattia Sedda, Giacomo Sommani, Nico Tedeschi, Maria Giulia Toscano, Alessio Venturini, Silvia Zinno; alla chitarra Gabriele Bianciardi e Eugenio Saccon.  Hanno collaborato alla regia Annalisa Cima, ai costumi Marta Bettini e  Francesco Chiofalo; luci  di Michele Della Mea. I biglietti (12  euro, ridotto studenti 7,00 euro) sono in vendita al Botteghino del Teatro Verdi, per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it

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