“Intrecci mediterranei”: il libro che sarà presentato mercoledì 3 Maggio

Pisa – Mercoledì 3 maggio 2017, ore 17,00 presso l’Auditorium dell’Opera del Duomo (Piazza dell’Arcivescovado – Pisa) si terrà la presentazione del volume “Intrecci mediterranei. Pisa tra Maiorca e Bisanzio” di Anna Rosa Calderoni Masetti (Edizioni ETS).

Si tratta di una raccolta di sette saggi sui materiali arabi conservati a Pisa, a Lucca, a Firenze e la loro provenienza dalla conquista balearica. Tra questi: la presenza nella chiesa pisana di San Sisto della lapide funebre di al-Murtadá, primo sovrano indipendente delle isole Baleari; le indagini sul falco islamico di Lucca della lastra ornata con tre plutei del Duomo di Pisa e i draghi antropofagi sulla facciata del Duomo di Pisa.  Componenti di cultura islamica sono presenti nel basamento della facciata nella cattedrale di Pisa. Inoltre uno studio è dedicato alla porta del Duomo di Pisa proveniente da Bisanzio.

Tra questi, un saggio è dedicato anche alla nascita a Pisa di Nicola Pisano, attestata dall’iscrizione presente sopra una formella della Fontana di Perugia, e riapre il discorso sulla figura del padre, quel Pietro che nei documenti coevi è detto “de Apulia”, ma che al momento della nascita di Nicola doveva già trovarsi nella città toscana. Alla citazione di un maestro Pietro presente in un documento ricondotto dalla critica a lavori interessanti la decorazione basamentale del Battistero e databili ai primi anni del Duecento, viene affiancata la presenza del medesimo nome fra le due prime archeggiature della chiesa pisana di San Nicola, forse collegabile a un sarcofago o comunque a una “memoria”. Ne consegue la proposta di riportare al primo quarto del Duecento, confermando il loro collegamento con gli studi di Leonardo Fibonacci, sia la parte originale della facciata della chiesa, sia il campanile corrispondente, uno dei capolavori dell’architettura medievale pisana.
Parteciperanno Stefano Bruni, Università di Ferrara; Gerhard Wolf, Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut; Marco Collareta, Università di Pisa. 
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