“Io Donna”, spazio a Pisa e ai suoi Lungarni

PISA – “Ampio, magnifico ridente e gaio”, comincia con le parole di Leopardi sulla passeggiata lungo l’Arno il servizio che “Io Donna” dedica a Pisa.

Un viaggio in battello e a piedi da piazza San Paolo a Ripa d’Arno, alla chiesa della Spina a Palazzo Blu, senza dimenticare il Parco di San Rossore.

Ecco l’articolo..

“Sotto le stelle di Galileo, all’ombra storta della Torre, si allunga l’Arno. Navigabile, per decreto regio, da Firenze a Pisa, il fiume, per effetto di rapide e pietraie, lo è in realtà solo nel tratto tra Cetona, Pisa e la foce: 30 chilometri tra bosco e canne, villaggi termali e campi di girasole, lungo le case torre, le chiesette gotiche o romaniche del Lungarno di Pisa. Il battello fluviale stacca gli ormeggi sotto piazza di S. Paolo a Ripa d’Arno, a Pisa. L’aria è mossa, l’acqua del fiume verdastra, quasi livida: contiene segreti e misfatti che è meglio non svelare, oltre alla memoria dello sguardo poetico di John Ruskin, Henry James, Karen Blixen, D’Annunzio e Virginia Woolf, e prima ancora Leopardi che nell’autunno del 1827 trovò il Lungarno “ampio, magnifico, ridente e gaio” come senz’altro non è più. Sulla sponda di Tramontana si trovano ancora gli arsenali che fecero grande la Repubblica Marinara. Sull’opposta sponda di Mezzogiorno c’è il piccolo gioiello gotico della Chiesa della Spina. Sfilano lente le case torri con gli archi ogivali. Poi il Museo della Grafica (Palazzo Lanfranchi) con il suo chiringuito di pesce fritto a livello dell’acqua, il Palazzo Blu con le mostre di arte contemporanea e le Logge che ospitavano, nel Rinascimento, il mercato della seta e della lana.

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