Istruzione. L’Osservatorio scolastico provinciale di Pisa è struttura di interesse regionale

PISA – L’’Osservatorio scolastico provinciale di Pisa è “struttura di interesse regionale” (Pigi 2001), mafino ad oggi non era mai stato audito in Consiglio regionale.

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In commissione Istruzione, formazione, cultura,presieduta da Gialuca Parrini (Pd),sono intervenuti questa mattina i vertici dell’Osservatorio che nel 1993, da “pioniere”, cominciò a lavorare per conoscere le criticità del sistema scolastico e per gli edifici scolastici su base provinciale. L’Osservatorio provinciale di Pisa oggi raccoglie dati e svolge servizi per il territorio (scuole ed enti locali) e con rilevanzaregionale. Parrini ha dato voce al “grande apprezzamento per la qualità del lavoro svolto”. L’Osservatorio, ha aggiunto, “Mette a disposizione una preziosa banca dati, una quantità di informazioni utilissime anche per la programmazione regionale”. Un’attività riconosciuta in termini di risorse e investimenti da parte della Giunta, come confermato dai tecnici dell’amministrazione intervenuti in commissione, che hanno annunciato risorse anche per gli altri nove osservatori sorti nel frattempo nella nostra Regione.

Anche i consiglieri pd Severino Saccardi e Daniela Lastri sono intervenuti per riconoscere il valore del lavoro svolto dall’Osservatorio, sottolineando l’importanza di rendere i dati raccolti maggiormente conosciuti a livello regionale per poter divenire una base per la stessa programmazionetoscana.

Alla seduta è intervenuto anche Ivan Ferrucci, Pd, che riferendosi all’Osservatorio pisano ha parlato di un’attività essenziale “per capire le ragioni di abbandono scolastico e per la programmazione territoriale”. La questione dell’abbandono scolastico e in generale l’incidenza sull’istruzionedi fattori quali il tessuto sociale, la famiglia di provenienza, la stessa “permeabilità” del territorio in termini di occupazione e vocazione economica, hanno impegnato buona parte degli approfondimenti condotti nella seduta di Commissione. Anche per l’ovvia proiezione sulle politiche di programmazione e intervento su base locale e regionale.

Dai lavori è emersa anche un’altra prossima novità per la Toscana: l’arrivo di 50 milioni per l’edilizia scolastica, grazie ad un bando su base nazionale che proprio la Toscana sta gestendo (17 regioni italiane hanno scelto di usare il nostro modello di anagrafe edilizia).

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