Jobs Act, Def e pensioni: ecco cos’è emerso nel seminario di SinistraDem

PISA – Alla Stazione Leopolda si è svolto il seminario promosso da SinistraDem, associazione della sinistra Pd, dove sono stati affrontati, insieme agli interessati e ai rappresentati di sindacati e associazioni di categoria, temi dell’economia, del mercato del lavoro e delle pensioni.

Tra gli intervenuti i deputati Pd Francesco Laforgia e Maria Luisa Gnecchi, il professore Giovanni Dosi, direttore dell’Istituto di Economia della Scuola Sant’Anna e il dottor Davide Guarascio, del medesimo istituto. Ha introdotto e moderato il deputato questore Paolo Fontanelli.

Dosi ha affrontato i vari aspetti che caratterizzano il mercato del lavoro dopo il jobs act, sostenendo che “il jobs act è un fallimento in termini di creazione netta di posti lavoro, molto costoso per il contribuente, le stime sono tra undici e venti miliardi di euro, non ha risotto il dualismo del mercato del lavoro, ha abbassato per tutti le garanzie. In un certo senso cambierà così radicalmente i rapporti di forza che ne andrà della dignità dei lavoratori, continuamente ricattabili, tornando ad una situazione stile anni Cinquanta”.

“Di fronte ai segnali che ci sta inviando il sistema economico italiano – afferma il deputato dem Laforgia, che ha affrontato le questioni del Def – noi dobbiamo essere più coraggiosi nell’intraprendere certe scelte politiche. Abbiamo un Jobs act che non sta dando i frutti sperati. Noi di SinistraDem pensiamo che i soldi che vi sono stati impiegati possano essere utilizzati efficacemente anche in altre situazioni. Penso ad esempio al piano di investimenti pubblici, strategici in alcuni importanti settori, come quelli sul dissesto idrogeologico, su cui si potrebbe davvero fare una operazione molto intelligente da parte dello Stato: cioè creare una nuova occupazione di qualità e fare uscire definitivamente il Paese dalla crisi. Vorrei che il Governo e il Partito Democratico facessero una discussione molto serena e pacata, perché l’Italia ha bisogno di uscire dalla crisi e ha necessità di farlo non con ricette propagandistiche, ma con una politica economica molto più solida di quella che abbiamo registrato fino ad ora”.

Sul fronte pensioni la deputata Pd Gnecchi afferma che “stiamo lavorando a correggere la manovra Fornero. Dobbiamo assolutamente riuscire a ripristinare per le donne quello che è stato tolto, cioè cinque anni di differenza per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne. Vanno riconosciuti i lavori di cura, la maternità e l’assistenza e pensare ai tanti lavoratori precoci e quindi riuscire ad ottenere i 41 anni uguali per tutti e senza penalizzazione. Questi sono i nostri obbiettivi. Dobbiamo poi concludere anche l’ottava salvaguardia ed è chiaro che nel 2016 dobbiamo fare qualcosa di positivo per le pensioni”.

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