Jonathan Granito: “Pisa a Pordenone non è finita. Foggia o Lecce? Mi piacerebbe battere Braglia”

PISA – Riguardo alla semifinale di ritorno dei playoff che si disputerà domenica 29 Maggio al “Bottecchia “di Pordenone, Pisanews ha contattato qualche giocatore, pisano di nascita ma che non ha mai indossato la casacca nerazzurra, ma ha il Pisa nel cuore: stiamo parlando di Jonathan Granito, attaccannte che in questa stagione ha militato nel Ponsacco, nato all’ombra della Torre Pendente il 20 settembre 1983, che ha giocato in squadre importanti quali Lucchese, Cuoiopelli, Carrarese, Messina, Rimini, Pontedera, Tuttocuoio e Massese.

di Maurizio Ficeli

Jonathan benvenuto a Pisanews, iniziamo con il parlare della stagione a Ponsacco. Come è andata?

“Diciamo che avrebbe potuto finire meglio, perchè, se è vero che eravamo partiti per salvarci, per come si era messo il campionato in seguito, potevamo anche disputare i playoff, che avrebbero sicuramente dato un ulteriore motivo in più di soddisfazione personale”.

Ma prima di tornare a Ponsacco, avevi iniziato il campionato nella Massese: che stagione è stata quella all’ombra delle Apuane?

“Personalmente non mi sono trovato granché bene, per una serie di fattori che non sto a dire, fatto sta che ho preferito tornare a Ponsacco, dove mi son sempre trovato bene e la gente mi apprezza”.

Da pisano avrai seguito la semifinale del Pisa col Pordenone, tripletta di Varela e grande cornice di pubblico…

“Certo e che dire se non che Pisa merita questi palcoscenici, i playoff giocati all’Arena hanno un effetto straordinario ed è anche per questo che Pisa merita assolutamente di salire. Personalmente da tifoso, ho sempre cercato di seguire il Pisa, purtroppo non sempre sono riuscito ad essere presente per impegni vari, ma conto di venire allo stadio quanto prima per partecipare al bellissimo contesto del tifo pisano all’Arena”.

Quale caratteristica in particolare ti colpisce del Pisa di quest’anno?

“La voglia ed il carattere che un allenatore come Mister Gattuso ha saputo dare alla squadra, qualità, queste che lui aveva da giocatore e che ha saputo trasmettere alla squadra, la quale può giocarsela e vincere con tutte”.

C’è qualche giocatore in particolare che ti ha impressionato?

“Io sono amico di Daniele Mannini e son veramente felice del campionato che sta disputando. Lui ha un po fatto come me, ha fatto ritorno a Pisa, che è la sua base, come io ho fatto ritorno a Ponsacco. Poi oltre a Varela che non si discute, tutto il complesso è formato da giocatori validissimi”.

Pisa che va a Pordenone con un tesoretto di 3 reti di vantaggio: passaggio in finale già ipotecato?

“No, assolutamente, perchè ogni partita ha storia a se e non bisogna sentirsi arrivati, bisogna andare là affrontando la gara con la stessa grinta della gara di andata”.

Nell’ipotetica finale, preferiresti incontrare il Foggia od il Lecce?

“Io preferirei giocare contro il Lecce, sarebbe bello vincere contro Braglia e giocare la finale di ritorno all’Arena, con il contorno di pubblico che ci sarebbe. Sicuramente la finale sarebbe difficile con entrambe le squadre, ma se il Pisa gioca come sa, sarà dura anche per gli altri, Foggia o Lecce che sia, però intanto pensiamo a passare questo turno”.

Da pisano doc, ti è mai capitata l’occasione di poter venire a giocare nel Pisa?

“Sì e mi pentii tanto di non aver accettato, era l’anno in cui Carlo Battini, mio presidente alla Cuoiopelli, aveva preso, con Camilli, il Pisa in serie D e mi aveva proposto di venire lì, ma avevo già firmato un biennale con la Carrarese, che era in C, ed andai li, ma mi sarebbe piaciuto vestire i colori della mia città”.

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