Kermesse senz’anima: riflessioni sul progetto nuovo stadio a Pisa

PISA- – Ore 17,30, pomeriggio feriale d’inizio estate, temperatura rilevata 36°, città che in questi tempi inizia il consueto processo di desertificazione, testimoniato dalle poche anime in giro compensate da un discreto traffico veicolare. Obiettivo Teatro Verdi per la presentazione del progetto sul nuovo stadio cittadino.

A cura di Marco Federighi

Si entra senza particolari problemi ma si viene subito assaliti dal dubbio di aver sbagliato manifestazione o peggio ancora città. Veniamo in breve circondati da persone che parlano dialetti “nordici” e lo smarrimento termina quando vediamo qualche collega locale che ci fà notare la maggior parte dei progettisti, con parenti e fidanzate al seguito (visto che almeno il 90% è di sesso maschile), come il “deus ex machina” dell’operazione (ma almeno questo lo sapevamo) sono di Torino. Inizialmente l’unico pisano che ci accoglie è il presentatore Giorgio Micheletti, seguito poi dal Sindaco Filippeschi e dal presidente Battini. Inizia lo show: architetti e ingegneri hanno fatto un lavoro dettagliato ed estremamente professionale con tanto di tabelle, dati che appaiono sullo schermo accompagnati in platea da tablet, telefonini, foto digitali…è la modernità si dice, piaccia o meno, ed è quì. Oggi davanti a noi, i protagonisti del lavoro vengono chiamati meritatamente ad uno ad uno sul palco e la platea si svuota (sono più i ragazzi che hanno partecipato al lavoro degli spettatori). Tanto che si possono contare a mano i pochi tifosi spesso attempati relegati nelle ultime file, mentre nelle prime file oltre ai parenti sembra si trovino alcuni imprenditori interessati al progetto, tanto che uno vicino mi dice: “Vedrai, il prossimo anno ci mandano sù perchè questi premono per fare lo stadio”. La perplessita’ mi assale, condita da una semplice riflessione. Ma come? Si presenta alla città un’opera che riguarda svariati ettari, con un forte impatto sulla città, che si dice costi un quarantina di milioni in euro e si sostiene sarà presa in Italia come modello per la sua modernità (tutto ecosostenibile e multifunzionale) e i cittadini che la dovrebbero usare stanno a casa? E i tifosi? Quelli che hanno seguito il Pisa, citando un famoso poeta, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, prendendo acqua, freddo, cocenti delusioni e addirittura multe e diffide per aver lanciato pericolosissimi rotoli di carta igienica non sono interessati? Qualcuno dice nelle ultime file: “Ci sono troppi nostalgici dell’Arena”.

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