La carica dei mille artigiani alle istituzioni: “La situazione è critica, dovete aiutarci”

PISA – Oltre mille artigiani hanno preso parte alla protesta dei ‘caschi gialli’ promossa dalla Cna di Pisa. Anche 300 mezzi pesanti che hanno sfilato in corteo sui Lungarni del centro pisano. Alla manifestazione hanno aderito, in segno di solidarietà, anche i presidenti provinciali delle Cna di Lucca e Massa Carrara e il vicepresidente nazionale Andrea Di Benedetto.

Sostegno anche dalla politica con i dirigenti del Pd che hanno sfilato in corteo e la lista civica di opposizione in consiglio comunale Noi adesso Pisa che aveva aderito alla protesta. ”Le imprese non sono nemiche della politica – ha detto nel suo intervento il presidente provinciale di Cna Pisa, Andrea Zavanella – ma chiedono un significativo cambio di passo. Chiediamo agli enti locali della provincia di sottoscrivere un impegno comune nel quale si rinunci a gare al massimo ribasso a beneficio dell’offerta economicamente vantaggiosa, una burocrazia efficiente che aiuti le imprese e non le metta in ginocchio e pagamenti tempestivi dalle pubbliche amministrazioni.

Stop anche a global service e global contractor che escludono le imprese del territorio dagli appalti pubblici. Infine, chiediamo tempi rapidi per poter lavorare con le certificazioni antimafia e a questo proposito il prefetto Francesco Tagliente mi ha chiamato ieri per garantirmi il suo sostegno e la massima attenzione affinché l’iter sia, benché rigoroso, il più rapido possibile”. Anche il comune pisano ha sostenuto la protesta. In piazza con i ‘caschi gialli’ c’era l’assessore alle attività produttive, David Gay: “Dai settori in difficoltà attiva una forte richiesta per una radicale riforma della pubblica amministrazione che favorisca le imprese e la ripresa quando si presenterà. Cosa sta facendo il Comune? Cerca di semplificare, portare investimenti sul territorio, come fatto con i Piuss, e di tenere un bilancio sano così da poter rimanere in regola con i pagamenti. E fare pressioni istituzionale perché cambi la politica economica e si allenti il patto di stabilità”.

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LA SODDISFAZIONE DEL CNA

Un grande partecipazione oltre le aspettative. Imprenditori e dipendenti hanno sfilato insieme sui lungarni di Pisa. Erano in 1000, con 300 mezzi, per oltre 2,5 km di corteo. Quando la testa del corteo è giunta al termine del percorso, tornando al punto di partenza in Lung’Arno Fibonacci, la coda del corteo stava ancora attraversando il Ponte solferino, quasi 3 chilometri più indietro. E con il traffico cittadino in tilt a partire dalle 8,30 in molti hanno lasciato i mezzi in periferia per aggregarsi a piedi alla manifestazione. Slogan striscioni , caschi gialli e fischietti per chiedere lavoro vero e non lavoro nero, per chiedere di poter competere alla pari con i paesi avanzati con una pubblica amministrazione che funziona, che decide, che mette in condizione le imprese di lavorare e non di arretrare sempre di più. I toni più accesi vengono dal mondo delle costruzioni che è il più colpito dalla crisi ed anche il più rappresentato. Pacificamente, ma con grinta e determinazione. E’ il segnale che la misura è colma e che , come ha proclamato dal palco finale il presidente CNA Pisa, -promotrice della inedita iniziativa- Andrea Zavanella, “ dopo di noi ci sono i forconi. Noi siamo un baluardo di rappresentanza democratica, chiediamo il dialogo e il confronto con le istituzioni. A questo punto di devono ascoltare. Non è solo un problema nostro, è un problema della nostra comunità”. Impressionante il colpo d’occhio dei lungarni pisani intorno alle 11 con ruspe, benne, camion, furgoni, betoniere, autoarticolati, camioncini ed anche bus e taxi, artigiani anche loro. Molti cittadini e turisti incuriositi dall’insolito spettacolo fotografavano e postavano le immagini del corteo. Alcuni disagi al traffico, del resto inevitabili per cui la CNA si è ripetutamente scusata sia il giorno precedente che in vari momenti e interviste. Sul palco finale a partire dalle 12 hanno parlato nell’ordine Andrea Di Benedetto Vice presidente nazionale CNA, Barbara Vannini presidente CNA costruzioni Pisa, Marco Ammannati pres. CNA Impianti Pisa, Michele Spagnoli presidente CNA area pisana, Matteo Giusti Vicepresidente CNA provinciale di Pisa, Luca Poletti Presidente CNA Lucca, Paolo Bedini presidente CNA Massa Carrara, Sandro Ciulli Presidente CNA pensionati Pisa, Simone Campani libero artigiano impiantista che sul palco si è commosso “ non so parlare ma in questa protesta ci credo, come tutti che sono venuti stamani: ci devono ascoltare qualcosa deve cambiare, la burocrazia ci strozza”. Per ultimo a chiudere la mattinata di protesta il presidente provinciale CNA Pisa Andrea Zavanella “ Non ci fermeremo, ci siamo messi in moto con coraggio , forse anche tardivamente e questa è di sicuro la prima manifestazione del genere a Pisa, la prima in Italia dopo quella del 18 febbraio. E se non cambiano le cose non sarà l’ultima. Credo che abbiamo dato il buon esempio”. In piazza a segnalare che comunque l’attenzione per i temi sollevati c’è, alcuni coraggiosi esponenti della poltica e delle istituzioni : l’assessore alle attività produttive del Comune di Pisa David Gay; Graziano Turini assessore provinciale allo sviluppo economico, il segretario provinciale del Pd Nocchi, Carlo Raffaelli di fermare il declino.

Fonte: Ansa

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