La Caritas risponde al Comune. “Niente pasti caldi d’estate perché abbiamo carenza di volontari”

PISA – “La Caritas da fine giugno a metà settembre distribuisce tutti i giorni cestini che contengono due panini farciti, oppure un panino farcito ed un primo freddo (riso o pasta e frittata di verdure, tacchino o arrosto di pollo), un frutto, una bottiglia d’acqua e il sabato e la domenica un dolce.

Lo facciamo perché in estate non c’è un numero sufficiente di volontari per tenere aperte le due mense di San Francesco e del Cottolengo dato che molti di loro sono studenti e a luglio e agosto tornano a casa. Fra decidere di chiudere per un paio di mesi e assicurare comunque un minimo di continuità, ormai da alcuni anni abbiamo scelto questa seconda strada perché per qualcuno, anche a Pisa, mettere qualcosa sotto i denti tutti i giorni non è cosa scontata se è vero che dall’inizio di luglio ad oggi sono stati già distribuiti 2.061 cestini a 117 diverse persone e, non essendoci in città altri servizi simili, a noi non è sembrato opportuno lasciarli da soli”. Così il direttore della Caritas Diocesana don Emanuele Morelli sulla polemica sollevata dalla assessore comunale alle Politiche Sociali Gianna Giannaccini “che non abbiamo ancora conosciuto e che, peraltro – continua il sacerdote – in questi mesi non ha mai chiesto alcuna spiegazione sulle modalità di funzionamento del servizio: gliel’avremmo data volentieri pur non essendovi in alcun modo tenuti visto che le mense sono, da sempre, a totale carico della Chiesa pisana e, per scelta, non percepiamo alcun contributo pubblico ma anzi attraverso di esse offriamo un servizio al welfare locale quantificabile in oltre 160mila euro l’anno e pari a circa un sesto del milione che è il valore stimato al ribasso di tutti i servizi assicurati dalla Caritas agli indigenti della diocesi senza ricevere alcuna forma di sovvenzione pubblica”.
Si affida ai numeri don Emanuele Morelli per spiegare le dimensioni del servizio. “Nel 2017 abbiamo distribuito 30.028 pasti completi (primo, secondo, contorno e frutta) nelle tre mense presenti sul territorio cittadino (per alcuni mesi l’anno è operativa anche la mensa serale di Santo Stefano Extra Moenia) di cui hanno usufruito 723 persone in difficoltà e, nei due mesi estivi, 4.524 cestini preparati dal catering della casa di riposo del Cottolengo al prezzo di 3,3 euro l’uno: l’anno scorso abbiamo speso circa 12mila euro e anche quest’anno più o meno dovremmo arrivare alla stessa cifra se è vero che solo a Luglio il servizio è costato cinque mila euro. Lo diciamo per dovere di trasparenza e chiarezza, in quanto siamo i primi ad essere consapevoli dei limiti del servizio che assicuriamo a luglio e agosto. Se abbiamo continuato ad offrirlo ugualmente è solo perché a Pisa non ci sono altri servizi mensa per i poveri nei mesi estivi. Se e quando l’assessore organizzerà una mensa comunale che assicura un pasto completo agli indigenti in questo periodo dell’anno, chiuderemo il nostro servizio suggerendo e orientando le persone che abitualmente si rivolgono a noi, verso la struttura promossa dal Comune di Pisa. Per adesso, però, non è così e, dunque, in attesa di conoscere le proposte dell’amministrazione comunale, andiamo avanti, con tutti i nostri limiti: restiamo convinti, infatti che sia meglio un “cestino” e un sorriso che l’indifferenza”.
Saremo felici d’inviarvi tutti gli indigenti che bussano alla nostra porta. Per ora, però, in città non ci sono altre mense per i poveri e dunque continuiamo facendo del nostro meglio: un “cestino” e un sorriso meglio dell’indifferenza”. 
I dati. “Le mense, come altri servizi, sono totalmente a carico della Chiesa pisana e non ricevono alcuna sovvenzione pubblica: nel 2017 abbiamo distribuito 30.028 pasti completi e 4.524 cestini a 723 persone diverse per un valore complessivo di oltre 160mila euro. Da settembre a giugno fanno tutto i nostri volontari. A luglio e agosto, invece, i cestini li prepara un catering cui paghiamo 3,3 euro a pasto: lo scorso hanno abbiamo speso 12mila euro e quest’estate, soltanto a luglio, cinque mila”
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