La carriera Alias: dal prossimo anno si può al “Russoli” di Pisa e Cascina

PISA – Dall’inizio del prossimo anno scolastico lo studente o la studentessa del liceo artistico “Russoli” di Pisa e Cascina che “decidessero di essere riconosciuti e denominati con un genere alternativo rispetto a quello assegnato alla nascita” possono farlo, perché l’istituto superiore è tra i primissimi in Italia ad avere approvato un regolamento che introduce la carriera alias, già a livello di scuola superiore, mentre la prassi è già utilizzata nelle università.

Si tratta di una novità rivoluzionaria perché applicata su ragazzi minorenni e che, nel caso del “Russoli”, su una popolazione complessiva di circa 700 studenti, riguarda, secondo le prime stime 6-7 casi. Ma è la portata culturale dell’iniziativa, promossa da Lorena Conte, docente di italiano e referente scolastica del progetto salute, il fatto più importante: “La proposta è stata accolta benissimo dal consiglio di istituto, dove le rappresentanti della componente studentesca si sono addirittura commosse – racconta l’insegnante – e ha ottenuto il favore anche dei genitori”.

La carriera alias – si legge nelle premesse del regolamento – è una procedura di semplice applicazione, che prevede la possibilità di modificare il nome anagrafico con quello di elezione, scelto dalla persona, nel registro elettronico, negli elenchi e nei documenti interni alla scuola aventi valore non ufficiale. E’ una buona prassi che evita a questi studenti il disagio di continui e forzati coming out e la sofferenza di subire possibili forme di bullismo“.

La vera novità è che il liceo per assegnare la nuova denominazione non richiede alcuna “certificazione medica/psicologica” perché, si legge ancora nel documento, “la varianza di genere non è una malattia ma un’espressione sana delle tante possibilità del genere umano (l’Oms nel 2018 ha rimosso la transessualità dall’elenco delle patologie mentali) quindi “la carriera alias è un atto di rispetto, oltre che di tutela della privacy, verso le istanze delle persone“.

Del resto è stato il ragionamento alla base del provvedimento condiviso dal consiglio d’istituto e dalla preside Gaetana Zobel, i ragazzi che chiedono di accedere alla carriera alias hanno quasi sempre già effettuato un percorso psicologico ad hoc nelle strutture preposte, ma il compito della scuola, la conclusione, “è quello di accogliere e di garantire il benessere dello studente durante il suo percorso“. Nel suo documento, il liceo pisano osserva che “le buone pratiche possono rappresentare occasioni di crescita culturale per la comunità scolastica, se accompagnate dalla traduzione in azioni concrete delle parole chiave quali convivenza consapevole, parità, rispetto delle differenze, prevenzione di tutte le forme di discriminazione, più volte ribadite in sede europea, internazionale e anche nella recente legge di riforma, cosiddetta della ‘Buona scuola’” anche se ancora mancano precisi riferimenti normativi sulle carriere alias. Ma, conclude il “Russoli”, “nonostante l’assenza di norme nazionali che dettino regole su questi percorsi, le scuole fanno i conti col bisogno di garantire benessere e sicurezza a coloro che vi trascorrono il loro tempo da studenti“.

Una carriera alias per consentire ai propri studenti di vivere al meglio la loro condizione a scuola e aiutare lo sviluppo di una crescita armonica. Il liceo artistico “Russoli” di Pisa è tra le primissime scuole in Italia a fare una scelta tanto inclusiva.

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