La casa editrice Linee Infinite presenta tre romanzi storici di Sergio Costanzo

PISA – Venerdí 21 ottobre 2016 alla Biblioteca Comunale di Pisa (PI), Via S. Michele degli Scalzi. L’inizio dell’evento è previsto per le ore 17:00. Sergio Costanzo, pisano, biologo per formazione e storico per passione, è l’autore di “ Io Busketo romanzo storico al cui centro domina la figura del Duomo di Pisa e dell’architetto che lo progettò.

Il libro, dato alle stampe nel 2010 da Linee Infinite Edizioni, ha vinto il premio Italia Medievale per la sezione Editoria nel 2011. Ha poi ottenuto la segnalazione speciale il 22 ottobre 2011 alla 55° edizione del celebre Premio Letterario Nazionale Pisa, indetto dal Comune e dalla Provincia di Pisa. Il al Pisa Book Festival nel 2012, narra delle guerre fraticide tra Firenze e Pisa. Il libro “LA TAVOLA DEI GALILEI”, FESTIVAL al Palazzo dei Congressi di Pisa il 16 novembre 2013 e da tre anni non smette di stupire per le sue incredibili rivelazioni storiche. ”, un “ fiume si rise”, il secondo romanzo storico di Sergio Costanzo, presentato al pubblico per la prima volta è stato presentato in anteprima all’Auditorium del PISA BOOK Tutti i romanzi di Sergio Costanzo sono disponibili nelle librerie.

I LIBRI: 
Io Busketo: Anno Pisano 1063/anno 441 dall’Egira. Pisa potente città di mare, è alla ricerca di un architetto in grado di costruire la chiesa più grande del mondo. La ricerca si orienta su Fares famoso architetto di Aleppo, che ormai anziano e timoroso pensa di inviare il figlio Sahl appena tornato dal Regno di Axum, ed offrigli l’occasione che gli potrebbe cambiare la vita. Giunto a San Giovanni d’Accon il giovane si imbarca con due figli di mercanti di Aquileia su una nave diretta a Venezia e tenta di raggiungere Pisa, via terra. Alla chiusa dei Monti Pisani i giovani vengono assaliti e brutalmente uccisi, ma l’unico a salvarsi è proprio Sahl che agonizzante, viene trovato e curato da una famiglia di contadini. Delirio e febbre fanno ripetere al giovane strane parole tra cui “busketo, busketo” (in realtà antica lingua usata dai maestri di Axum)… Busketo sarà dunque il suo nome. La città non accoglie benignamente l’architetto che macilento e dimesso viene e reputato troppo giovane e inesperto. Sahl/ Busketo si integrerà solo grazie alla sua maestria e alla sua caparbietà che lo porterà ad imbarcarsi e a combattere contro Genova. Gli anni passano, a Pisa si armano le galee per la prima Crociata e in Pisa si decidono le sorti del mondo. Gli affetti trovati hanno sostituito quelli lasciati e purtroppo dimenticati, l’amore contrastato e sofferto per una donna lo rendono più forte e maturo e nonostante l’intercalarsi di guerre e dolori il vecchio Busketo ha guadagnato la sua fama… Sahl che per tutta la vita era corso dietro a un raggio di sole finalmente vede risplendere la sua opera… La cattedrale di Pisa. 

Il fiume si rise: “Ma il fiume si rise di chi gli volea dar legge e seguitò a correr nel suo grand’alveo come prima.” Pisa è sottomessa a Firenze da quasi novanta anni, quando Carlo VIII di Valois, re di Francia, scende in Italia reclamando il regno di Napoli e generando alleanze e opposizioni: Firenze si schiera contro il re. 8 novembre 1494, re Carlo VIII entra in Pisa per farne sua alleata e il popolo si ribella all’usurpatore fiorentino. La città Alfea è di nuovo libera. Clemente Biccoli, esule pisano, rientra in città con la propria famiglia. Desidera essere libero cittadino ed offrire a sua moglie Aureliana e ai suoi figli Beniamino e Setembrina un futuro migliore. Corruzione, intrighi di corte, tradimenti; ben presto Pisa è sola e accerchiata dai mercenari al soldo di Firenze. Durante i quindici anni di assedio, ognuno è al contempo cittadino e soldato. La cerchia delle mura sarà il baluardo difensivo, ma anche il limite estremo dei sogni e dei progetti, il limite del mondo pisano. Beniamino e Setembrina, come tutti i loro coetanei, sapranno essere figli devoti e arditi combattenti, per meritarsi orizzonti più ampi. Non basteranno a piegare Pisa il genio di Leonardo da Vinci, l’astuzia di Machiavelli e la soverchiante forza degli eserciti mercenari al soldo di Firenze. Pisa, militarmente imbattibile, cederà solo perché vittima degli intrighi e dei tradimenti orditi dal nemico. Vite spezzate, amori impossibili, sogni infranti, atti di eroismo. In ogni famiglia lutti e sofferenze. Ma Pisa e le sue genti non chineranno mai la testa di fronte all’usurpatore fiorentino.

La tavola dei Galilei: 1560 Pisa allarga nuovamente i suoi orizzonti sul mare, guerreggiando a Malta e a Lepanto, ma, in città, ostinati monaci mandano al rogo libri e condannati. Il maestro di musica Vincenzo Galilei lotta ogni giorno per sbarcare il lunario, impartendo lezioni e costruendo liuti. Il suo genio e le sue scoperte sono apprezzate dagli accademici pisani, ma invise all’Inquisizione. Il matrimonio con l’algida Giulia e la nascita di un figlio sembrano porre Vincenzo al riparo dei sospetti, ma, per difendere un amico inquisito, non esiterà a scontrarsi con le guardie del santo Uffizio. Per lui è il tempo della fuga e abbandona ciò che più ama: il piccolo Galileo e la domestica Ginevra, sua pace e suo rifugio. Se pur fuggiasco, cercherà di essere un buon padre e riuscirà a trasmettere a Galileo il proprio credo e i propri segreti. Pisa giorni nostri Marcello, restaura strumenti musicali. Un antichissimo organo rubato e abbandonato, cela una tavola con incisi simboli e una misteriosa poesia. La tavola dei Galilei vuol tributare onore a chi, anche pagando con la vita, riuscì a promuovere e rendere possibile la nascita del pensiero scientifico, sostenendo e lottando per affermare la libera circolazione delle idee. È un omaggio a Vincenzo che fu, prima del figlio, pisano, genio e ricercato.

L’AUTORE:
Sergio Costanzo, nasce e vive a Pisa. Biologo per formazione storico per passione. Attivo in campo editoriale dal 2004 ha pubblicato saggi, romanzi, cronache e racconti. Dopo il successo di Io Busketo (2010, Linee Infinite Edizioni) e di Il fiume si rise (2012, Linee Infinite Edizioni), torna al romanzo con La tavola dei Galilei, celebrando l’universalità di Pisa e incastonando le intime vicende umane nella rigorosa e ineluttabile cronologia della storia. Minuzioso ricercatore, ama trasporre le sue scoperte in storie fruibili, sovrapponendo e amalgamando estro narrativo e documenti ineluttabili. Anche nel suo terzo romanzo, racconta di gente comune che secoli or sono ha amato, sofferto e combattuto generando Vita e Vite che poi, solo il fluire del tempo, ha trasformato in ciò che siamo adusi a chiamare Storia.

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