La Cassazione ha deciso: 20 anni ad Antonio Logli. Ma la Procura di Pisa decide di dirottarlo a Livorno

PISAAntonio Logli dovrà scontare venti anni di reclusione per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, lo ha confermato la corte di Cassazione.

di Antonio Tognoli

La Procura di Pisa ha deciso però di dirottare Antonio Logli nel Carcere delle Sughere a Livorno. Una questione di riguardo nei suoi confronti per tutelarlo dai fotografi e dai giornalisti che lo attendevano davanti al Carcere Don Bosco di Pisa. Circa una cinquantina di persone c’erano ad attenderlo ma per tutelarlo dal clamore della gente è stato dirottato nel carcere di Livorno. Logli è già dietro le sbarre. Proprio i Carabinieri di Livorno lo hanno prelevato  dall’affittacamere di Cisanello dove ha alloggiato per tutta la giornata di oggi mercoledì 10 luglio.

 

Quarto Grado in diretta dal Carcere di Pisa e la gente ad attendere Antonio Logli

Il caso, che da anni scuote l’Italia, avvenne a Gello di San Giuliano Terme nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. La Suprema Corte ha ha considerato inammissibile il ricorso della difesa di Logli, inoltre ha reso definitivo il verdetto emesso nell’aprile 2018 dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Si chiude il capitolo giudiziario a sette anni di distanza.

I parenti di Roberta Ragusa sono in lacrime dopo aver appreso la sentenza della Cassazione. “Giustizia è fatta” è una delle frasi pronunciate dai familiari di Ragusa. Il marito si era sempre proclamato innocente, inoltre aveva scelto di farsi processare con il rito abbreviato.

Antonio Logli ha atteso la decisione in un affittacamere a Pisa non lontano dall’ospedale di Cisanello, con volanti dei carabinieri a presidiarlo. L’intento quello di non creare problemi alle molte persone accorse in Via di Gello davanti alla sua abitazione.

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