“Io, la Catalogna e Piacenza”. Parla a Pisanews il capitano spagnolo della Pro Piacenza

PISA – In vista della sfida di domani sera al Garilli del Pisa contro la Pro Piacenza Pisanews ha contattato telefonicamente il capitano della formazione emiliana il centrocampista spagnolo Jonatan Aspas classe 1982, originario di Pontevedra, ma ormai piacentino di adozione, visto che nella città emiliana ha anche messo su famiglia. Aspas ha giocato anche in Spagna nel Celta Vigo in Belgio ed a Cipro.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie, Jonatan per aver accettatto l’invio del nostro portale. Sei a Piacenza da tanti anni ormai come ti trovi?

R.”Mi trovo molto bene, qui sono come a casa mia, anche se io vengo da una città spagnola che è sul mare, fra Vigo e Pontevedra, ma mia moglie è piacentina e mia figlia è nata a Piacenza, quindi direi che sono quasi italiano tra l’altro, pensa che della sconfitta dell’Italia con la Svezia è quasi più dispiaciuto a me che alla mia famiglia”.

D. Mentre invece questo della Pro Piacenza che ambiente è?

R.”Siamo una società piccola, ma ambiziosa e questo è un fattore molto positivo :il primo anno di C abbiamo disputato il playout, salvandoci, mentre 2 anni fa ci siamo salvati con largo anticipo, quest’anno vogliamo fare ancora meglio, anche se siamo partiti un pò male come risultati, ma non a livello di gioco dove la prestazione c’è sempre stata, però contano i punti, quindi dovremo cercare di essere meno belli ma più concreti”.

D.Ti trovi bene qui in Italia ma cosa ti manca della Spagna?

R.”Mi manca la mia famiglia di origine che è molto numerosa,con I genitori, i fratelli ed i nipoti, poi mi manca il mare i frutti di mare, le cozze, le vongole ed il pesce di li nel modo in cui viene pescato e cucinato”.

D. Avrai seguito sicuramente la vicenda della Catalogna che vuole staccarsi dalla Spagna: qual è il tuo parere?

R. “Premesso che non mi interesso molto di politica, però vedendo questa vicenda da fuori dico che non è una cosa positiva che la Catalogna si voglia staccare dalla Spagna. Barcellona vorrebbe essere indipendente perché li si concentra la grande economia della penisola iberica e staccarsi potrebbe significare essere ancora più potente, però io sono decisamente per una Spagna unità”.

D. Anche a livello calcistico questa separazione sarebbe un contraccolpo per il calcio spagnolo?

R.”Sìcuramente si, perchè, anche a livello calcistico, perdere la Catalogna significherebbe un grosso indebolimento del campionato di calcio spagnolo ,visto che in quella regione ci sono due squadre di serie A, il Barcellona e l’Espanol, e tre di serie B, fra cui, una, il Reus, è prima in classifica”

D.Che differenze hai trovato fra il calcio spagnolo e quello italiano?

R.”Guarda, ti dico che ho imparato di più qui in Italia, che in tutta la mia carriera in Spagna, soprattutto a livello tattico e di difesa”

D.Hai giocato anche in Belgio, che campionato hai trovato?

R.”Al tempo in cui sono stato lì ,era un campionato di serie A con solo tre squadre forti che erano lo Standard Liegi, l’Anderlecht ed il Bruges, il resto delle squadre nello stesso campionato avevano un livello di serie C, con giocatori meno tecnici ma più fisici”.

D. Poi sei stato anche a Cipro, dove ha allenato, tra l’altro, l’ex mister del Pisa Gattuso, che avventura è stata?

R.”Cipro è un paradiso, un’isola piccola nella quale si vive di calcio,ma pare di stare in vacanza, c’è sempre bel tempo. I campi di gioco sono molto duri,io ho giocato nelle squadre cipriote dell’Alki e del Pafos. Ai tempi che io ero lì Gattuso non lo ho incontrato “.

D . Passiamo a parlare del Pisa,che informazioni hai?

R.”Anzitutto ricordo che, quando arrivai in Italia, ben nove anni fa, la prima partita a cui ho assistito, aggregato al Piacenza, fu proprio all’Arena Anconetani. Era un Pisa – Piacenza in serie B e perdemmo 2 a 0. Noi avevamo come allenatore Remondina,che proprio in quella gara,inizialmente mi disse che avrei giocato,poi così non fu .Poi,dopo quella sconfitta a Pisa,Remondina fu esonerato e sostituito da Somma. Ricordo un Pisa che giocava un bel calcio, ed un pubblico, quello pisano,molto caldo.Poi gli anni scorsi ho anche seguito le vicende del Pisa di Gattuso, perchè li c’era il suo secondo Riccio, che era il capitano del Piacenza in B negli anni che io giocavo li. In quel Piacenza c’era anche un altro ex nerazzurro, Stefano Avogadri, che era un giovane di prospettiva e mi auguro di cuore per lui che trovi presto qualche squadra perché se lo merita ”

D. E della squadra nerazzurra in particolare che idea ti sei fatto?

R.”Quella di una squadra forte, Mannini è un’istituzione, di lui parlano tutti bene, poi c’è Di Quinzio, che quando giocava nel Como,ricordo che ci mise in difficoltà. Comunque, al di là dei singoli, quella del Pisa è una rosa ampia e di grande qualità e non lo scopro certo io ”

D.Come vi state preparando ad affrontare i nerazzurri?

R.”Studieremo attentamente i video ed i particolari dei nostri prossimi avversari, e soprattutto dovremo cercare di essere bravi a sfruttare eventuali punti deboli della compagine pisana”

D.Quale fattore potrà determinare il risultato a favore dell’una o dell’altra squadra?

R.”Come sta capitando spesso, ciò che determinerà il risultato è andare per primi in vantaggio, noi speriamo di riuscire a farlo, giocando, poi,di rimessa “.

D.Per concludere, che campionato è questo?

R.”È un campionato equilibrato, dove ogni squadra ti può mettere in difficoltà. All’inizio vi era l’Alessandria favorita, insieme al Pisa ed al Livorno, mentre ora la squadra piemontese ha solo un punto più di noi, quindi noi della Pro Piacenza ce la possiamo giocare con tutti, a cominciare dalla gara col Pisa di lunedì prossimo “.

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