La Città del Teatro di Cascina riapre i battenti con spettacoli per grandi e piccini. A settembre al via anche la stagione teatrale

CASCINA – La Città del Teatro di Cascina è pronta a ripartire. Mercoledì 12 maggio sono stati presentati gli spettacoli con cui il teatro riaprirà al pubblico nei prossimi giorni.


Siamo giunti al momento della riapertura: il Sipario si mostra finalmente al pubblico dopo tanta attesa e lavoro, in una liberazione di mente ed anima. E se è vero che il teatro nutre lo spirito grazie all’esaltazione delle innumerevoli interazioni di mondi e culture distanti che risaltano la bellezza delle differenze, è vero anche che teatro significa lavoro, caratterizzazione del territorio, coinvolgimento di professionalità ed eccellenza. Teatro è vita, e l’augurio più grande è che questo lieto evento segni l’inizio di un nuovo cammino, più consapevole e sereno, verso un domani diverso e migliore grazie alle tante difficoltà superate.” Riccardo Cateni Presidente Fondazione Sipario Toscana.

Gli spettacoli scelti come prologo del progetto culturale e artistico della stagione 2021-2022 sono quattro, due spettacoli serali: sabato 22 maggio ore 19 “L’ammore nun’è ammore” con Lino Musella (Premio Ubu 2019, uno dei maggiori talenti della scena contemporanea italiana, da ricordare la sua interpretazione in Gomorra-la serie) e sabato 29 maggio ore 19 Angelo Campolo, con “Stay Hungry” (Premio Inbox 2020) e due spettacoli per
famiglie: domenica 23 maggio ore 18 “I tre porcellini” di e con Renzo Boldrini regia Michelangelo Campanale, Giallo Minimal Teatro e domenica 6 giugno ore 18 “Che forma hanno le nuvole?”, di Elea Teatro|Industria Scenica (Premio Inbox Verde 2020).

Pubblico e artisti sono rimasti per tanto tempo lontani, o solo virtualmente vicini, siamo convinti ci sia voglia e necessità che lo spettacolo dal vivo possa tornare ad essere, nella sua unicità, un’importante base di ripartenza e strumento per una crescita culturale, e dunque sociale, dell’intera comunità.” È con queste parole che il Direttore Artistico Luca Marengo descrive i lunghi mesi di chiusura, di assenza del pubblico, mesi in cui la Fondazione non si è mai fermata, e che
sebbene con le limitazioni imposte, ha visto l’attività produttiva e creativa del teatro crescere. Fondazione Sipario Toscana ha trasformato il limite della chiusura al pubblico in una occasione di rinnovamento, continuando a produrre, a pensare e realizzare anche progettualità differenti e inusuali, non dimenticando mai il pubblico, lavorando nell’attesa di
poterlo nuovamente incontrare, questa infatti è l’essenza dello spettacolo dal vivo, di cui il teatro si alimenta in un continuo rapporto di scambio.

È per questo che l’immagine scelta per la riapertura del teatro rappresenta gli “affioramenti” o, meglio, i “(RI)AFFIORAMENTI” DELLE ISOLE, una visione simbolica per significare che al
di là di una realtà evidente, ne esiste una nascosta ai più. Affiora ciò che si condivide, la parte performativa, tutto ciò che si è fermato, mentre non ha mai smesso di esistere il lavoro di coloro che rendono possibile, a vari livelli, il Teatro,la sostanza da cui tutto dipende. “Attesa da tanto, finalmente la ripartenza degli spettacoli teatrali. L’emozione è tanta nel
ritornare in presenza a teatro dopo un periodo di spettacoli e attività in streaming da remoto. Una ripartenza per tutti, personale dello spettacolo e famiglie. E sono proprio le famiglie, le bimbe e i bimbi destinatari favoriti degli spettacoli domenicali presso la Città del Teatro.
Un’attenzione, quella verso i più piccoli, nel segno della tradizione della Fondazione Sipario Toscana.
“. Così l’Assessore all’Istruzione Claudio Loconsole ricorda le attività della Fondazione, tra le quali
citiamo “La citt@ in casa”, nato per accompagnare i più piccoli alla creazione di un proprio spettacolo attraverso la costruzione di un teatro fatto in casa e dei personaggi; il debutto a Internet Festival di Pisa con “Io (sono) robot” di Dario Focardi, in collaborazione con Università di Pisa, Centro Piaggio, Istituto Italiano di Tecnologia di Genova; il percorso formativo “Cosa può un robot?” con Dario Focardi e Great Robotics sostenuto da Fondazione Toscana Spettacolo nell’ambito del bando “Così remoti, così vicini”: dedicato agli Istituti Comprensivi di Cascina che, attraverso il gaming e la robotica educativa, ha messo in connessione teatro e emozioni, facendo in modo che i bambini potessero gestire dalle classi un robot in teatro, all’interno di un percorso-scenografia appositamente costruita, la cui base narrativa è stata la storia di Cappuccetto Rosso. Il progetto “Le città del teatro”, nato appositamente per lo streaming e che ha messo in connessione tre città: Cascina, Roma, Lecce, con narrazioni pensate e realizzate appositamente per la rete e il linguaggio del video. Le pillole video di “Alice in teatro hanno dato la possibilità, di far conoscere ai più piccoli i mestieri del teatro e i luoghi solitamente non visitabili: ogni personaggio della storia infatti “viveva” all’interno del teatro e dei suoi spazi.

L’assessore alla cultura Bice Del Giudice descrive l’emozione del teatro dal vivo: “Il momento tanto atteso della riapertura del sipario della Città del Teatro è arrivato e,
programma alla mano, siamo pronti a ricominciare. Il teatro è cultura, riflessione, occasione di introspezione e presa d’atto del proprio sentire, ma può esserlo solo in presenza quando, a sipario aperto, fluiscono emozioni che avvincono artisti e
pubblico in un momento di condivisione, non replicabile con altra modalità. O in contesti diversi. Gli uni non vibrano allo stesso modo senza l’altro e viceversa. Non basterà certamente azionare un interruttore, per recuperare il tempo perso. C’è da lavorare. Ma iniziamo da qui, insieme. Il teatro, come la vita, regala e riempie. E da sabato 22 maggio finalmente l’incantesimo tornerà a ripetersi
“.
E l’incantesimo, oltre che nella sala piccola della Città del Teatro, si ripeterà anche al Festival Segnali di Milano, dove a fine giugno debutterà un altro progetto della Fondazione Sipario Toscana nato durante il lockdown: “Briciole di Pollicino” di Geometria delle Nuvole a cura di
Chiara Pistoia e Giulia Paoli.

Luca Marengo conclude la conferenza stampa con una sintesi del lavoro svolto fino ad oggi e la presentazione delle numerose attività che vedranno La Città del Teatro impegnata fino alla fine dell’estate, per ripartire a settembre con la nuova stagione teatrale 2021/2022.
Durante questo lungo periodo abbiamo debuttato con Davide Enia al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro Argentina di Roma (“maggio ‘43” – in coproduzione con Accademia Perduta Romagna Teatri), siamo stati presenti al Napoli Teatro Festival Italia (“Il dolore di prima” con Arturo Cirillo – in coproduzione con Cranpi-Marche Teatro e Sardegna Teatro), alla Biennale Teatro di Venezia (“Una cosa enorme” di Fabiana Iacozzilli – in coproduzione con Cranpi e La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello di Roma). Saremo di nuovo al Piccolo Teatro a giugno con Davide Enia, a Romaeuropa Festival, al Teatro Bellini di Napoli e porteremo le nostre produzioni in giro per l’Italia, dopo la vittoria dell’Eolo award con “Mattia e il nonno” come miglior spettacolo per le nuove generazioni (in coproduzione con Factory Compagnia Transadriatica). Abbiamo avuto e abbiamo in questi giorni in residenza gli Instabili Vaganti, compagnia recente vincitrice del bando Boarding Pass Plus. Tra primavera, estate e autunno, a La Città del Teatro ci saranno allestimenti, ospitalità e residenze, saremo presenti con le nostre produzioni nei più importanti teatri e festival: ricordiamo la nuova coproduzione (Fondazione Sipario Toscana-Factory compagnia transadriatica) “Hamelin” per la regia di Tonio De Nitto; la produzione “Briciole di felicità” (Fondazione Sipario Toscana in collaborazione con Artevox Teatro e Teatro Linguaggicreativi), in questo nuovo lavoro sarà coinvolto David Faraco, personalità tra le più riconosciute a livello internazionale per il teatro di figura.
Da settembre ripartirà la nuova stagione teatrale 2021/2022

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