La Città del Teatro. La rabbia dei lavoratori in un comunicato

CASCINA – Giovedì 8 ottobre si è riunita la commissione consiliare del Comune di Cascina per valutare i bilanci della Fondazione Sipario Toscana Onlus.

Eravamo presenti e abbiamo assistito increduli alla presentazione di un bilancio del tutto ipotetico e poco articolato e alla fatiscente presentazione del piano di risanamento, definito aleatorio persino dal Sindaco Revisore.

E’ stato chiaro che si vuole presentare come manovra di bilancio una strategia che non ha niente a che fare coi problemi di bilancio che ci sono e che avrebbero bisogno di un C.d.A. sano e responsabile per essere affrontati.

La strategia di Betti e delle due direzioni ( artistica e amministrativa) che, in questi mesi, si sono sostituiti in tutto al C.d.A. è quella di eliminare ogni controllo o vigilanza. Una politica nepotistica e clientelare. Il licenziamento di Giuliano De Martini, ex direttore tecnico non è dettato da motivi di risparmio ma per eliminare l’unico primo livello presente, l’unico che poteva avere voce in capitolo nell’organizzazione del lavoro e nel rispetto delle norme e delle tutele di legge. Al licenziamento è seguito un clima di intimidazione. richiami disciplinari ai lavoratori dissenzienti con contratti a tempo indeterminato. Non rinnovo ai tempi determinati “storici” Allontanamento di collaboratori che lavoravano da 20 anni in quel teatro. Allontanati non per motivi professionali ma perché dissenzienti. Contrattualmente precari, magari a giornata, come quasi tutti i lavoratori di palcoscenico in Italia. Facili da allontanare. Forse non è un illecito in termini legali ma è un’epurazione.

Un’epurazione del dissenso. Una gestione nepotistica e clientelare di un teatro che vive di soldi pubblici. Il Comune di Cascina, i consiglieri tutti, di maggioranza e di opposizione, devono assumersi la responsabilità davanti agli elettori del sostegno o del silenzio di fronte a questa gestione della Città del Teatro.

Fonte: #ilavoratoridellacittadelteatro

By