La Confocommercio cerca chiarezza dal governo. Parità di ruoli fra chi governa e chi commercia

Pisa – Il commento del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli sulla situazione di transazione e controlli al bancomat.

Come sostiene: “Una seria lotta all’evasione fiscale non si fa continuando a “massacrare” commercianti e partite Iva con provvedimenti cervellotici e punitivi, ma cominciando ad abbassare sul serio una insostenibile pressione fiscale che grava su imprese e lavoro. Questa è la prima e fondamentale cosa da fare in concreto. Oggi i costi di commissione delle transazioni sono troppo alti e assorbono quasi del tutto i margini di profittto degli imprenditori, e in alcuni casi finiscono addirittura in perdita. Non c’è nessuna equità in tutto questo, ma solo una inutile e feroce vessazione.

Invece di fare demagogia sulla pelle di commercianti e imprenditori, il Governo o lo Stato si assumano interamente l’onere dei costi di Pos e commissioni bancarie sulle transazioni. In questo caso va bene anche l’obbligatorietà e relativa sanzione, viceversa questo provvedimento è profondamente ingiusto e illiberale”.

Una corretta relazione tra amministrazione pubblica e contribuente è basata sullo scambio” – spiega il direttore Pieragnoli: “Se una delle parti è inadempiente, e sul fronte del livello di pressione fiscale, della qualità e dei tempi della burocrazia, del numero di adempimenti, dei vincoli, della pretestuosità delle sanzioni, l’amministrazione pubblica centrale e locale è drammaticamente deficitaria, è dimostrato che è del tutto inutile moltiplicare i controlli ed è altrettanto vano sperare di migliorare i comportamenti dell’altra parte, neppure con mezzi coercitivi. Oggi, l’amministrazione finanziaria dispone tutti gli strumenti per contrastare l’evasione fiscale. L’obiettivo di modernizzare il sistema dei pagamenti attraverso una maggiore diffusione della moneta elettronica va anche bene, ma la strada delle sanzioni è completamente sbagliata”.

Lo sanno al ministero dell’Economia che negli ultimi 8 anni sono chiuse 150.000 imprese tra piccoli negozi di vicinato e botteghe artigiane, con una perdita che la Cgia di Mestre stima in qualcosa come 400.000 posti di lavoro in meno?” – si domanda il manager di Confcommercio Pisa: “E forse al “Tesoro” ignorano anche, ma dovrebbero pur sapere che il numero di Pos installati in Italia ha registrato un incremento del 60% negli ultimi 5 anni, che ci sono oltre 2 milioni di Pos più di quanti ve ne siano in Francia e Germania, e che dal 2011 al 2016 le transazioni effettuate annualmente con carte di credito, di debito e prepagate sono cresciute dell’80%”.

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