La consegna della posta a giorni alterni: alcune precisazioni

PISA – Riguardo l’avvio della procedura di consegna della posta a giorni alterni e ad alcune notizie diffuse sulla stampa, riteniamo opportuno chiarire alcune inesattezze e, soprattutto, informare correttamente i nostri cittadini.

A fine dicembre è infatti arrivata ai nostri Uffici una lettera che comunicava che anche il nostro territorio comunale rientrava all’interno di tale progressiva riorganizzazione, rimandando al sito poste italiane.it per l’elenco dei Comuni interessati e le relative tempistiche. Ad oggi, per i nostri Comuni il sito riporta ancora l’indicazione “data definitiva da definire”. Apprendiamo tuttavia dagli articoli sindacali e dalle risposte dell’azienda che la nuova impostazione scatterà gradualmente da febbraio prossimo. Appena informati e nonostante il periodo festivo abbiamo cercato di capirne di più, ma abbiamo verificato come già fossero 2500 i Comuni passati alla nuova impostazione del servizio.

In buona sostanza, Poste Italiane, ormai società di diritto privato sempre più lontana dalla funzione sociale di servizio pubblico un tempo ricoperta, ai sensi dell’art. 3, c. 7 del Decreto Legislativo n. 261 del 1999, come modificato dall’art. 1, comma 276, della L. n.190 del 23 dicembre 2014 (Legge di stabilità 2015), e della delibera AGCom 395/15/CONS, ha deciso che a partire dal mese di febbraio 2017 sarà progressivamente implementato in ulteriori aree del territorio nazionale il nuovo modello di recapito a giorni alterni – Fase III, già avviato in alcune località da ottobre 2015 (Fase I) e da aprile 2016 (Fase II).

Nello specifico, tale misura prevede che ci sia consegna degli invii postali a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana – martedì e giovedì in quella successiva). La raccolta degli invii dalle cassette di impostazione sarà effettuata con la medesima frequenza sopra indicata, mentre restano invariate le attività di raccolta presso gli uffici postali.

Si tratta di una misura che riguarda, a oggi, nel complesso delle 3 fasi, quasi 5000 comuni in Italia con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti (fonte sito Poste Italiane). Nello specifico della Provincia di Pisa riguarda i Comuni di: Bientina, Buti, Calci, Capannoli, Casale Marittimo, Casciana Terme Lari, Castelfranco di Sotto, Castellina Marittima, Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia, Guardistallo, Lajatico, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Montopoli in Val d’Arno, Orciano Pisano, Palaia, Peccioli, Pomarance, Riparbella, San Miniato, Santa Luce, Santa Maria a Monte, Terricciola, Vecchiano, Vicopisano, Volterra.

Il contrasto a queste manovre non poteva che essere svolto a livello centrale, nazionale. Non si tratta di misure che possono essere contrastate dai singoli territori che invece le subiscono, anche perché sono prese all’interno della legittimità del quadro normativo. Non è un caso che pur riguardando tutti i comuni in contemporanea non vi sia potuta essere azione di contrasto indipendentemente dal colore politico delle Amministrazioni del territorio provinciale. Lasciar credere il contrario ai cittadini significa voler strumentalizzare sul piano politico fatti di simile portata e qualifica di per se chi tenta di affibbiare alle amministrazioni locali responsabilità in questa vicenda. Il gestore del servizio postale ha effettuato quindi una scelta che non possiamo contrastare, ma che tuttavia non condividiamo minimamente. Essa infatti oltre a poter avere effetti negativi sulla qualità del servizio, potrà portare a ricadute negative sotto il profilo occupazionale. Sul piano politico tuttavia condanniamo pubblicamente e con forza questa scelta e ci sentiamo di sostenere le lotte sindacali già intraprese in tal senso.

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