La Curva Nord “Maurizio Alberti”, da sempre in prima linea nei confronti di chi ha bisogno. Intanto i media continuano a massacrare il mondo “Ultras”

PISA – Nonostante ormai l’opinione pubblica e la classe giornalistica nazionale si siano schierate contro il mondo Ultras a prescindere, è bene far presente e rimarcare ancora una volta ciò che hanno fatto e che continuano a fare i ragazzi della Curva Nord qui a Pisa. Azioni generose, di grande portata, che sicuramente avrebbero meritato più risalto.

di Marco Scialpi

Cavalcando l’onda emotiva dei fatti dello scorso sabato sera all’ Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa  Italia, i media nazionali non hanno perso occasione per scagliarsi contro il mondo delle tifoserie organizzate italiane. Si è cominciato a parlare di società ostaggio degli ultras, di partite condizionate, definendo questa componente come una pericolosa presenza da estirpare a tutti i costi dagli stadi. La contraddizione è che poi non si esita a riempirsi la bocca di belle parole quando le curve offrono coreografie mozzafiato che da sole valgono il prezzo del biglietto d’ingresso.

Se è vero che, come in tutte le cose, esistono anche le mele marce, è bene fare presente ancora una volta l’operato dei ragazzi della Curva  Nord “Maurizio Alberti”, che da sempre sono impegnati nell’aiuto verso chi si trova in difficoltà. A questo proposito, visto il vicino match contro L’Aquila, città pesantemente colpita dal terremoto del 2009, è doveroso far presente, anche a chi non lo sapesse, che subito dopo questa terribile tragedia, alla prima partita utile del Pisa in casa, è partita una colletta che ha permesso di raccogliere un buon quantitativo di fondi che poi sono stati destinati all’ associazione A.D.A. “L’Aquila” (Associazione per i Diritti degli Anziani), a cui è stato donato un container che ne è diventato la sede provvisoria, oltre che uno spazio ricreativo. Inoltre i gruppi organizzati della tifoseria nerazzurra sono stati nel corso degli ultimi anni molto sensibili verso i problemi incontrati nella ricostruzione del capoluogo abruzzese e di tutti i luoghi terremotati, non esitando ad alzare in più di un occasione la voce, come nello striscione proposto in questa foto:

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Lo striscione per L’Aquila (foto abruzzo24ore.tv)

In nome dello sfortunato Maurizio Alberti è stata finanziata anche la “Casa de salud” in Chiapas, un centro di primo soccorso dedicato alla memoria dell’amico scomparso. Si sono registrate importanti iniziative anche in Uganda, dove è stata resa possibile la costruzione di strutture per acqua potabile e corrente nel villaggio di Ggalamba, in Palestina dove è stato organizzato il “Mau Summer Camp”, per portare un po’ di sport e di svago alle popolazioni sotto assedio ed infine sono da sottolineare anche gli aiuti destinati alla comunità Saharawy ed al Burkina Faso.

La macchina della solidarietà però non si è fermata solo all’estero, ma ha reso possibile anche la donazione di alcuni macchinari alle strutture pediatriche della nostra città, oltre che diversi defibrillatori che sono stati montati sulle ambulanze della Misericordia.

Sono manifestazioni di umanità e di sensibilità che avrebbero meritato sicuramente maggior risalto, ma che, come spesso succede, sono state coperte da notizie, magari meno importanti, ma di maggiore impatto. Desta più scalpore un coro a sfondo campanilistico, che è diventato “discriminazione territoriale”, che un aiuto concreto a chi soffre.

Ultras, a Pisa, è anche tutto questo.

La Curva Nord Maurizio Alberti (Foto Fabio Lelli)
La Curva Nord Maurizio Alberti (Foto Fabio Lelli)
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