La disabilità è un’opportunità, non un limite. La 46^ Brigata Aerea e il “Wefly!team” insieme.

Pisa – Nella mattina del 15 Giugno 2018 a partire dalle ore 9.30 è stata sigillata una grande collaborazione, quella fra l’Aeronautica militare di Pisa e il Wefly!team, l’unica pattuglia aerea al mondo in cui ai comandi dei velivoli ci sono piloti con disabilità. Stessa passione per il volo, stessi principi: è questo il messaggio che è stato trasmesso.

Qui è possibile visionare e sentire le interviste realizzate

Articolo a cura di Maria Bruno

Una giornata iniziata nel segno di una collaborazione e proseguita con grande rispetto, sulla base di valori unanimi che legano i protagonisti alla guida dei velivoli tanto attesi e amati: si parla della 46^ brigata aerea di Pisa e dell’esempio di disabilità senza limite, il Wefly!team. Alla presenza di numerose scolaresche, dei rappresentanti dell’Aeronautica militare e del team succitato, è stato possibile ammirare un gemellaggio che ha visto volare alcuni velivoli guidati da piloti disabili, scortati da aerei dell’Aeronautica miliare.

Aria di festa, perché mostrare a tutti quanto i limiti possano essere incentivi per affrontare la vita in maniera più audace è stata la vera vittoria di questo evento.

“Il Wefly!team rappresenta l’unico esempio al mondo di come con il coraggio e l’abnegazione si possano superare qualsiasi avversità della vita. Loro, con il loro coraggio, riescono a volare”: le parole del Comandante della 46^ brigata, il generale Girolamo Iadicicco, che fiero dell’esito ha accolto benevolmente nella base militare i colleghi del Wefly!team.

In rappresentanza del team disabili, è intervenuto Alessandro Paleri, team leader, che ha partecipato attivamente all’evento guidando un velivolo. Parole forti le sue, ricalcanti la realtà della disabilità e l’importanza di tale evento: “La 46^ brigata condive con noi gli ideali più significativi del volo e lo vede come un’emozione, ma questa avviene di conseguenza: alla base c’è la disciplina. Volare non è un’attività sportiva, è una disciplina: richiede preparazione, attenzione, qualificazione. Non c’è lo spirito d’avventura quando si sale su un aeroplano, per cui si vivono queste emozioni però alla base c’è sempre la disciplina”.

Nel 2018, però, quanto è ancora considerata un limite la disabilità? A tale quesito ha risposto la Dottoressa Lia Sacchini, garante dei diritti dei disabili, che ha commentato così: “Il disabile è la persona che ha dei limiti funzionali, quindi è una parola che si riferisce direttamente al campo sanitario (…). Non siamo ancora riusciti a far passare il concetto che il disabile è prima di tutto una persona. Infatti, il mio ruolo esatto è garante per i diritti della persona disabile: lo sforzo che stiamo facendo a Pisa è proprio quello di cercare di far cambiare culturalmente gli specialisti del settore (…)”.

Presente anche la Professoressa Stampacchio, dirigente della unità operativa dell’ospedale di Pisa che si occupa delle persone che hanno avuto una lesione al midollo spinale :”Il nostro fiore all’occhiello è l’utilizzo di tecniche innovative (…) Partecipiamo a queste iniziative perché di esempio per queste persone che riescono a volare al di là di un aereo, ed è molto importante”.

In seguito allo spazio dedicato al volo in sincrono e all’atterraggio nella base dell’Aeronautica militare, c’è stata una breve visita ai reparti di volo, dove i rappresentanti del Wefly!team e i comandanti del 2°,50° e 98° reparto volo si sono scambiati delle litografie: simbolo di stima e di inizio di una collaborazione perpetua che li possa coinvolgere reciprocamente.

La pattuglia del Wefly!team è nata 10 anni fa, come ha spiegato Paleri, e sin da subito non è mai stata considerata un’attività ludica, bensì un mero riconoscimento di un’attività fatta con i giusti presupposti e le giuste competenze. Il team protagonista dell’evento, ha mostrato il simbolo presente sui loro velivoli che vede sempre in coda il numero 2: questo, infatti, era il simbolo presente sul primo velivolo guidato da un ragazzo (Fulvio) venuto a mancare anni fa, ma il cui ricordo rimane vivo su tutti i velivoli di lì a seguire. Importante, a conclusione, il messaggio lanciato da un componente del team che ha ricalcato quanto sia normale trovarsi con persone disabili e poterle trattare ugualmente ai non disabili: porte fatte a misura per tutti, scalini non troppo alti, parcheggi per disabili liberi, sarebbero i giusti accorgimenti per far sentire tutti a proprio agio e uguali.

“Solo le grandi passioni, come quella che ci unisce, possono realizzare i sogni e superare ogni ostacolo! Con profonda stima e amicizia”: la frase che si legge sulla litografi donata dal Comandante del 2° gruppo volo rappresenta l’essenza di tale gemellaggio e uno dei messaggi più profondi da applicare nella vita.

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