La favola dell’irripetibile scudetto del Cagliari raccontata da Luca Telese alla Libreria Ghibellina a Pisa

PISA – Una di quelle belle favole che lo sport ci regala, in questo caso una storia forse irripetibile a causa dello “show business” che regola ai giorni nostri il mondo del calcio, quella legata allo scudetto conquistato dal Cagliari a conclusione della stagione 1969-70, orgoglio di una regione intera e raccontato dal noto giornalista, nonché volto televisivo Luca Telese, attraverso due pubblicazioni fra loro complementari, vale a dire “CUORI ROSSOBLU” e “CUORI CAMPIONI” presentati nei giorni scorsi alla Libreria Ghibellina di Pisa.

di Giovanni Manenti

I due romanzi ripercorrono le vicende dei protagonisti di quella impresa sportiva, intrecciando però la stessa con il periodo storico dell’Italia sotto il profilo economico, politico e sociale, che proprio tra la fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo viveva fondamentali cambiamenti, ivi compresa, la riscoperta e la crescita proprio della Sardegna così da porla alla pari delle altre realtà della penisola.

Una ricostruzione che non poteva che essere affidata a Luca Telese, cagliaritano di nascita, ma soprattutto venuto alla luce il 10 aprile 1970, ovvero due giorni prima della gara svoltasi allo “Stadio Amsicora” che, con il successo per 2-0 dei rossoblù sul Bari, consegnava aritmeticamente lo scudetto alla compagine sarda.

Luca Telese ha presentato le sue due fatiche alla “Libreria Ghibellinadi Pisa, attirando l’attenzione di una moltitudine di passanti, i quali non riuscivano più a staccarsi dalla verve con cui l’autore ripercorreva alcuni degli aneddoti più salienti dei libri, ovviamente con “Rombo di Tuono” Gigi Riva nella veste di protagonista, ma altresì con il contorno dei suoi compagni di squadra, peraltro nessuno di loro sardo di nascita, principalmente provenienti dal Nord Italia ma che, una volta giunti nell’Isola, ne venivano “stregati” al punto di non abbandonarla più.

Ed è un vero e proprio “fiume in piena”, Luca Telese, che se non fosse stato per il fatto che la Libreria doveva chiudere, avrebbe fatto le ore piccole a narrare di quelle epiche gesta, per poi autografare con pazienza le copie acquistate dai presenti ed infine concedersi, con grande disponibilità, alle nostre domande.

“Ho voluto narrare una storia bella, una storia di un gruppo di ragazzi che non erano considerati dei grandi talenti e “spediti” in Sardegna quasi come una sorta di confine e nessuno di loro era della regione, quattro provenivano dalla Toscana, ed ebbero la fortuna di ritrovarsi insieme nel luogo giusto al momento giusto – altresì caratterizzato da un periodo in cui l’Italia stava cambiando – e riuscirono a compiere un’autentica impresa sportiva, portata a termine con disponibilità esattamente contrarie a quelle delle formazioni del Nord, vale a dire con ingaggi ben al di sotto degli standard dei Club di vertice, nonché anche con un equipaggiamento ridotto al minimo, così da appassionare tutta l’Italia, in una sorta di sfida “Davide contro Golia”, a prescindere dalle rispettive fedi sportive.
Ciò che più mi ha impressionato“, prosegue l’autore, è il fatto che tale impresa sportiva sia servita come una lezione per il Paese in quanto si è trattato di un qualcosa di irripetibile, che è ciò che accade allorquando si oltrepassa il limite di quello che pareva impossibile, così da lasciare un segno, nello Sport, come in politica o nella vita di tutti i giorni, oltretutto contestualizzato proprio in un biennio in cui l’Italia stava cambiando in alcuni aspetti fondamentali per il nostro futuro, basti pensare allo Statuto dei Lavoratori, alla Legge sul divorzo e le assicurazioni obbligatorie, ed è incredibile come queste innovazioni siano ognuna legata alle storie di quei singoli ragazzi quali ex lavoratori minorenni che provenivano dalle Scuole e dai Collegi, alcuni di loro anche orfani e che in qualche modo trovarono nel Calcio la possibilità di fare ciò che altrove era loro vietato“.


Ed è forse stato questo il segreto di quel successo – conclude Luca Telese – vale a dire che fossero tutti giocatori più o meno della stessa età e con identica condizione sociale – se si esclude Cera, il cui padre era Direttore di Banca, ma per lui il Calcio era comunque una rivincita in quanto in famiglia la sua passione era osteggiata – figli di quella provincia italiana che rappresenta il più grande serbatoio di talento e di speranza, come posso testimoniare ritrovando questo aspetto ogni volta che affronto tematiche non solo di Sport, ma anche si cronaca quotidiana, e quindi erano sì di umili origini, ma avevano dentro di sé quei valori importanti che un po’ abbiamo perso e cioè i mestieri, la dignità, il senso della famiglia ed infine quell’innocenza che, nell’Italia pre strage di Piazza Fontana, si traduceva nella speranza di poter migliorare, così che posso dire di aver “usato” i protagonisti di quella magica impresa per una Storia ambientata nel Calcio, ma che non è un racconto solo di Sport, in quanto narra di come eravamo noi ed in fondo si tratta solo di mezzo secolo fa e mi piace l’idea che qualcuno, magari un giovane od un ragazzo, possa imparare qualcosa da questo straordinario alfabeto, come io ho imparato dai giocatori scrivendo questi libri“.


CUORI ROSSOBLU“, di Luca Telese – 304 pagine – Solferino Editore, euro 17

CUORI CAMPIONI“, di Luca Telese – 528 pagine – Solferino Editore, euro 18

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