La giornata della Protezione Civile. Il saluto del Prefetto Francesco Tagliente

PISA – Si sono concluse questa mattina, nella consueta cerimonia di chiusura tenutasi in Piazza Vittorio Emanuele II, le Giornate della Protezione civile organizzate dal Comune di Pisa dal 20 al 22 settembre.

La manifestazione, giunta quest’anno alla ottava edizione, ha registrato un significativo riscontro di pubblico, con la partecipazione di migliaia di visitatori. Nella giornata di ieri si sono svolti nell’Auditorium della Camera di Commercio gli Stati Generali della Protezione civile toscana – quest’anno ospitati per la prima volta a Pisa – convocati dal Presidente Enrico Rossi, alla presenza del Capo Dipartimento Franco Gabrielli. Il Prefetto Francesco Tagliente, nel suo indirizzo di saluto, in apertura della cerimonia, ha sottolineato l’importanza di realizzare un utile confronto tra le varie componenti del Sistema di protezione civile, accomunate da una sinergia di intenti che consente di coniugare professionalità, passione ed esperienze, e il sapere con il fare, per fare di più e meglio, in modo da garantire il migliore e più sollecito soccorso alle popolazioni colpite da una calamità naturale.

Saluto del Prefetto di Pisa Francesco Tagliente

Le “Giornate della Protezione Civile”, giunte quest’anno alla loro ottava edizione, rappresentano ormai un appuntamento importante nel cuore di tutti i cittadini pisani, che ne sono i primi sostenitori, oltreché i fruitori, come dimostra il successo della manifestazione. Tra i risultati più significativi raggiunti da questo evento c’ è quello di aver fatto comprendere alla gente che la Protezione Civile, nonostante la molteplicità delle sue componenti (Istituzioni, Amministrazioni, Enti ed Associazioni di volontariato), è un sistema in grado di ottimizzare i risultati, garantendo una sollecita ed efficace risposta nelle situazioni di emergenza, grazie ad una efficiente sinergia tra le sue diverse “anime”. Compito della Prefettura è operare affinché i molteplici soggetti che fanno parte del sistema riescano a trovare quell’unità di azione indispensabile per garantire interventi efficaci. Da qui l’importanza di realizzare tramite gli Stati Generali della Protezione Civile – quest’anno ospitati a Pisa per la prima volta – un proficuo confronto tra quelle “anime”, accomunate da una sinergia di intenti che consente di coniugare professionalità, passione ed esperienze, e il sapere con il fare, per fare di più e meglio, correggendo eventuali lacune organizzative, in modo da garantire il migliore e più sollecito soccorso alle popolazioni colpite da una calamità naturale. Tale sinergia è necessaria non solo nel momento di gestione delle emergenze, ma anche in fase di definizione delle strategie di prevenzione, da coordinare con un’intensa attività di controllo del territorio e di pianificazione degli interventi, che veda la leale collaborazione tra tutti i soggetti interessati, al fine di ridurre i rischi di calamità o, quantomeno, minimizzarne le conseguenze, migliorando le valutazioni di vulnerabilità ambientale, anche grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie. È, inoltre, fondamentale pianificare e verificare con apposite esercitazioni gli interventi da porre in essere in caso di episodi calamitosi. La gestione di un evento di vaste proporzioni causato da una calamità naturale può presentare, infatti, alcune criticità, derivanti da problematiche connesse alla catena di comando, da carenze nel flusso informativo o da meredifficoltà nell’organizzazione e nella gestione dei soccorsi alla popolazione interessata. E’, pertanto, necessaria un’attenta pianificazione ordinaria, affinché al verificarsi dell’evento si abbia certezza di chi deve fare cosa, ognuno consapevole e conscio del proprio ruolo, riducendo al minimo le possibili criticità. In caso contrario non sarebbe, infatti, possibile raggiungere, in fase emergenziale, obiettivi significativi. In quest’ottica, mi preme ricordare che dal 19 al 20 ottobre p.v. si svolgerà a Pisa una esercitazione sul “Rischio Arno”, che sarà un’importante occasione per testare l’operatività della macchina organizzativa provinciale in caso di gestione unitaria dello stato di calamità. Il mio auspicio è che le “Giornate della Protezione Civile” possano contribuire a sviluppare la “cultura” dell’assistenza e del soccorso, intesa in senso ampio, e costituire al contempo un doveroso omaggio, da parte della comunità pisana, allo spirito di sacrificio, all’impegno e al senso di solidarietà che tutti gli operatori di protezione civile hanno saputo e sanno dimostrare, in ogni occasione in cui venga richiesto il loro intervento. Ricordo, in particolare, l’importante contributo fornito dai VVFF del nostro Comando provinciale e dal volontariato pisano, anche fuori da questo territorio provinciale. Sono stati, infatti, protagonisti di interventi di soccorso a favore di popolazioni colpite da grandi catastrofi, tra le quali lo Tsunami nell’Oceano Indiano del 26 dicembre 2004, il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, il sisma che ha colpito la Repubblica di Haiti il 12 gennaio 2010, l’alluvione che ha colpito la Lunigiana il 25 ottobre 2011, danneggiando in particolar modo le città di Aulla e Pontremoli, e il terremoto in Emilia Romagna del maggio 2012, episodi che confermano la grande tradizione storica di solidarietà vantata da questa provincia. Mi è perciò gradito, quale Rappresentante del Governo nella Provincia, esprimere nei loro confronti i più vivi sentimenti di riconoscenza e profonda gratitudine, per il servizio che hanno svolto e che continuano a svolgere in soccorso delle popolazioni colpite da calamità e disastri. Esprimo gli stessi sentimenti di apprezzamento e stima a tutte le altre componenti del “sistema pisano” di protezione civile, per le attività che realizzano a favore di questo territorio provinciale: in primis l’Amministrazione Comunale di Pisa, organizzatrice dell’evento, e a seguire le Forze dell’Ordine, le Forze Armate e tutti gli altri soggetti che forniscono, in ogni occasione, il loro contributo, primario ed indispensabile, con entusiasmo ed elevata professionalità. A tutti loro deve giungere il plauso dell’intera comunità.

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