La Giunta approva la riduzione del canone di locazione degli immobili di proprietà comunale adibiti ad attività commerciale.

PISA – La Giunta ha approvato una delibera che concretizza un punto del Piano Riapri Pisa, presentato dal Sindaco Michele Conti nelle scorse settimane. Si tratta del provvedimento che delibera la riduzione entro al massimo il 30%, del canone di locazione e di concessione a favore di chi utilizza immobili di proprietà comunale a fini commerciali.

“Per andare incontro a famiglie, imprese, partite IVA e professionisti che versano in grave difficoltà per le conseguenze dei necessari provvedimenti di contenimento dell’ epidemia Coronavirus – spiega il Vicensindaco con delega al Patrimonio Raffaella Bonsangue -, abbiamo approvato in Giunta, nell’ambito del Piano Riapri Pisa, la riduzione del canone di locazione degli immobili di proprietà comunale adibiti ad attività commerciale. Un provvedimento che ha la finalità di garantire la sopravvivenza di quelle attività nella prospettiva della ripresa difficile che ci attende e che necessita del supporto di chi governa la città. La volontà, la speranza o, meglio, il coraggio di continuare ci sono ancora ma deve essere consumata subito l’esitazione. Centinaia di migliaia di autonomi e piccole e medie imprese, il tessuto sano e portante dell’economia della Nazione non possono più aspettare. Non conforta l’idea di ulteriori e più angoscianti indebitamenti, ci vogliono contributi a fondo perduto e la responsabile ripresa di ogni attività, per non mettere a rischio tutto il sistema paese che rischia di collassare in conseguenza di fratture sociali e della morte della parte produttiva. Risaliremo una china impervia, nella solidale responsabilità di tutti. ”

Della misura potranno beneficiarne i conduttori o concessionari di immobili comunali che affrontano problemi di liquidità finanziaria  a causa dell’emergenza in corso, che non hanno debiti nei confronti della Civica Amministrazione e che hanno corrisposto regolarmente i canoni di locazione o concessione per il periodo precedente all’inizio dell’emergenza sanitaria. La riduzione sarà riconosciuta per un periodo individuato con l’inizio della pandemia e non andrà oltre l’anno in corso.

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