La grande distribuzione incrocia le braccia venerdì 22 dicembre

PISA – Le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione cooperativa e privata tornano ad incrociare le braccia venerdì 22 dicembre per rivendicare il diritto negato dalle associazioni datoriali ad un contratto collettivo nazionale dignitoso.

Sono migliaia anche nella provincia di Pisa i lavoratori coinvolti dallo sciopero nazionale unitario proclamato da Filcams-Cgil, Fisacat Cisl e Uiltucs Uil.

“La misura è colma – dichiarano Caterina Ballanti, segretaria generale della Filcams-Cgil di Pisa e Irene Cesari della UILTuCS di PIsa- Dopo 4 anni di tentativi e di proposte volte a superare le richieste perentorie della cooperazione che mirano a comprimere il salario e a diminuire diritti e tutele, abbiamo deciso di riprendere la mobilitazione dando un segnale chiaro: per noi la distintività cooperativa tanto proclamata deve tradursi anche in distintività contrattuale e non in misure volte ad abbattere il costo del lavoro e a penalizzare i lavoratori .
“In Federdistribuzione – continuano i sindacati – i lavoratori sono addirittura senza contratto nazionale di riferimento. Dopo l’uscita di Federdistribuzione da Confcommercio (unica Associazione del mondo distributivo ad avere rinnovato nel 2015 il Contratto Nazionale), le aziende associate (Carreforur, Esselunga, OVS, IKEA, Metro, Zara, Pam Panorama, Penny Market, per citarne alcune), stanno applicando un regolamento scaduto nel 2011. E’ una sorta di regolamento associativo. Erogano, inoltre, unilateralmente, aumenti economici assai inferiori rispetto a quelli previsti dai parametri di settore, con un notevole danno sia retributivo che contributivo”.
Una sana competitività tra le imprese non si realizza negando il Contratto Nazionale alle lavoratrici e ai lavoratori e peggiorando progressivamente le loro condizioni di lavoro, già di per sé critiche anche per effetto della deregolamentazione delle aperture degli esercizi commerciali, della politica del sempre aperto alla quale la grande distribuzione si è subito adeguata.
“Le liberalizzazioni degli orari – concludono i sindacati – le aperture domenicali e festive non hanno portato nessun beneficio all’occupazione, nessun aumento dei consumi, ma hanno aumentato solo la precarietà e l’impossibilità per i lavoratori e lavoratrici di conciliare la propria vita personale con carichi di lavoro sempre più pressanti”.

“Per questi motivi – continuano – vogliamo chiedere sostegno e solidarietà ai cittadini consumatori, astenendosi dal fare la spesa il 22 dicembre, giorno dello sciopero che sarà accompagnato nella Provincia di Pisa da un presidio con volantinaggio nel piazzale antistante ad IKEA che si svolgerà dalle 10 alle 13”.

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