La guerra dell’acqua tra Regione e Solvay

Volterra – Poco chiare le dinamiche fra la regione Solvay. «Serve un fronte comune per far sì che Solvay rinunci ai pozzi delocalizzati lungo l’asta del Cecina e agli acquiferi di qualità».Il sindaco di Volterra Marco Buselli fa il punto sula situazione che risulta irrisolta da anni.

«E’ notizia di oggi, secondo quanto riportato da alcuni media nazionali, che sia in corso una guerra dell’acqua tra Regione e Solvay, con il ricorso da parte della stessa al Tribunale delle Acque. Di fatto soltanto adesso, dopo anni di latitanza sul tema, la Regione appare in aperto conflitto con Solvay». Continua: <<Queste cose noi le diciamo però, inascoltati, da anni. Ormai siamo di fronte al fallimento completo del protocollo ponte e di tutte quelle politiche acquiescenti di cui sono disseminate le varie conferenze dei servizi che si sono svolte negli anni sul tema. Come dice anche il consigliere regionale Cinque Stelle Andrea Quartini, la Regione deve abbandonare una buona volta tutte le proprie contraddizioni. Sono anni che diciamo che l’acqua di alta qualità deve essere per il consumo idropotabile. Adesso fa piacere sentirlo dire a chiare lettere anche alla Regione. Anche l’atteggiamento di alcuni sindaci di zona sembra essere cambiato. A questo punto però a noi non interessa chi abbia avuto ragione, ma serve un fronte comune per far sì che Solvay rinunci ai pozzi delocalizzati lungo l’asta del Cecina e agli acquiferi di qualità. Giuste anche le parole del Presidente del Consiglio di Sorveglianza Asa Ceravolo, che ribadisce a chiare note la necessità che la multinazionale si serva una volta per tutte per i propri fini dell’acqua garantita dal progetto Aretusa, ad oggi usata, a quanto sembra, solo al 60%» conclude il sindaco>>.

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