L’A.I.M.C. SEZIONE DI PISA IN COLLABORAZIONE CON AIDAI TOSCANA

LOGO AIMC aidaORGANIZZA L’ INCONTRO DI FORMAZIONE  RIVOLTO ai docenti delle scuole :dell’ Infanzia-Primaria e Secondaria di Primo Grado

UNA DIDATTICA PER GLI ALUNNI IPERATTIVI
(E LE CLASSI IN CUI SONO INSERITI)
      (ADHD)
La gestione dei comportamenti problema, la progettazione personalizzata efficace.

L’incontro si svolgerà il 23 maggio 2015 dalle ore 09,30 alle ore 13.00

presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo R.Fucini
( Via Fratelli Antoni, 10  zona Aeroporto – Pisa)

RELATRICE : La Dott.ssa Sara PEZZICA

 ARGOMENTI CHE VERRANNO TRATTATI:

° Cos’è il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)
° Difficoltà o disturbo dell’ attenzione?
° Come e quando viene posta la diagnosi.
° La didattica metacognitiva a vantaggio di tutta la classe.
° I comportamenti problema: scappa dalla classe, disturba i compagni, non fa i compiti, si oppone, arriva già agitato e ansioso, si rifiuta al compito.
° Agire d’anticipo rispetto al problema e con un piano preciso in testa .
° La progettazione dell’intervento: con i colleghi e i genitori, con l’alunno.
° Presentazione di esperienze nel I e II ciclo di istruzione.

sarà’ allestita una mostra di testi dell’autore e di testi di didattica con sconti per i soci A.I.M.C

Le iscrizioni si effettuano, f i n o  a d  e s a u r i m e n t o  d e i  p o s t i  d i s p o n i b i l i , tramite posta elettronica ai seguenti indirizzi:
Virginia Pucciarelli : tel.3339162544, email:   virginia_pucciarelli@alice.it   ; Sezione AIMC di PISA , email: sezione.pisa@aimc.it  ; Giannetti Angela;  giannettiangela@libero.it ; Ferretti Daniela ferrettidaniela54@gmail.com

                                                                   MA CHI E’ : SARA PEZZICA?

dott.ssa pezzica

SARA PEZZICA  E’:

   Psicologo e  Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo costruttivista ed esercita la professione a Firenze.

Dal 1998 si occupa di bambini con Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività inizialmente in ambito di ricerca con il Prof. Cornoldi dell’Università di Padova e successivamente in ambito clinico con il Dott. Gallucci (AsL di Firenze) e Prof. Masi dell’IRCSS Stella Maris (Calambrone – PI).

E’ Dottore di Ricerca e Collaboratore dell’Università di Firenze, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione (Prof.ssa Pinto e Prof.ssa Bigozzi).

Dal 2005 è Presidente dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Attenzione e Iperattività (AIDAI) regione Toscana e vicepresidente d AIDAI Nazionale.

spezzic@yahoo.it

In collaborazione con il Comune di Firenze conduce corsi di formazione per gli insegnanti (Progetto Le Chiavi della città “ Disattenzione e Iperattività a scuola”) e laboratori in classe con alunni di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado (Progetto Tuttinsieme per  l’integrazione “Dove sta la mia attenzione?”).

Docente del corso di Perfezionamento “I disturbi dell’apprendimento scolastico in bambini ed adolescenti: diagnosi ed intervento” e Master in Psicologia Scolastica, Università di Firenze.

Didatta in corsi di specializzazione in Psicoterapia Cognitiva (Ipsico).

Conduce gruppi di Parent Training con genitori di bambini con Disturbo da deficit dell’Attenzione e Iperattività.

Pubblicazioni

Capitoli di libri

 Bigozzi L., Pezzica S., Garuglieri A. (in stampa). L’attenzione in classe con alunni disattenti e iperattivi: una ricerca sull’efficacia di un percorso di potenziamento. A cura di Vianello R. e Di Nuovo S. Quale scuola inclusiva in Italia? Oltre le posizioni ideologiche: risultati della ricerca. Ed. Erickson : Trento

 Pezzica S., Perticone G., Whorkbook per insegnanti della scuola primaria. a cura di Fedeli D., Vio C. in Disattenzione e iperattività a scuola, Ed. Giunti Scuola, (in stampa)

S. Pezzica, T. Mattiuzzo, E. Salvalaggio (2014) L’intervento clinico nell’ADHD. In Psicoterapia Cognitiva dell’età evolutiva, edizioni Bollati Boringhieri 2° ed. a cura di F. Lambruschi, pp 636-666

P. Muratori, S. Pezzica e F. Lambruschi (2013). La presa in carico della famiglia: il Parent Training. Psicopatologia e Psicoterapia cognitiva dei Disturbi della Condotta, a cura di F. Lambruschi, P. Muratori. Carocci Edizioni, pp 159-174

Lambruschi F., Pezzica S (2010) ll counselling cognitivo in età evolutiva. A cura di Rezzonico G., Meier c. “ll counselling cognitivo relazionale” Ed F. Angeli Milano, pp 274-305

Pezzica S., Galassi F (2009) L’intervento comportamentale. A cura di Galassi F. “La terapia integrata dei disturbi d’Ansia” Ed F. Angeli Milano, pp 199-214

Articoli

Pezzica S., Bigozzi L. (in stampa). Un Parent Training Cognitivo Comportamentale e Mentalizzante per bambini con ADHD. Psicologia Clinica e dello Sviluppo

Pezzica S., Vernucci C., Bigozzi L. (2014) Bambini con ADHD a scuola: cosa pensano i genitori? Psicologia dell’educazione, 8 (2), 173-188

Pezzica S. Bigozzi L. (2013). Le conoscenze meta-attentive dei bambini: uno studio empirico sul disegno, Psicologia dell’Educazione, 7 (3), 27-46

C.A. Cameron, A.K. Hunt, S. Pezzica, L. Phillips, R. Heydon, K. Kumpulienen. Children Shaping their Identities as Readers and Writers: A Day in the Life of Children in Transition to School. Childood explorer,

Pezzica S., Bigozzi L. Vezzani C., Pinto G. (2015). Where is my attention? Children metaknowledge expressed through drawings. Educational Psychology.

Bigozzi L., Tarchi C., Pezzica S., Pinto G. (2014). Evaluating the Predictive Impact of an Emergent Literacy Model on Dyslexia in Italian Children: A Four-Year Prospective Cohort Study. Journal of Learning Disabilities, Vol. 7

S. Pezzica, L. Bigozzi (2013). Le conoscenze meta-attentive dei bambini: uno studio empirico sul disegno. Psicologia dell’Educazione pp 27-46

S. Pezzica, C. Tarchi, F. Piccinelli, L. Bigozzi (2013). Analisi quantitativa e di contenuto del percorso di Parent Training per genitori di bambini con ADHD: uno studio pilota. Psicologia Clinica e dello sviluppo  , vol 1, pp 45-72

Pezzica S., Carli F., Berloffa S., Segala R., Capovilla G. (2011). Un training autoregolativo di gruppo per bambini con ADHD: un’osservazione cognitiva, comportamentale e relazionale Psicologia Clinica e dello sviluppo,  vol 2, pp 537-545

Pezzica S., Bigozzi L (2010) Parent Training per genitori di bambini con Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività ADHD: spunti di analisi qualitativa. Quaderni di Psicoterapia Cognitiva 27, 15(2) pp 8-29

 aidai attenzione

Il Progetto “Dove sta la mia attenzione?”

Il progetto è realizzato da AIDAI Toscana in collaborazione con il Comune di Firenze

Lavorando a contatto con gli insegnanti ci siamo resi conto che ognuno ha sviluppato abilità, atteggimenti e strategie con cui creano quasi per magia una buona atmosfera di classe. Molti insegnanti utilizzano la propria sensibilità e intuito personale, altri sperimentano o si documentano, perchè insegnare non è un lavoro meccanico ma un processo che si costruisce giorno per giorno ed ogni giorno porta sfide e gratificazioni sempre diverse.

A questi volenterosi insegnanti abbiamo dedicato un percorso di apprendimento per lo sviluppo di specifiche abilità. Particolare cura è stata rivolta allo sviluppo di una “cultura dell’attenzione” negli alunni e alla promozione di un clima positivo favorevole all’apprendimento non solo di contenuti scolastici ma anche alla conoscenza di se stessi, e alla costruzione del gruppo classe.

Il training di Meta-Attenzione è un percorso teorico-pratico condotto dall’équipe psico-pedagogica dell’AIDAI Toscana nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Negli ultimi anni, all’interno della scuola, si è registrato un crescente interesse in merito al “Processo Attenzione”  e alle difficoltà ad esso connesse. L’attenzione, in tutte le sue componenti e nei legami con la motivazione, la comprensione e la memoria, essendo  processo trasversale nelle attività scolastiche e importante premessa per l’apprendimento, rappresenta una condizione basilare per apprendimenti sistematici, per l’esercizio e per la partecipazione attiva alla vita di gruppo e di classe.

Il Presente contributo nasce dai percorsi di Training di meta-attenzione che dal 2003 vengono realizzati nelle scuole.

Altri materiali possono essere scaricati dal sito:

www.aidaiassociazione.com                                                                      email: aidai.toscana@gmail.com

 Dalla formazione PER gli insegnanti

alla formazione CON gli insegnanti

 LA METACOGNIZIONE

L’insegnante il quale creda che il suo  ruolo di messaggero del sapere si  risolva nella presentazione chiara,  ordinata, misurata, ricca di  esempi…fa pensare al cuoco che  abbia preparato un piatto con  molta  cura per renderlo appetitoso e che lo offra ai commensali che ignorano l’uso delle posate…spetta al cuoco mostrare cucchiai, forchette e coltelli e l’arte di servirsene

Antoine de la Garanderie

( I mezzi dell’apprendimento e il dialogo con l’alunno, 2003)‏

Il training proposto ha una propria cornice teorica nei modelli metacognitivi, secondo i quali il bambino può imparare a gestire meglio i processi cognitivi se riceve un insegnamento centrato sulla conoscenza di strategie specifiche e sul monitoraggio del proprio funzionamento mentale.

Le fasi dell’Approccio Metacognitivo:

–       informazioni sulla struttura dei processi cognitivi in generale e delle proprie risorse nello specifico.

–       costruzione di un bagaglio di strategie efficaci per gestire al meglio il compito e sapere quando utilizzarle.

–       Monitoraggio metacognitivo.

In altre parole sviluppare un pensiero metacognitivo significa:

–       imparare a pensare sul proprio pensiero : «Sono concentrato?», «comincio a sentirmi stanco?» «Tendo a distrarmi?»

attivare un processo di problem solving per accedere a strategie efficaci : “La mia attenzione non è infinita, posso fare una pausa di 5 minuti e poi riprendere i compiti” “questi giochi sul tavolo catturano troppo il mio interesse, sarà meglio metterli lontano dalla mia vista”

 

– monitoraggio metacognitivo: controllo dell’efficacia delle modalità prescelte

 L’attenzione

“Stato di consapevolezza nel quale i sensi sono selettivamente focalizzati su aspetti dell’ambiente e il sistema nervoso centrale è in uno stato di prontezza a rispondere agli stimoli. Poiché gli esseri umani non hanno capacità infinita di prestare attenzione a tutto, si focalizzano su alcuni aspetti dell’informazione. Le esperienza passate influenzano le esperienze percettive (notiamo cose che hanno significato per noi)‏”

ATTENZIONE SELETTIVA

Processo che seleziona gli stimoli esterni che entrano nella nostra coscienza. E’ la capacità di selezionare gli stimoli rilevanti e ignorare quelli irrilevanti. Il pieno sviluppo dell’attenzione selettiva e volontaria sarebbe possibile a partire dai 7 anni di età (Mackworth, 1976)

Quando usiamo processi di  attenzione selettiva?

Durante la spiegazione: inibiamo stimoli distraenti

Quando selezioniamo un canale di informazione Es: leggiamo il giornale ascoltando musica (inibiamo il canale uditivo e ci concentriamo su quello visivo di lettura)‏

ATTENZIONE MANTENUTA

E’ la capacità di dirigere e mantenere l’attività cognitiva su compiti che richiedono uno sforzo cognitivo prolungato.

È influenzata da diversi fattori: tipo del compito, motivazione, presentazione delle informazioni, arousal, interattività della situazione di apprendimento

Negli studenti in età scolare non si evidenziano particolari differenze nelle capacità attentive, rispetto agli adulti, mentre differenti sarebbero piuttosto le capacità di formulare strategie diverse per la soluzione di un compito, cioè la capacità di cogliere gli elementi principali di una realtà problematica utili alla soluzione di un compito. Sembrerebbe dunque implicato un diverso livello di sviluppo cognitivo, piuttosto che un aspetto legato all’attenzione.

UN COMPITO CHE FACILITA L’ATTENZIONE

E’ accessibile, chiaro, ben esemplificato: se contiene una parte che sicuramente il ragazzo è in grado di fare bene, questo lo incoraggia ad affrontare poi anche la parte più difficile. Inoltre il riconoscimento dei propri progressi, incoraggia la motivazione

la possibilità di vedere traguardi intermedi rafforza la volontà del ragazzo che ha scarsa costanza; una sequenza chiara di azioni da compiere conferisce al ragazzo sicurezza, sensazione di controllo sul suo lavoro.

In breve:

ñ  prevede la possibilità di operare alcune scelte: in quale ordine svolgere le varie parti, come farle, servirsi più o meno di disegni e schemi, tralasciare un esercizio a favore di un altro (che l’insegnante giudica equivalente);

– ha una complessità accessibile, è chiaro e ben esemplificato

–  è suddiviso in parti brevi e contenute in uno schema

– ha radici nelle competenze già possedute

– consente di operare scelte al suo interno

–  ha carattere di sfida

– ha carattere di impresa da affrontare

–  può essere svolto in gruppo, o in collaborazione

– può prevedere spostamenti in aula

–  può contenere momenti di drammatizzazione

–  contiene elementi che permettono l’ autovalutazione

La difficoltà di attenzione è spesso correlata a problemi motivazionali: per eseguire un compito il soggetto deve poter essere in grado di farlo, possedere una serie di considerazioni positive su se stesso e sulle proprie capacità di apprendimento e  una adeguata valutazione della probabilità di successo/insuccesso

 

 

Il TRAINING DI META-ATTENZIONE

ImmagineTRANING

Il lavoro del training di meta-attenzione ha proposto una serie di attività  ripetibili successivamente dagli insegnanti e spunti di riflessione per bambini e docenti.

Il percorso, basato attività individuali e di gruppo, ha fornito agli studenti  un primo approccio al tema dell’attenzione attraverso un percorso di apprendimento globale basato su esercitazioni, gioco e attività di gruppo. Nello specifico si è lavorato per:

–       Avvicinare gradualmente i bambini ai differenti tipi di attenzione, non attraverso un sistematico studio, ma tramite l’acquisizione di competenze all’interno di un “laboratorio esperienziale”;

–       Sensibilizzare ai temi dell’attenzione attraverso attività e giochi;

–       Attivare le risorse del gruppo classe attraverso la condivisione di esperienze, “trucchi” e “segreti” per migliorare le competenze attentive e ampliare il bagaglio di strategie del singolo

 

Tutto ciò è avvenuto mediante attività che hanno stimolato i bambini attraverso tre tipologie di intervento:

–       l’adesione collettiva, da parte del gruppo, ad un contratto di lavoro, di cui si comunicano fin da subito le caratteristiche, i contenuti principali, i tempi, gli obiettivi

–       lo svolgimento di esercizi-giochi aventi come obiettivo l’allenamento di varie modalità per gestire la propria attenzione di fronte a compiti e situazioni di diversa natura con modalità adattate all’età

–       la discussione collettiva, sia pur breve ma sistematica, delle scoperte fatte nel corso delle attività, dei suggerimenti proponibili sia ai compagni, sia agli insegnanti, sia ai formatori.

By